La variante PGT non dà risposte alle urgenze della città

1

novembre 4, 2016 di vermondo

Ieri, dopo cinque consigli comunali, si è concluso l’iter di approvazione della variante del Piano di Governo del Territorio (PGT), il terzo tentativo di questa giunta, in quattro anni, per definire le politiche urbanistiche della città di Meda. Il mio voto di MEDA per TUTTI è stato contrario perché la variante, pur introducendo alcuni miglioramenti al PGT precedente, non dà risposte concrete alle priorità della città e della comunità. In particolare non contiene programmi, strumenti né misure efficaci per la rigenerazione del centro storico, per la soluzione in tempi brevi ai problemi della viabilità, per la pianificazione di spazi e servizi volti alla valorizzazione della filiera legno, per il miglioramento delle zone miste residenziali e produttive, per la fruibilità del patrimonio verde della brughiera. In questi anni sono stati spesi 300.000 €, al netto dei costi di struttura comunale, con i diversi tentativi di PGT per non avere ancora le risposte alle criticità della nostra città. Nella mia dichiarazione allegata, le motivazioni dettagliate del voto contrario.

________

Consiglio Comunale del 3 novembre 2016

Punto 5:  variante PGT – dichiarazione finale

Oggi, dopo ampia discussione, si delibera sull’approvazione della variante degli atti costituenti il PGT. Il terzo intervento attuato da questa amministrazione sulle politiche del territorio in poco più di quattro anni:

  1. l’approvazione, tale quale, del PGT della Lega, il 23 giungo 2012;
  2. la variante collegata al piano attuativo AT1 ex Medaspan, l’area più rilevante sul territorio in termini urbanistici, il 30 luglio 2015;
  3. e oggi, 3 novembre 2016, l’approvazione della variante generale.

Giunta e uffici hanno lavorato quasi ininterrottamente sul piano di governo del territorio, con il supporto di consulenti ed estensori esterni, urbanisti e geologi. Un lavoro intenso e prolungato, in un periodo di sostanziale stallo delle attività edilizie private. Per la finalizzazione di questi atti di PGT, i cittadini medesi hanno pagato circa 300.000 €, in aggiunta ai costi interni. A fronte delle tante risorse utilizzate, alta era l’aspettativa di risultati che avviassero un percorso di efficace rigenerazione della città. E promettenti erano gli annunci dei principi ispiratori della variante: salvaguardare il patrimonio identitario del centro storico; promuovere recupero e valorizzazione degli edifici esistenti; assicurare coerenza delle costruzioni con la morfologia della città; introdurre il concetto dell’indifferenza funzionale tra abitazioni e attività produttive; favorire la riconversione dei laboratori artigianali abbandonati. Come si poteva non essere d’accordo? Anche grazie alle dure critiche sollevate quattro anni fa da MEDA per TUTTI, ritengo che alcuni miglioramenti siano stati introdotti, in particolare:

  1. il metodo di approvazione e discussione, pur ancora troppo compresso e veloce in alcune fasi, è stato migliorativo, pur se deludente è stato il coinvolgimento della cittadinanza e delle istituzioni;
  2. i diritti di edificazione ai privati sembrano più equamente distribuiti: chi vuole usarne di più, negli ambiti autorizzati, dovrà acquisire aree da donare a uso pubblico attraverso lo strumento della perequazione; il PGT vigente, approvato sempre da questa amministrazione, “toglie poco a tanti per dare tanto a pochi”, comprimendo i volumi generali di edificabilità dei cittadini medesi e concentrandoli nelle aree di trasformazione definite con criteri poco trasparenti;
  3. la semplificazione delle regole e delle norme permette una più trasparente comprensione e attuazione.

 

Detto ciò, sempre più evanescente è stata la declinazione di questi principi annunciati in programmi concreti. Le critiche a questa variante sono sia per il metodo adottato sia per i contenuti dei piani.

Sono mancate la partecipazione e la collaborazione di cittadini, associazioni e istituzioni, venendo meno ai criteri ispiratrici e fondanti della legge regionale 2005/12, all’articolo 1. A prova di questa mia considerazione, sono state le assemblee pubbliche, poche e con partecipazione molto bassa; gli incontri con le associazioni e istituzioni sono andati sostanzialmente deserti. Inoltre sono mancati incontri di confronto con Provincia e Regione, con il risultato di avere ottenuto pareri molto critici e distaccati. Non sono neppure state prese in considerazione le opzioni suggerite dall’art. 13, comma 14 della legge 2005/12 per favorire una maggiore collaborazione e riduzione dei costi: “I Comuni possono avvalersi della provincia per la redazione degli atti di PGT … possono tra loro costituire consorzi o concludere convenzioni aventi a oggetto la pianificazione complessiva e coordinata dei rispettivi territori, restando ferma la procedura di approvazione in capo ai singoli Comuni”.

Nel merito dei contenuti, la critica è per la mancanza di strategie, programmi e strumenti efficaci, necessari e determinanti per la rigenerazione e lo sviluppo di questa nostra città, con particolare riferimento alla riqualificazione del centro storico, al miglioramento della viabilità e mobilità, alla valorizzazione e fruibilità del patrimonio del parco della brughiera in simbiosi con la città. Su questi e altri punti MEDA per TUTTI ha presentato le sue osservazioni, che non hanno trovato accoglienza nelle controdeduzioni, perché mettono a fuoco le debolezze di questa variante. Infatti, le controdeduzioni rimandano ripetutamente ad altri piani e programmi, strettamente interconnessi al PGT, che, però, non esistono, venendo così a mancare quella “pluralità di piani, fra loro coordinati e differenziati, i quali, nel loro insieme, costituiscono la pianificazione del territorio stesso”, come recita l’art. 2 della legge 2005/12. Mancano, anche, germogli di progettualità che avrebbero posto le premesse di più concrete attuazioni programmatiche, come la costruzione di una futura zona a traffico limitato, intorno al centro storico, cuore della città, congiuntamente con un piano di riqualificazione di piazze, vie, luoghi pubblici e d’incentivazione spinta per ristrutturazioni e/o sostituzioni di edifici privati con rilancio delle attività commerciali e di servizio.

