PGT, terzo tentativo: un piano con buone idee ma povero di concretezza.

1

maggio 24, 2016 di vermondo

Per la terza volta in quattro anni, si mette mano alla politica del territorio! Nel 2012 la giunta PD approva il PGT della Lega; nel 2015, la variante per il centro commerciale sull’area più importante e strategica di Meda (ex-Medaspan); nel 2016, la variante generale. Al terzo tentativo, il risultato è ancora deludente: migliora, indubbiamente, la visione con la formalizzazione di priorità per rigenerare la città, ma mancano ancora contenuti forti sulla riqualificazione del centro storico, sul miglioramento della viabilità, sulla valorizzazione e fruizione del verde pubblico e su altri punti critici per lo sviluppo della città, come un piano per il sostegno alle attività della filiera legno e per la risoluzione delle aree miste. Perciò il mio voto è stato contrario all’adozione. Nei prossimi mesi, insieme con l’associazione MEDA per TUTTI elaboreremo le osservazioni da presentare prima dell’approvazione finale della variante PGT, prevista nell’ultima parte di quest’anno.

Qui sotto il mio intervento nel consiglio del 23 maggio, diviso in due parti: la prima contiene le domande rivolte prima della dichiarazione; la seconda l’intervento con la dichiarazione di voto contrario.

________________

Consiglio Comunale del 23 maggio 2016 – Punto 3: variante PGT – prima parte con le domande.

Molte domande sono state rivolte nelle commissioni di preparazione di questo consiglio. Tuttavia, la complessità dell’argomento e l’articolazione dei molteplici documenti e allegati è tale da sollecitare ulteriori domande e chiarimenti finalizzati alla migliore possibile comprensione.

  1. Questa variante è stata avviata due anni e mezzo fa, a novembre 2013, a poco più di un anno di distanza dall’approvazione del PGT sempre da parte di questa amministrazione, nel giugno 2012. MEDA per TUTTI è stata contraria, con chiarezza e determinazione, al PGT della Lega e votato dal PD, senza cambiamenti, perché carente di una visione organica della politica del territorio e perché “toglie poco a tanti per dare tanto a pochi”. Le critiche erano fondate e motivate al punto che questa stessa amministrazione, che l’ha approvato, ha deciso di modificarlo a breve distanza di tempo. In parallelo ai lavori di questa variante generale del PGT, l’amministrazione ha deciso di dare una corsia preferenziale a una variante particolare del PGT relativa all’ambito di trasformazione AT1 (area ex-Medaspan), l’area forse più rilevante, certamente tra le più rilevanti sul territorio di Meda, in termini di dimensione e di collocazione strategica. Il piano attuativo, con variante al PGT vigente, è stato approvato 10 mesi fa, il 30 luglio 2015. MEDA per TUTTI ha votato contro questo piano per diversi motivi. Tra questi c’era la contrarietà alla decisione di discutere e approvare un progetto di un’area importante senza ancora conoscere la variante generale del PGT che dovrebbe dare un’indicazione della visione strategica e d’insieme del territorio; approvare le singole aree o i singoli piani attuativi non aiuta a valutare la visione d’insieme con le sinergie, le opportunità e le criticità. Non ha senso approvare il piano di un’area strategica, di grande rilevanza per la città, senza conoscere il quadro d’insieme e gli obiettivi di breve, medio e lungo termine di valorizzazione del territorio a beneficio della comunità. L’approccio per singoli pezzi del mosaico senza la visione completa è sconsigliato. Ciò premesso, le domande relative all’area AT1 sono queste:
  • perché, per pochi mesi, non si voluto procedere in modo integrato, inserendo l’area AT1 tra gli ambiti di trasformazione della variante generale, permettendo di valutare la destinazione e le norme attuative in modo organico e coordinato con il resto del PGT? Il breve ritardo dell’approvazione particolare dell’area AT1 e il breve anticipo della variante generale del PGT non avrebbero aiutato ad affrontare con maggiore organicità gli aspetti urbanistici e di viabilità, secondo criteri coordinati e uniformi?
  • In particolare, l’applicazione della perequazione, prevista per i nuovi ambiti di trasformazione per generare capacità edificatoria superiore all’indice proprio di 0,15 fino al limite massimo concesso (0,57 o 0,65) non è stata applicata all’AT1. Se fosse stata applicata, il Comune non avrebbe avuto un benefico maggiore in termini di acquisizione di aree previste nel piano dei servizi?
  • La discussione dell’area AT1 all’interno del piano generale di governo del territorio non sarebbe stata e non sarebbe più costruttiva ai fini della compatibilità della destinazione con gli obiettivi della variante e con la pianificazione del traffico, della viabilità, dei servizi?
  1. PGRA: Piano di Gestione del Rischio di Alluvioni. Qualche maggiore chiarimento è necessario per comprendere il disguido della mancata valutazione e inclusione del vincolo di rischio di alluvione nell’elaborazione della variante, se non nella fase finale con l’aggiornamento della tavola dei vincoli ambientali e infrastrutturali. La delibera n.2 del 3/3/2016 del Comitato Istituzionale della Autorità di bacino del fiume Po, è rilevante ai fini della definizione della variante del PGT che è in discussione? Se è rilevante, le domande sono:
    • per quali ragioni il rischio non è stato valutato per tempo, anche in considerazione del fatto che uno dei pilastri della variante PGT è la valorizzazione degli AdT ai margini del Tarò?
    • è un elemento tale da considerare il parcheggio temporaneo della variante per una rivalutazione e ridefinizione del PGT alla luce delle nuove disposizioni?
  2. Nuove aree da acquisire per servizi e spazi pubblici. Sono definite le aree da acquisire per un totale di 75.500 mq (invece degli improbabili 400.000 mq del PGT vigente), idealmente con lo strumento della perequazione. Come confermato in commissione, non sono precisate le finalità e le destinazioni delle 12 nuove aree e neppure la priorità di acquisizione. Vorrei supportare la domanda con un esempio. In questi giorni, è stata ripresa su alcuni social network della città, il caso dell’area pubblica in via Gagarin: area centrale, densamente abitata, prossima a scuole, servizi e luoghi di incontro e abbandonata, non attrezzata alla fruizione. Acquisire nuove aree pubbliche, quando molte delle esistenti sono in questo stato di mancata manutenzione e fruizione, potrebbe essere un boomerang se non esiste un piano concreto di valorizzazione dei già numerosi spazi pubblici esistenti, non valorizzati. Quindi, è possibile conoscere le intenzioni di uso di queste aree, se mantenerle tutte a verde o se utilizzarle per altri servizi d’interesse pubblico e quali?
  1. La variante PGT introduce il criterio della perequazione, volto esclusivamente o principalmente all’acquisizione di nuove aree per servizi e spazi pubblici. Perché non si è voluto pensare all’utilizzo della perequazione o di altri strumenti urbanistici, come la sostituzione o la compensazione, per la riqualificazione del centro storico, oltre a possibili incentivi fiscali?

