A quando la fruibilità del bosco delle querce, anche qui a Meda?

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novembre 4, 2016 di vermondo

Ancora deludenti i programmi e le iniziative di questa giunta per la valorizzazione e fruizione della parte medese del Bosco delle Querce. Un’area verde di 78.100 mq lasciata in abbandono (lo scorso anno è stata trovata una coltivazione abusiva di cannabis), mentre quella confinante sul territorio di Seveso è stata valorizzata e resa fruibile ai cittadini. Dopo le forti critiche di due anni fa, qualche promessa verbale è stata strappata per valorizzare il percorso lungo il Tarò all’interno di questa parte di bosco. Saranno promesse al vento o tra due anni vedremo qualche miglioramento per la fruibilità di quest’area per i Medesi? Qui di seguito, la mia dichiarazione in consiglio comunale.

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Consiglio Comunale del 3 novembre 2016

Punto 9: schema di convenzione per la gestione del Bosco delle Querce

Il rinnovo della convenzione per la gestione del parco naturale regionale Bosco delle Querce di Seveso e Meda e delle infrastrutture connesse è l’occasione per considerazioni e valutazioni che vanno oltre i contenuti stretti dell’accordo biennale e i termini puramente finanziari. E’ l’occasione per mettere al centro dell’attenzione del consiglio comunale l’importanza di questa area sul territorio di Meda, delle sue condizioni attuali e delle sue prospettive.

Il Bosco delle Querce fu aperto al pubblico nel 1996, 20 anni dopo l’incidente ICMESA e nominato parco naturale regionale nel 2005 (L.R. 21/2005). La gestione fu data in gestione al Comune di Seveso a partire dal 2003. Solo con il rinnovo del 2005 – a seguito dello status di parco naturale regionale – la gestione fu confermata a Seveso in convenzione con Meda. Quindi, da 11 anni, Meda è chiamata a collaborare con Seveso per la gestione operativa dell’area, che rimane di proprietà della Regione. Tutti noi sappiamo che Seveso detiene la quota di larga maggioranza, anche perché l’82% del bosco si trova sul suo territorio, mentre la parte di Meda rappresenta il 18% della superficie, pari a 78.100 mq sul totale di 427.000 mq.

Il Comune di Seveso ha la responsabilità principale e di coordinamento con Meda per la manutenzione e conservazione dell’area e delle infrastrutture, che sono essenzialmente le due vasche (A e B) e il deposito di Cesano Maderno. Inoltre Seveso ha in comodato d’uso i due fabbricati, Chalet ed ex-ENCOL.

Il Comune di Meda è responsabile per la gestione operativa della vasca situata nella parte medese del bosco in coordinamento con la direzione Ambiente della regione Lombardia. Meda è anche chiamata ad assicurare il supporto tecnico e operativo, quando richiesto formalmente per specifiche attività.

ERSAF, Ente Regionale per i Servizi all’Agricoltura e alle Foreste si occupa della manutenzione del verde e delle aree forestali con programmi operativi annuali.

La convenzione è ancora biennale, 2016-2018 e prevede un costo totale per la Regione di 280.000 €, 30.000 € in meno rispetto ai 310.000 € dell’ultima, sottoscritta nel 2014; infatti, non sono più inclusi in questa convenzione i 30.000 € per il controllo delle vasche e del deposito di Cesano, il monitoraggio del percolato e delle falde (queste attività saranno svolte da Seveso, sempre con risorse assicurate da Regione Lombardia):

  • 120.000 € a Seveso per la gestione e il coordinamento generale: programma annuale delle attività, resoconto; attività di informazione, animazione ed educazione.
  • 160.000 € a ERSAF per la manutenzione del verde.

 

Dopo la discussione di due anni fa, sempre in questo consiglio, non è cambiata la percezione. Seveso è sempre più orientato e organizzato a una maggiore fruizione del parco, come l’apertura del bosco tutti i giorni da maggio a settembre, decisa dall’amministrazione sevesina con programmi di crescente coinvolgimento dei cittadini. Di contro, la parte di Meda, chiusa tra superstrada e Tarò, rimane chiusa al pubblico e, di conseguenza più trascurata e abbandonata. La cronaca riportava coltivazione di cannabis in questa porzione. Finora, Meda non ha saputo cogliere le opportunità di maggiore fruizione dei 78.000 mq del bosco delle querce, in modo sicuro, sostenibile e compatibile con le sue caratteristiche naturalistiche. Perciò, dopo due anni e sulla base delle informazioni disponibili (non abbiamo ancora ricevuto il rapporto delle attività, previsto entro il 31 ottobre del 2016), rimangono ancora tutte valide le richieste avanzate due anni fa, sempre in questo consiglio:

  1. assicurare e controllare la regolare manutenzione e pulizia, comunicando eventuali mancanze a ERSAF;
  2. promuovere gli interventi che migliorino la fruibilità del parco, nelle parti e con le modalità più opportune; quest’anno, c’è una ragione in più per rafforzare questa richiesta: la variante del PGT prevede la riqualificazione del Tarò come uno dei suoi pilastri; ci aspettiamo che anche la parte del torrente all’interno del bosco delle querce sia valorizzata con sentieri e percorsi ciclo pedonali, in sicurezza e compatibili con l’ambiente naturale del bosco;
  3. dare seguito a un programma di maggiore conoscenza e trasparenza sui risultati delle attività e delle analisi di monitoraggio e controllo sul percolato della vasca di Meda e sugli altri controlli ambientali eseguiti nell’ambito del programma della convenzione; ricordo, per inciso, che la vasca di Meda è la più vecchia delle due e contiene anche fanghi, diversamente della vasca di Seveso;
  4. richiedere e pubblicare le attività di programma, il resoconto e i dettagli di spesa della convenzione, sul sito comunale (e non limitarsi alla distribuzione, su richiesta, qualche giorno prima del rinnovo della convenzione);
  5. studiare e proporre eventuali e migliori utilizzi del fabbricato ex-ENCOL.

 

Vorrei essere smentito, ma non ho evidenze che confermino progressi significativi su questi punti, se non una maggiore consapevolezza delle opportunità da cogliere. Rimane la richiesta di valorizzare questo parco in un progetto più ampio di collegamento con altre zone verdi o attrezzate, come il vicino centro sportivo e ciclodromo, il parco della brughiera, il parco delle groane e il parco della Brianza centrale.

Il mio voto è di astensione. La volta scorsa è stato contrario; oggi, rimane critica la mia analisi e posizione, perché lo schema di convenzione proposto non contiene ancora prospettive concrete di miglioramento della situazione attuale per la comunità e il territorio di Meda. Tuttavia, ho colto qualche debole segnale che m’incoraggia a sperare che tra due anni, la situazione della parte medese del bosco sia migliorata e resa più fruibile per i cittadini, in sicurezza e in armonia con il suo ambiente naturale.

Vermondo Busnelli, Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

3 novembre 2016

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