Accenno ai punti fondamentali non risolti da questa variante. Innanzitutto la rigenerazione e rivitalizzazione del centro cittadino, chiamato “nucleo di antica formazione”. Oggi, e da lunghi anni, è l’area più trascurata della città, con ampie zone di degrado, che partono dalla Curt Lunga e si diramano al centralissimo Corso Matteotti, a piazza Volta, via Vignoni e aree limitrofe. La variante rimanda al programma triennale delle opere pubbliche 2017-2019, che però dedica a questo scopo solo il 10% delle spese per investimenti, con interventi limitati a una generica “riqualificazione di via Matteotti” e alla “riqualificazione dell’impianto d’illuminazione pubblica via G.A. Traversi”. La variante rimanda, inoltre, a un ipotetico progetto generale di riqualificazione e a specifici ragionamenti e strumenti di programmazione per rispondere alla richieste di MEDA per TUTTI d’interventi prioritari di riqualificazione dello spazio pubblico centrale da destinare a servizi pubblici (es. uffici comunali, sedi di rappresentanza, asilo nido, parchi di vicinato ecc.) così da riportare vita sociale e riattivare la vita commerciale nelle vie centrali, ora abbandonate. Purtroppo, questi progetti e strumenti non esistono in altri documenti di accompagnamento del PGT. Quindi, mancano misure concrete e impegni mirati alla rigenerazione del centro secondo un piano coordinato e integrato nel ridisegno generale della città. Non ci sono collegamenti, in questa strategia, con il documento unico di programmazione DUP né con il piano generale del traffico urbano né con il piano delle opere pubbliche né con le politiche d’incentivazione e disincentivazione.

La variante è debole nella proposta di soluzioni infrastrutturali sulla viabilità urbana, basandosi su progetti superati di Pedemontana (le mappe contengono progetti notoriamente non aggiornati) e affidandosi totalmente alle realizzazioni delle opere connesse per il superamento della frattura ferroviaria, senza valutare scenari alternativi da attuare in caso di rinvii prolungati legati alle difficoltà tecniche e finanziarie dell’opera. MEDA per TUTTI ha più volte invitato a considerare opzioni diverse, da attivare con prontezza in caso di necessità.

Il piano dei servizi non risponde all’esigenza di sostenere le attività economiche. Ricordo l’esempio del nuovo polo di FederlegnoArredo, in costruzione nel Comune di Lentate sul Seveso, costruito a poca distanza dal Centro di Formazione Professionale Terragni di Meda, con evidente mancanza di coordinamento territoriale nella promozione delle competenze e della formazione professionale. Mancano piani e strumenti urbanistici che prevedano spazi e misure d’intervento per facilitare il rafforzamento del CFP Terragni e/o la costituzione di altri luoghi formativi a sostegno delle competenze professionali, dalla progettazione alla fabbricazione e alla promozione delle attività artigianali e industriali della filiera del mobile e dell’arredamento, in coordinamento con le istituzioni preposte e le associazioni di categoria.

Si è preso atto dello stato di commistione tra residenze e attività produttive in ampie ‘zone miste’ della città, giustificandolo con il criterio dell’indifferenza funzionale tra abitazioni e laboratori. Non sono stati individuati strumenti né regole di mitigazione dei problemi d’incompatibilità tra abitazioni e attività che creano molestie olfattive ed emissioni rumorose e inquinanti.

La valorizzazione e maggiore fruibilità del verde pubblico non trova indicazioni né misure concrete nei documenti della variante, tranne l’ambito di trasformazione dell’area fornaci, che riamane un obiettivo condivisibile, ma tutto da esplorare. Non ci sono indirizzi né misure per destinare a uso pubblico percorsi ciclopedonali a margine e all’interno del parco della brughiera, che rimane sottoutilizzato rispetto alle potenzialità di fruibilità per i Medesi nel tempo libero. Queste fasce ciclopedonali di fruibilità del parco, progettate nel rispetto dei vincoli ambientali e paesaggistici, dovrebbero essere poi connesse con la reta di viabilità dolce da realizzare nel resto della città e con l’ambito di trasformazione dell’area ex fornace Ceppi, possibile luogo di crescita della cultura ambientale,  attrazione fruibile per il tempo libero e snodo ecologico con la rete verde del territorio.

Il mio voto di MEDA per TUTTI è contrario all’approvazione di questa variante, perché non si raggiungono neppure gli obiettivi enunciati da questa stessa amministrazione, all’inizio del percorso, come ho illustrato nella mia dichiarazione. Rimane il divario tra le aspirazioni annunciate e i programmi concreti dei diversi piani che costituiscono questa variante del PGT. Forse, un’altra occasione persa, anche se, naturalmente, MEDA per TUTTI continuerà a stimolare e a proporre soluzioni che assicurino il continuo miglioramento della nostra città.

Vermondo Busnelli, Capogruppo Consiliare di MEDA per TUTTI

3 novembre 2016

mappapgt-foto Mappa AT PGT 2016feb18 matteotti6

One thought on “La variante PGT non dà risposte alle urgenze della città

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: