Una buona programmazione fa la differenza, anche per le attività comunali.

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luglio 28, 2016 di vermondo

foto DUP

Il tema principale del consiglio comunale di Meda di ieri, 27 luglio è stato il DUP: Documento Unico di Programmazione per il triennio 2017-2019. Questo strumento è stato introdotto dalle norme nazionali nel 2015 e costituisce, nelle intenzioni, il “master plan”, cioè il piano generale che definisce gli indirizzi e gli obiettivi strategici, declinandoli nelle varie missioni (aree di attività) e nei programmi particolareggiati. In altre parole, dal DUP si evince se Meda ha un piano per uscire dalla situazione critica attuale e avviare un percorso virtuoso di riqualificazione, rigenerazione e rilancio. La mia valutazione è stata critica. Ho votato contro questo DUP, invitando sindaco e giunta a migliorarlo nella sostanza e nella forma, come spiego in dettaglio nel blog, che riporta la mia dichiarazione in consiglio

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Consiglio Comunale del 27 luglio 2016 – Documento Unico di Programmazione, DUP 2017-2019

Ho letto con attenzione tutto il corposo documento, che vuole mettere luce sugli obiettivi e i programmi per rilanciare la nostra città nei prossimi anni, verso la vigilia del 2020. Dovrebbe essere il documento principale e di riferimento per tutte le scelte strategiche e operative nei prossimi tre anni, monitorato, discusso e aggiornato in funzione dei cambiamenti esterni e interni. Il DUP assume tutta la sua potenzialità all’inizio del ciclo di mandato di un’amministrazione, perché ha un orizzonte pluriennale, fondato sugli indirizzi e gli obiettivi strategici che identificano l’orientamento di visione prospettica e di priorità. In questo contesto, approvare un DUP in vicinanza del termine del mandato di questa amministrazione potrebbe essere un esercizio più formale che sostanziale, più burocratico che politico. Inoltre, il DUP paga il prezzo del rodaggio, essendo ancora alle prime esperienze dell’uso di questo strumento.

Ciò premesso, e prima ancora di entrare nel merito dei contenuti, non condivido l’approccio e il metodo adottati per l’approvazione di questo DUP. Trattandosi di un master plan, cioè di un documento che riassume tutta la complessità delle attività di programmazione a 360°, trasversalmente a tutte le aree di attività, sarebbe stato più efficiente discutere nelle commissioni gli obiettivi e i programmi per ogni area: amministrazione, servizi ai cittadini (scuola, sociale, cultura ecc.), attività economiche, gestione del territorio e cura dell’ambiente, polizia e sicurezza. Per ognuna di queste aree, l’approfondimento in commissione, avrebbe consentito una maggiore comprensione dei contenuti con possibilità di confronto. Invece, siamo qui, in consiglio, dopo un breve passaggio in commissione, a discutere e approvare le 5 linee programmatiche, i 15 macro-programmi, i 32 obiettivi strategici declinati nelle 11 missioni e nei 46 programmi operativi.

L’impressione generale che emerge dall’analisi di questo DUP indica che la nostra città si trova ancora in una situazione di gravità: senza un centro che ne rappresenti l’identità, senza un piano per il traffico e con una viabilità fortemente compromessa, con un PGT che non piace a nessuno…

Nel vissuto quotidiano medese, c’è stata e c’è ancora una diffusa rassegnazione motivata con il ritornello “non ci sono risorse” e quindi non si possono riparare le buche delle strade o mantenere gli edifici pubblici o curare il verde ecc. Ebbene, questo ritornello dovrebbe essere accantonato, perché le risorse ci sono: c’è un avanzo di amministrazione di 6,7 milioni, anche se non tutto utilizzabile, subito; una buona disponibilità di cassa, 5 milioni a fine 2015; un tendenza di avanzo di gestione di 1 milione circa negli ultimi due esercizi, 2014 e 2015; ci sono attese di notevoli introiti di oneri di urbanizzazione oltre 5 milioni, anche se derivanti da progetti non condivisi. Quindi, ora la sfida è saper spendere le risorse disponibili, in modo attento ed efficace per affrontare le reali priorità di Meda e non cadere nella tentazione di disperdere le risorse disponibili a pioggia, perdendo l’opportunità che viene offerta dalla situazione attuale.

Questo DUP non convince. Non presenta un piano organico, con chiare priorità d’investimento e di sviluppo della città e della comunità. Sembra più una “summa” di molte attività e di tanti programmi, non legati da un filo conduttore né da logiche coerenti.

Per esempio, in più parti viene finalmente riconosciuta la priorità della riqualificazione e riattivazione del centro storico. E’ stato anche scritto e dichiarato che le entrate pianificate per oneri di urbanizzazione dell’area AT1 sarebbero destinate prevalentemente al centro. In realtà l’elenco degli investimenti e delle opere pubbliche mostra che solo una parte marginale dei 5.085.000 € del triennio 2017-2019 è destinata a tale scopo: le voci “riqualificazione via Matteotti” e “riqualificazione impianto d’illuminazione pubblica via G.A. Traversi”, rispettivamente di 450.000 e 70.000 € rappresentano il 10% della spesa programmata. Mentre, per impianti sportivi (incluso il ciclodromo) s’intendono spendere 750.000 €, pari al 15% del totale. La voce di spesa più rilevante è dedicata alla viabilità, con diversi interventi di manutenzione, segnaletica, piste ciclabili e altro per un valore di 1.470.000 €, pari al 29% del totale. Ma, mancano interventi sulle due priorità urgenti e non più rinviabili del superamento della ferrovia e dei parcheggi che liberino le strade, sempre più utilizzate come posteggio invece che come spazio per la mobilità. Per inciso, il DUP parla ancora di “ridimensionamento del nodo d’interscambio con definizione di una sua destinazione alternativa”, nel programma di urbanistica e assetto del territorio (pag.121): risulta che questo progetto sia ormai cancellato! Si prevedono 625.000 € per il verde pubblico, pari al 12% del totale, ma non ci sono programmi per rendere più accessibile e fruibile il parco della brughiera ai cittadini che vogliano camminare e correre in sicurezza, senza andare in altri parchi dei paesi vicini.