_________________

Consiglio Comunale del 23 maggio 2016 – Punto 3: variante PGT – seconda parte, con la dichiarazione di voto.

La variante in esame parte dall’enunciazione di principi condivisibili, contenuti anche nelle proposte di MEDA per TUTTI:

  • salvaguardare il patrimonio identitario, a partire dal centro storico, che oggi si trova in condizioni precarie;
  • promuovere il recupero e la valorizzazione degli edifici esistenti, avendo già occupato pressoché tutti gli spazi edificabili;
  • assicurare la coerenza delle costruzioni private e pubbliche con la morfologia caratteristica della città;
  • superare il concetto delle zone miste con il criterio dell’indifferenza funzionale tra abitazioni residenziali e attività produttive;
  • favorire la riconversione di locali adibiti ad attività artigianali, oggi abbandonate, in abitazioni nel rispetto dei volumi esistenti.

C’è anche il tentativo di dare un disegno alla città, partendo dalla sua identità del centro con ramificazioni lungo 4 viali principali e puntando sulla rigenerazione dell’esistente. Condivisibili sono anche i pilastri sui quali iniziare un percorso di rigenerazione: la valorizzazione del nucleo storico; il recupero di aree dismesse e in degrado; la riqualificazione del corso del Tarò e delle sue sponde come elemento di collegamento tra i parchi e le zone della città insieme con la rete di future piste ciclo-pedonali.

Tuttavia, più evanescente è la declinazione di questi principi in indicazioni e programmi concreti nei tre documenti di piano, delle regole e dei servizi. Mi focalizzo su alcuni esempi.

CENTRO STORICO. La riqualificazione del centro storico, da anni in grave abbandono e progressivo degrado, è considerata una priorità della variante. Il primo obiettivo del documento di piano è: “Restituire alla città un disegno riconoscibile”, in particolare “valorizzare il nucleo storico e i monumenti” … “consolidare ed estendere le attività centrali nel nucleo storico”.

Però, questo obiettivo è già diluito nelle linee guida per il documento di piano che “Individuano i progetti strategici di scala urbana”; e qui, il centro storico non è citato tra i 4 progetti.

Inoltre, si perde traccia di questo obiettivo nella declinazione di progetti e misure sia nel piano delle regole sia nel piano dei servizi.

