Il cammino verso un bilancio virtuoso: avviato, ma ancora lungo!

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giugno 10, 2016 di vermondo

L’argomento principe del consiglio comunale del 9 giugno è stato il bilancio consuntivo del 2015. Dopo anni di bilancio precario, residuo dall’amministrazione leghista precedente, è stato raggiunto un equilibrio finanziario tra spese e risorse disponibili e si è ridotto l’indebitamento totale da 21,4 a 15,4 mln €. Il risultato è stato ottenuto, però, ricorrendo al vecchio metodo dell’inasprimento fiscale: le imposte comunali sono cresciute del 49,4%, da 7,2 a 10,7 mln €. Il “tesoretto” comunale si è ulteriormente ingrossato, con un avanzo di amministrazione di 6.709.413,63. Si può dire che i Medesi sono un po’ più poveri e il Comune un po’ più ricco. Finora, quest’amministrazione non ha saputo spendere bene le risorse disponibili: ha utilizzato solo il 29,6% degli stanziamenti annunciati e previsti a bilancio per investimenti, senza avere avviato, con decisione, progetti prioritari per la rigenerazione della città (centro, viabilità e vivibilità). Infine non è stato avviato un sistema di controllo della gestione delle spese per centri di costo, che permetta di conoscere l’efficacia delle attività comunali: qualità e apprezzamento dei servizi in rapporto ai costi.

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Consiglio Comunale del 9 giugno 2016 – rendiconto esercizio finanziario 2015.

Il momento del bilancio consuntivo è importante, nella vita privata come in quella pubblica, per analizzare quanto realizzato rispetto alle previsioni e per valutare gli elementi di positività o di criticità così da tendere a un miglioramento continuo. Il rendiconto non è un puro atto tecnico-contabile e neppure una semplice formalità richiesta dalle procedure. I numeri del rendiconto devono essere letti per comprendere le logiche programmatiche e le tendenze in atto verso situazioni di miglioramento o di stagnazione e di regressione.

Il rendiconto dell’anno 2015 contiene aspetti positivi che sono:

  • assenza di situazione strutturalmente deficitaria, che indica un buon equilibrio finanziario tra spese e risorse disponibili;
  • rispetto del patto di stabilità, peraltro in superamento verso il vincolo di pareggio di bilancio;
  • riduzione dell’indebitamento totale lasciato dall’amministrazione precedente, da 21,4 a 15,4 mln €, pari al 28%;
  • contenimento delle spese correnti.

 

Quindi, c’è da essere soddisfatti? Questo rendiconto, pur presentando indicatori di miglioramento che comporteranno un probabile avanzamento dal fondo della classifica dell’indice sintetico di virtuosità dei Comuni lombardi

(https://vermondoblog.wordpress.com/2015/10/05/ancora-insufficiente-lindice-di-virtuosita-di-meda-nella-classifica-lombarda/), contiene ancora elementi di forte criticità e non presenta segni di sostanziale cambiamento verso una gestione virtuosa e sostenibile.

Innanzitutto, il risanamento dei conti comunali è stato ottenuto sostanzialmente con il vecchio e insostenibile metodo dell’inasprimento fiscale e non con l’attivazione di misure incisive per la razionalizzazione e l’ottimizzazione della spesa. Ecco qualche cifra che dimostra la fondatezza dell’affermazione, indicando le variazioni rispetto all’anno di riferimento 2011, l’ultimo prima di quest’amministrazione:

  • le imposte comunali sono aumentate da 7,2 a 8,8 mln € pari a + 22,9%; includendo la quota IMU prelevata e versata direttamente allo Stato (che poi ritorna come fondo di solidarietà), l’incremento è stato del 49,4% (da 7,2 a 10,7 mln €);
  • in particolare l’addizionale IRPEF è quasi raddoppiata, da 0,9 a 1,6 mln €, pari a un aumento dell’80,2 %.

Ulteriori possibili aumenti d’imposizione fiscale comunale sono stati, finalmente, fermati solo grazie a due ragioni:

  • le modifiche normative che impediscono la crescita delle imposte comunali;
  • la situazione anomala di consistente avanzo di gestione che è stato di 1.109.687 € nel 2014 e di 965.215 € nel 2015; cioè per due anni consecutivi, il Comune di Meda ha incassato molto di più di quanto sia riuscito a spendere sia per la gestione corrente sia, soprattutto, per gli investimenti.

Come consigliere di MEDA per TUTTI ho sempre denunciato questa discrepanza di approccio nella gestione di bilancio, dove l’equilibrio è ottenuto con l’aumento delle imposte senza un parallelo e altrettanto significativo sforzo di razionalizzazione delle spese correnti. Tutti sappiamo quanto sia difficile ridurre le spese di gestione ordinaria ma tutti siamo ormai consapevoli che la sfida della sostenibilità delle istituzioni debba passare da questa via, definendo chiare priorità, eliminando le spese non necessarie, cercando sinergie organizzative tra più Comuni. Tutto questo non è stato fatto, in modo rilevante e significativo, né per il breve né per il medio-lungo periodo.