Molto ampia e complessa è la parte del DUP concernente le attività correnti e i servizi, distribuiti nelle 11 missioni e relativi programmi. Non sempre risulta chiaro il collegamento organico con gli indirizzi e gli obiettivi strategici. Spesso, gli obiettivi particolari sono superati o generici, mentre mancano altri obiettivi rilevanti per la città. Alcuni esempi:

  • per la missione 1, servizi istituzionali, generali e di gestione (p.70) sono assegnati obiettivi con indicatori generali, senza numeri e senza richieste specifiche di miglioramento in valori percentuale o in assoluto rispetto alla situazione attuale e senza riferimenti temporali; si parla genericamente di incremento di superficie fruibile, mq di area pedonalizzata, riduzione delle emissioni ecc. In particolare, se questi obiettivi saranno utilizzati per la valutazione di merito, è importante che siano quantificati e che dimostrino un effettivo salto di miglioramento e non semplicemente lo svolgimento di attività ordinarie, già coperte dalle mansioni attribuite ai dirigenti e collaboratori.
  • Nella missione 9, sviluppo sostenibile e tutela del territorio e dell’ambiente, sono indicati obiettivi di riduzione delle emissioni (p. 78) e di aumento della raccolta differenziata (p. 128), ma senza numeri e tempi.
  • In più parti sono riportati obiettivi di miglioramento dell’aria, ma non sono richiesti interventi e risultati di riduzione degli inquinanti, PM10, NOx e con particolare riferimento a quelli specifici e caratteristici della zona di Meda: il benzo(a)pirene causato dalla combustione incontrollata di legna. Ricordo che il patto dei sindaci, approvato da questo consiglio nel novembre 2013, due anni e mezzo fa, e il PAES approvato nel novembre del 2104 richiedono regolari aggiornamenti per la verifica degli obiettivi. Non mi risultano essere stati effettuati, finora.
  • Nella missione 5, attività culturali e interventi diversi nel settore culturale, sono riportati ancora progetti da presentare per ottenere finanziamenti, come “Meet Brianza Expo” (p. 115), negli anni 2017-2019, quando EXPO 2015 è terminato da tempo!
  • Così pure nella missione 6, sport e tempo libero, è assegnato l’obiettivo dell’apertura del ciclodromo (p. 118), che risulta già aperto da tempo. Mentre sarebbe più logico sapere come e quanto venga utilizzato, con relativi obiettivi.
  • Nella missione 10, al programma viabilità e infrastrutture stradali, è riportato l’obiettivo di riqualificazione della stazione (p. 140); ebbene sono elencate diverse voci (banchine, sottopasso…) ma nessun accenno all’urgenza di realizzare gli ascensori che continuano a essere una lacuna intollerabile per barriera architettonica.
  • Alla voce “trasparenza, legalità e semplificazione” (p. 67), si dichiara di voler dare “una fondamentale spinta e stimolo alla partecipazione del cittadino all’attività amministrativa”; peccato che non ho trovato l’obiettivo di trasmettere in diretta streaming o rendere disponibile la riproduzione audio-video del consiglio comunale, come primo passo verso il maggiore coinvolgimento dei cittadini e come in uso in moltissime città, grandi e piccole.
  • L’offerta di servizi a sostegno delle prima infanzia (asilo nido) è citata più volte nel DUP ma non ci sono obiettivi specifici per l’incremento, anche nello spirito della sussidiarietà tra privato e pubblico.

 

Dichiarazione di voto. Per le motivazioni sopra riportate, il mio voto come MEDA per TUTTI è contrario. E’ apprezzato lo sforzo di preparazione e redazione del DUP, documento corposo e complesso, ma manca ancora una visione organica e una declinazione conseguente e coerente degli obiettivi, programmi e monitoraggio dei risultati. Restiamo in attesa di conoscere il piano più dettagliato delle opere pubbliche, entro il prossimo 15 ottobre, come scritto nel DUP a pagina 163.

Ricordo che il rapporto di fine mandato del sindaco e della giunta, richiesto dall’articolo 4 del decreto legislativo n.149 del 2011, citato anche a pagina 84 di questo DUP, è previsto che sia redatto dal responsabile del servizio finanziario o dal segretario generale, quindi con competenze e risorse interne e non delegato a società esterne, con aggravio di costi per il bilancio comunale (https://vermondoblog.wordpress.com/2016/05/26/priorita-e-sprechi-qualche-esempio-a-partire-dalla-relazione-di-fine-mandato/).

 

Vermondo Busnelli, Capogruppo Consiliare di MEDA per TUTTI

27 luglio 2016

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