E ancora, il piano delle opere pubbliche 2016-2018 – ricordato nei documenti di variante – prevede una spesa d’investimenti di 6.212.000 € senza indicare alcuna priorità alla riqualificazione del centro storico, ad eccezione della pavimentazione di piazza Municipio e cortile del palazzo comunale.

Infine, le misure di perequazione sono sostanzialmente previste per l’acquisizione di aree a destinazione pubblica per servizi o per aree verdi, ma non per iniziative nel centro storico.

In conclusione, questa è la mia osservazione: i documenti di variante dovrebbero contenere indicazioni per investimenti d’illuminazione e riqualificazione di strade e piazze del centro storico nel POP 2016-2018, la destinazione a servizi pubblici (es. asilo nido, parchi di vicinato) nel centro storico e misure d’incentivazione di attività commerciali. La questione della “Curt Lunga” richiede un’attenzione prioritaria del Comune, attraverso gli strumenti urbanistici ed edilizi, per avviare la riqualificazione in tempi brevi.

Colgo questa occasione per due annotazioni sempre collegate alla rigenerazione del centro storico:

  • condivido e sottolineo quanto affermato dall’estensore Arch. Engel: le misure urbanistiche dovrebbero essere accompagnate da interventi di leva fiscale, come incentivi di riduzione di imposte comunali a chi attiva interventi di riqualificazione coerenti con il piano generale.
  • ricordo quanto prescritto dal regolamento edilizio del Comune di Milano che, all’art. 12, recita: ”Il recupero urbano, la riqualificazione degli edifici sono valori di interesse pubblico da tutelare…L’amministrazione comunale, qualora accerti che lo stato di abbandono e di degrado urbano e di incuria delle aree e/o degli edifici determina disagio per il decoro e la qualità urbana, diffida i soggetti a eseguire di ripristino, pulizia, nonché di recupero…”; e poi definisce modi, tempi e sanzioni per ottemperare.

 

Secondo punto, la VIABILITA’. I documenti della variante rimandano al Piano del Traffico e non affrontano il tema cruciale della viabilità. Non si ha evidenza delle priorità e dei programmi dell’amministrazione nella soluzione prospettica del superamento della frattura ferroviaria in tempi brevi né del ridisegno della rete viabilistica sia nella fascia periferica sia nella zona centrale della città. I valori critici d’inquinamento dell’aria dimostrano l’urgenza di ripensare e ridisegnare il sistema viabilistico della città: finalizzazione delle tangenziali esterne e di collegamento alla viabilità sovraccomunale; fluidificazione del traffico residuale nelle fasce interne della città; previsione di una zona a traffico limitato, da implementare per gradi, in parallelo alla riqualificazione del centro storico e alla realizzazione di parcheggi.

La mobilità dolce non trova evidenza di chiari percorsi ciclo-pedonali di collegamento tra il centro storico, le scuole e gli altri servizi della città, le aree verdi (parco della brughiera, il bosco delle querce e i parchi di prossimità).

Rimane poco condivisibile il mantenimento, nelle tavole della variante, di progetti superati, come quello dello svincolo della Milano-Meda e futura Pedemontana. Così pure si pone molto affidamento sulle opere di connessione di Pedemontana, in particolare sui sottopassi di Via Cadorna-Seveso e di Via Trieste-Val Seriana, nonostante le serie difficoltà finanziarie dell’opera con possibile allungamento di tempi imprevedibili, mentre alternative sono state presentate per la soluzione del problema urgente e non più rinviabile della frattura ferroviaria. La Variante PGT ha un orizzonte di pochi anni mentre il completamento di Pedemontana e delle promesse opere connesse e di compensazione potrebbe richiedere tempi più lunghi, vista la perdurante situazione di crisi economica e finanziaria.

La mia osservazione: i documenti di variante dovrebbero contenere indicazioni e misure che favoriscano la riqualificazione urgente delle aree abbandonate del centro e il simultaneo avvio della definizione di un’area a traffico limitato, da implementare per gradi, in parallelo alla riqualificazione del centro storico e all’attivazione di servizi pubblici centrali, alla rivitalizzazione di attività artigianali e commerciali e alla realizzazione di parcheggi di prossimità. Inoltre il superamento della frattura ferroviaria richiede tempi urgenti di attuazione.

Terzo punto, VERDE PUBBLICO. Come per la viabilità così per il verde, la variante rimanda al Piano del Verde, che però non esiste ancora. La valorizzazione e maggiore fruibilità del verde non trova indicazioni e misure concrete nei documenti della variante, tranne l’ambito di trasformazione dell’area fornaci, che riamane un ‘sogno’ condivisibile, ma tutto da esplorare.