Un secondo motivo di criticità è lo scostamento tra le previsioni annunciate e le realizzazioni attuate. Lo scostamento è quasi fisiologico nelle voci di spesa corrente delle varie funzioni e dei programmi. E’ molto alto nella parte di spesa in conto capitale:

  • gli stanziamenti annunciati e previsti a bilancio erano 4.086.465,02 €;
  • gli impegni scritti e formalizzati sono poi scesi a circa la metà, a 2.119.172,71 € pari al 51,9%;
  • le spese effettive d’investimento, nel rendiconto, sono state 1.072.861,41 € pari al 29,6% della cifra stanziata nella previsione.

Naturalmente, ci sono le spiegazioni dovute ai vincoli di spesa, per non generare squilibri finanziari di bilancio, alle reali disponibilità di risorse rispetto a quelle contabili, con particolare riferimento a crediti e debiti ecc. In aggiunta ci sono le mancate entrate di oneri di urbanizzazione attesi dal progetto del centro commerciale nell’area AT1 ex-Medaspan e altre motivazioni. Rimane il grande divario tra quanto annunciato e stanziato rispetto a quanto effettivamente realizzato. Di conseguenza, a fronte di un prelievo massimo d’imposte comunali sottratte ai bilanci privati dei Medesi, s’ingrossano ulteriormente sia l’avanzo di amministrazione: 6.709.413,63 € sia la situazione di cassa: 5.004.915,80 €.

Una terza motivazione di criticità è la mancanza di chiarezza e di trasparenza dei risultati di gestione, per singoli obiettivi e programmi. In questo bilancio, manca ancora una contabilità di gestione per centri di attività, di servizi e di costi. Come consigliere di MEDA per TUTTI ho sollevato questo problema, da subito. Sono andato a rileggere la mia dichiarazione nel luglio del 2012, quando dichiaravo in questo consiglio: “un aspetto di criticità riguarda la chiarezza e la trasparenza delle spese, sia quelle correnti sia quelle in conto capitale. Durante la discussione del bilancio mi sarei aspettato di vedere proposte pro-attivamente dalla Giunta tabelle chiare con indicati i principali centri di spesa, nelle voci principali e con le tendenze nel corso degli anni. In questo modo sarebbe stato più immediato e facile individuare le inefficienze e ricercare soluzioni migliorative. Lavoreremo in questa direzione in futuro. Per ora possiamo solo dire che c’è molta strada da percorrere insieme se si vuole rendere l’amministrazione di Meda più chiara, trasparente ed efficace”. A conferma di questa mia valutazione del 2012, anche il collegio dei revisori, nella sua relazione di accompagnamento di questo rendiconto 2015, ha messo in evidenza il punto, raccomandando “ una più esaustiva descrizione dei risultati raggiunti in relazione agli obiettivi originariamente programmati… allo scopo di rendere concretamente possibile una valutazione da parte del lettore del bilancio relativamente all’operato dell’amministrazione”. I revisori continuano, affermando: “il collegio, con espresso richiamo agli articoli 197-198 del TUEL, raccomanda una maggiore articolazione nelle fasi attuative del controllo di gestione”.

Molti altri sarebbero i punti di dettaglio sui quali dedicare la nostra attenzione, ma non è possibile in questa sede, per evidenti motivi di tempo. Perciò la mia valutazione è stata focalizzata sugli aspetti di maggiore rilevanza e criticità con l’obiettivo di stimolare questo consiglio a intraprendere un percorso di miglioramento nella gestione delle entrate e delle spese comunali, ottimizzando la parte ordinaria e privilegiando quella per investimenti, riequilibrando le imposte con la riduzione delle spese non necessarie, migliorando la chiarezza e la trasparenza della gestione, per singolo obiettivo e per tipo di attività e di servizio.

 

Il mio voto è contrario a questo rendiconto dell’esercizio finanziario 2015 perché il raggiungimento dell’equilibrio finanziario è ancora ottenuto sostanzialmente attraverso la leva delle imposte più che sulla razionalizzazione e ottimizzazione della spesa corrente; perché c’è un divario molto alto tra le spese d’investimenti annunciate e quelle effettivamente attuate; perché la lettura del bilancio è ancora poco chiara e trasparente nella comprensione dell’efficacia della gestione comunale, con particolare riferimento alla verifica del raggiungimento degli obiettivi programmati per centro di attività, di servizi e di costi.

Vermondo Busnelli, Capogruppo Consiliare di MEDA per TUTTI

9 giugno 2016

foto bilancio

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