Lo strumento della perequazione o altre misure non sono indicate per destinare a uso pubblico percorsi ciclopedonali a margine e all’interno del parco della brughiera, che rimane sottoutilizzato rispetto alle potenzialità di fruibilità per i Medesi nel tempo libero. Queste fasce ciclopedonali di fruibilità del parco dovrebbero essere poi connesse con la reta di viabilità dolce da realizzare nel resto della città.

AREE MISTE. Il superamento della commistione di residenziale e produttivo delle aree miste sembra un’esercitazione teorica, senza tenere conto dei problemi d’incompatibilità tra abitazioni e attività che creano molestie olfattive ed emissioni rumorose. Occorre trovare un raccordo tra gli strumenti urbanistici del PGT e quelli autorizzativi e di controllo per le emissioni.

Non si evidenziano elementi forti di valorizzazione della filiera legno che costituisce la colonna vertebrale dell’attività economica di Meda. L’insuccesso del mancato potenziamento del Centro di Formazione Professionale Terragni a vantaggio del nuovo polo di FederlegnoArredo di Lentate deve insegnare che occorre assicurare il necessario supporto al sistema produttivo.

Come osservazione non determinante ai fini della struttura della variante ma significativa di un’attenzione ancora debole nella prevenzione del gioco d’azzardo. Molti Comuni hanno inserito misure urbanistiche di contrasto, che qui mancano. Cito ancora il regolamento edilizio del Comune di Milano, dove all’art. 13, scrive: “…per tutelare determinate categorie di soggetti maggiormente vulnerabili e per prevenire fenomeni da gioco d’azzardo patologico, è vietata l’apertura di sale pubbliche da gioco e la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo lecito in locali che si trovino a una distanza inferiore a 500 metri da istituti scolastici, luoghi di culto, impianti sportivi …” e continua con un elenco di altri edifici e luoghi di aggregazione.

 

Dichiarazione di voto. Premetto che la variante in approvazione, presenta un significativo passo in avanti rispetto al PGT vigente, il quale non ha una visione e presenta molte criticità. Oggi discutiamo di documenti che contengono premesse e principi largamente condivisibili. C’è lo sforzo di immaginare una prospettiva di riprogettazione e riqualificazione di una città che sta perdendo la sua identità, che ha una viabilità insostenibile e che non sa utilizzare al meglio le sue importanti risorse storiche, monumentali, ambientali, creative e imprenditoriali.

Tuttavia, per le ragioni esposte in dettaglio, in particolare per la debolezza delle misure adottate per la rigenerazione del centro storico, per la mancanza di progetti di risoluzione urgente dei problemi di viabilità, per l’assenza di chiari interventi di miglioramento della fruibilità del verde pubblico, a partire dal patrimonio del parco della brughiera, il mio voto a nome di MEDA per TUTTI è non favorevole, auspicando che la strada intrapresa con questa variante sia presto rafforzata con misure più determinate ed efficaci.

Vermondo Busnelli, Capogruppo Consiliare di MEDA per TUTTI

23 maggio 2016

foto TavRP1 Mappa AT PGT 2016feb18

One thought on “PGT, terzo tentativo: un piano con buone idee ma povero di concretezza.

  1. […] Un piano con buone idee ma povero di concretezza. Per la terza volta in quattro anni, si mette mano alla politica del territorio. Nel 2012 la giunta PD approva il PGT della Lega; nel 2015, la variante per il centro commerciale sull’area più importante e strategica di Meda (ex-Medaspan); nel 2016, la variante generale. Al terzo tentativo, il risultato è ancora deludente: migliora, indubbiamente, la visione con la formalizzazione di priorità per rigenerare la città, ma mancano ancora contenuti forti sulla riqualificazione del centro storico, sul miglioramento della viabilità, sulla valorizzazione e fruizione del verde pubblico e su altri punti critici per lo sviluppo della città, come un piano per il sostegno alle attività della filiera legno e per la risoluzione delle aree miste. Perciò il voto è stato contrario all’adozione. Nei prossimi mesi, insieme con l’associazione Con Buraschi per Meda elaboreremo le osservazioni da presentare prima dell’approvazione finale della variante PGT, prevista nella parte finale di quest’anno. Qui sotto l’intervento di Vermondo Busnelli, diviso in due parti: la prima contiene le domande rivolte prima della dichiarazione; la seconda, l’intervento con la dichiarazione di voto contrario. https://vermondoblog.wordpress.com/2016/05/24/pgt-terzo-tentativo-un-piano-con-buone-idee-ma-povero-…. […]

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: