Un altro passo…verso il centro commerciale, nell’area ex-Medaspan.

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gennaio 26, 2016 di vermondo

La variante del piano di governo del territorio (PGT) per consentire la realizzazione del centro commerciale nell’area ex-Medaspan è stata approvata con i soli voti di PD e PDL/NCD. Nonostante le critiche e le osservazioni di tutti gli altri gruppi, questa alleanza ha deciso di proseguire a testa basso con il progetto, chiuso a ogni proposta di modifica e di miglioramento. Ho richiamato le ragioni di contrarietà a questa scelta che, peraltro, è stata presentata al consiglio senza ancora conoscere la variante generale del PGT con la visione della Meda futura, annunciata quattro anni fa ma non ancora presentata né tantomeno condivisa.

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Consiglio Comunale di Meda, 25 gennaio 2016 – Punto 3: piano attuativo area AT1 ex-Medaspan in variante al PGT – osservazioni e controdeduzioni

Oggi, questo consiglio discute e delibera un’altra tappa dell’iter di approvazione del piano attuativo dell’area ex-Medaspan (AT1-b) per la costruzione di un centro commerciale con annesse attività di servizi e di struttura alberghiera. Il percorso di approvazione continuerà con altri atti e deliberazioni per un tempo che non ci è ancora dato di conoscere. Non si può, quindi, escludere che qualche altra forza civica o politica che è contraria al progetto, sarà chiamata a portare a termine questo piano, essendo ormai arrivati all’ultimo tratto di strada di questa amministrazione. Dico questo per porre l’accento, ancora una volta, sull’importanza di concordare e approvare con il più largo consenso possibile opere strategiche che modifichino profondamente il territorio e la struttura urbanistica della città, nel quadro di una visione prospettica condivisa, per assicurare un percorso coerente di sviluppo. La discussione di oggi dimostra quanto siamo ancora lontani da questo obiettivo, mancando una visione chiara e sufficientemente condivisa della Meda futura.

Prima di entrare nel merito delle 4 osservazioni presentate e delle relative controdeduzione dell’assessore a nome della giunta, richiamo brevemente le ragioni della posizione contraria di MEDA per TUTTI al piano attuativo, esposte dettagliatamente nel consiglio del 30 luglio 2015.

  1. Meda è una città a vocazione manifatturiera, con una posizione di leadership nel campo del mobile e dell’arredamento; trasformare quest’area già industriale in una commerciale potrebbe favorire il progressivo abbandono e allontanamento dalla sua storia e tradizione; sarebbe più utile ricercare soluzioni alternative che favorissero lo sviluppo delle attività di ricerca, innovazione, formazione, produzione e promozione collegate alla filiera del legno, anche attraverso il sostegno di start-up.
  2. Il complesso commerciale, collocato a poca distanza dal centro cittadino, comprometterà la struttura già fragile del nucleo storico e delle sue attività, con un prevedibile peggioramento della mobilità. Questa preoccupazione è stata avanzata anche da Regione Lombardia che invita, a pagina 3 delle sue osservazioni, a “pianificare attentamente gli insediamenti della grande distribuzione per evitare la scomparsa degli esercizi di vicinato ed evitare creazione di congestione in aree già dense”.
  3. Il consiglio comunale è chiamato a deliberare sulla trasformazione di questa importate area senza ancora conoscere la visione della città e in attesa di discutere l’annunciata variante di piano del governo del territorio; approvare una parte senza la conoscenza dell’insieme è una pratica perdente, che tanti danni ha causato a questa nostra città, anche nel recente passato.

 

Nonostante queste ragioni e nonostante la posizione contraria di tutti i gruppi consiliari, la giunta PD ha deciso di continuare a testa bassa la realizzazione di questo progetto e del suo piano attuativo. Tale atteggiamento di chiusura al confronto è confermato dal respingimento di tutte le osservazioni presentate da cittadini, associazioni e gruppi consiliari.

Importanti contributi sono arrivati da Regione e Provincia. Diverse sono le osservazione della Provincia MB che meritano attenta considerazione. Dopo avere riconosciuto il valore di due obiettivi del piano riguardo la riqualificazione di un’area dismessa e il contenimento, sia pur minimo, del consumo di suole, l’accento è posto su problematiche che devono essere affrontate e integrate. Innanzitutto la Provincia nota correttamente che il piano proposto presenta una sproporzione tra le funzioni commerciali della grande superficie di vendita rispetto alle attività di servizi che sono di semplice affiancamento, come scritto a pagina 3 della relazione; ciò conferma che il piano in approvazione è sostanzialmente un centro commerciale. Altri due punti del parere della provincia MB meritano attenta valutazione: la mobilità e la programmazione dei lavori. La sostenibilità di questo piano potrà essere accettabile se il centro sarà raggiungibile con mezzi di mobilità dolce e con servizi di trasporto pubblico sia per le persone che ci lavoreranno sia per i futuri clienti: il piano attuativo in approvazione mostra evidenti carenze su questo punto. L’altra osservazione riguarda le criticità di programmazione dei lavori che graviteranno sulla stessa area con possibili e notevoli disagi: la realizzazione della tratta B2 di Pedemontana e le relative opere connesse e di compensazione, tra le quali gli interventi sullo svincolo e la realizzazione del sottopasso in via Cadorna e via Seveso. Questa criticità può diventare drammatica anche alla luce delle incertezze di pianificazione di Pedemontana. A questo proposito, devo rilevare l’incomprensibile chiusura di questa Giunta verso la proposta ripresa da MEDA per TUTTI (e non solo) di valutare e progettare l’alternativa del cavalcavia su via Busnelli che sarebbe una soluzione di minore impatto sul tessuto urbano di una zona densamente edificata e centrale della città; soluzione, peraltro, già prospettata nel piano integrato d’intervento (P.I.I.) approvato dal consiglio comunale del febbraio 2005, in cui si prevedeva un collegamento viario con superamento dell’asse Ferrovie Nord.

Credo che sia inadeguata la risposta di questa Giunta, data alle criticità di mobilità sostenibile sollevate dalla Provincia, prevedendo semplicemente: “aree di stazionamento per biciclette, aree di sosta per car sharing e punti di ricarica per autovetture elettriche”. Ciò significa non comprendere o non voler comprendere la sostanza delle osservazioni della Provincia.

Anche Regione Lombardia vuole vederci chiaro, prima di autorizzare! Dopo il caso precedente di approvazione del PGT che prevede un “polo delle stazioni” senza che gli enti competenti sovraccomunali fossero stati coinvolti, la Regione prescrive obbligatoriamente e preventivamente la sottoscrizione di un Accordo di Programma, eventualmente circoscritto alla sola porzione d’ambito AT1-b (area in oggetto per la costruzione del centro commerciale). L’accordo dovrà “contenere uno ‘studio d’impatto trasportistico’ definito in preventiva intesa con Autostrada Pedemontana, Società CAL, R.F.I. e Ferrovienord e successivamente validato dalla Direzione Generale Infrastrutture e mobilità di Regione Lombardia”. Inoltre Regione Lombardia prescrive che “la chiusura del passaggio a livello sulla linea FNM, all’incrocio di via Seveso con via Busnelli, costituisce presupposto vincolante la possibilità di apertura della grande struttura di vendita” per migliorare la funzionalità e la sicurezza che verrebbero ulteriormente penalizzate dall’incremento veicolare atteso a regime sull’asse via Seveso/via Cadorna. Esattamente quanto da me evidenziato nella dichiarazione del 30 luglio 2015, in quest’aula.

In conclusione, molte sono le criticità legate al piano che si vuole approvare, sollevate da tutti i gruppi consiliari, da cittadini, associazioni e da enti sovraccomunali. Tutto questo dovrebbe convincere Sindaco e Giunta a rivalutare con molta attenzione le osservazioni e le critiche in modo costruttivo e non con l’atteggiamento di chi vuole rispondere frettolosamente e superficialmente per portare avanti, subito e senza cambiamenti, il proprio piano. Non vedendo questo atteggiamento di ascolto critico e di disponibilità a recepire proposte migliorative, il voto di MEDA per TUTTI continua a rimanere contrario a questo piano, nel merito e nel metodo di conduzione.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di MEDA per TUTTI

25 gennaio 2016

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Punto 3a: piano attuativo area AT1 ex-Medaspan in variante al PGT – osservazioni di Confcommercio e controdeduzioni

Le 4 quattro osservazioni di Confcommercio contengono elementi comuni con quelle dell’associazione MEDA per TUTTI e quelle presentate da altri.

Le osservazioni partono dalla premessa che il nostro territorio presenta, nel complesso, un’offerta da centri commerciali superiore alla domanda. Ciò significa che non esiste un’esigenza prioritaria di una nuova grande superficie di vendita per Meda e il territorio. Questa situazione di sovra-offerta causerà la conseguente sofferenza di molte piccole attività a ulteriore depauperamento della struttura commerciale di piccole attività del centro in aggiunta alle inevitabile criticità sulla viabilità interna.

Non è in discussione la libera competitività del mercato e della distribuzione, che è e che rimane un valore della nostra società. E’ in discussione la compatibilità di questa nuova grande superficie di vendita in un’area già sofferente per la mobilità e prossima al centro storico della città, che in progressivo e preoccupante degrado, per gravi colpe delle amministrazioni che hanno consentito questo declino per mancanza d’interventi strutturali, urbanistici, di arredo e di manutenzione.

Certamente i privati e gli operatori economici, individualmente o attraverso le loro associazioni, non sono totalmente esenti da responsabilità che hanno portato Meda alla situazione di crisi attuale.

Occorre un grande sforzo comune, di pubblico e privato, per rivitalizzare la città e il centro dal punto di vista delle offerte e delle proposte commerciali e di servizi. Non c’è dubbio che il nuovo centro commerciale renderà più complesso e difficoltoso il percorso di ricostruzione di un tessuto urbano in cui le attività e i servizi di vicinato siano ben integrati, compresa un’adeguata rete di parcheggi di prossimità all’area centrale così da agevolare l’accesso e al tempo stesso assicurare la mobilità dolce, ciclopedonale e la vivibilità. In questo senso è condivisibile la proposta di utilizzare le entrate comunali per oneri di urbanizzazione e modifica del PGT, per creare le condizioni necessarie che assicurino le possibilità di coesistenza e di rafforzamento delle attività di vicinato.

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Punto 3b: piano attuativo area AT1 ex-Medaspan in variante al PGT – osservazioni di Sinistra e Ambiente

Trovo interessante condivisibile il richiamo al programma dell’allora maggioranza, in cui il PD era capofila: “Rivedere il progetto di nodo d’interscambio, ridimensionandolo e prevedendo nel caso di mancata realizzazione del progetto, un’alternativa con la sua destinazione ad area produttiva”.
Se questo PD dimostrasse coerenza con le sue visioni e dichiarazioni, oggi non saremmo qui a dibattere su questo piano attuativo.

Parte dell’osservazione è simile al punto sollevato anche da MEDA per TUTTI per una maggiore indipendenza, trasparenza e comunicazione prima e durante l’attuazione dei piani di controllo ambientale per la sensibilità di quell’area per le note vicende.

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Punto 3c: piano attuativo area AT1 ex-Medaspan in variante al PGT – osservazioni di Bezze, Edilmaison, Pentasia e COVIM

Si tratta di un’osservazione di privati che segnalano incongruenze o sovrapposizioni per autorizzazioni a costruire strutture più alberghiere nella città con conseguente richiesta di ricorso agli strumenti urbanistici della compensazione e perequazione per trasferimento dei volumi previsti a destinazione esposizione e alberghiera dal piano CS2 a quello AT1.

Sembra un ennesimo caso di mancanza di coordinamento tra pubblico e privato e va analizzato nel dettaglio, come non è possibile in questa sede.

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Punto 3d: piano attuativo area AT1 ex-Medaspan in variante al PGT – osservazioni dell’associazione MEDA per TUTTI

Cavalcavia sulla ferrovia FNM, come possibile e meno invasiva alternativa al già previsto sottopasso di via Seveso-via Cadorna.

La frattura della linea ferroviaria è, per Meda la principale causa della difficile situazione della mobilità urbana. Un soluzione per il superamento di questa frattura è prioritaria. Nell’area in oggetto era già stata pensata in anni precedenti la realizzazione di un cavalcavia della linea ferroviaria in via Busnelli. Il progetto attuale già prevede un collegamento stradale dell’area AT1 con via Busnelli, che potrebbe essere prolungato con cavalcavia ferroviario verso via Milano, con le adeguate soluzioni tecniche di viabilità. Questa soluzione appare meno invasiva rispetto al sottopasso di via Seveso-Via Cadorna: non sarebbe necessario deviare il torrente Tarò e l’impatto sulla viabilità delle vie limitrofe risulterebbe più sostenibile. Inoltre questo cavalcavia sarebbe più in linea con un’eventuale tangenziale Nord-Ovest della città nella fluidificazione del traffico. Comunque, cavalcavia o sottopasso dovrebbero essere ultimati prima del completamento del complesso multiuso destinato ad attività commerciali, ricettive e di servizio, previsto dal piano attuativo. Al contrario, all’avvio delle attività del complesso prima della soluzione del superamento della ferrovia creerebbe condizioni caotiche e ingestibili del traffico veicolare già congestionato in quell’area, principalmente a causa delle frequenti e lunghe soste al passaggio a livello.

La controdeduzione lascia intendere che la proposta di MEDA per TUTTI non soia stata presa in considerazione per la disponibilità del progetto CIPE. Non c’è stata la volontà di valutare i vantaggi della proposta ma di preferire non alterare gli equilibri raggiunti, perdendo così una possibile opportunità più utile per la comunità e il territorio. Peraltro sono dubbi i tempi di realizzazione della tratta B2 e questo potrebbe comportare disallineamenti con i tempi del piano attuativo e della richiesta della Regione per la realizzazione preventiva della chiusura del passaggio a livello.

La stipula delle garanzie fideiussorie e delle condizioni di sospensiva dovrà essere meglio definita a maggiore tutela degli interessi della comunità medese e modulata nei vari possibili negativi scenari che potrebbero verificarsi. Naturalmente nessuno si augura che questi possano accadere, ma la preventiva definizione delle clausole e condizioni di salvaguardia deve essere meglio definita, sottoscritta e comunicata in modo trasparente. In particolare, ecco qui di seguito un elenco – non esaustivo – di clausole da aggiungere o meglio chiarire nella convenzione e/o negli atti contrattuali, per impegnare l’impresa contraente e responsabile dell’attuazione del progetto alla realizzazione di quanto concordato, a salvaguardia della comunità medese:

2.1. Tempi certi e definiti (indicativamente sei mesi dalla firma della convenzione) per le analisi del suolo e sottosuolo per il conseguente piano di bonifica, con rilascio di fideiussione, da riscuotere in caso di inadempianza;

2.2. Tempi certi e definiti (per esempio dodici mesi dalla firma della convenzione) per l’abbattimento delle strutture esistenti e pulizia dell’area, con rilascio di fideiussione, da riscuotere in caso di inadempienza;

2.3. Tempi certi e definiti (come prescritti dalle norme applicabili) per la realizzazione delle opere autorizzate con le concessioni edilizie, con rilascio di fideiussione, da riscuotere in caso di inadempienza.

Non convincenti sono le motivazioni delle controdeduzioni sia per ipotizzati comportamenti vessatori nei confronti della società costruttrice sia per la difficoltà a distinguere le varie fasi di attuazione del piano. Il Comune è sembrato preoccupato di non allarmare la società costruttrice più che assumere decisioni di maggiore tutela degli interessi della comunità medese.

Le rilevanti entrate finanziarie collegate ai contributi per permessi di costruire e per il cambiamento di destinazione in variante al P.G.T. dovrebbero essere principalmente finalizzate alla riqualificazione del centro cittadino e al miglioramento della mobilità. Il centro della città di Meda soffrirà il probabile e maggiore impatto negativo. E’ nota la condizione precaria dell’attuale centro storico e il suo fragile tessuto urbanistico e commerciale. Un’efficace riqualificazione del centro, con politiche adeguate di sostegno alle attività e ai servizi, sarebbe un necessario intervento per equilibrare la sinergia con il nuovo complesso. Inoltre la viabilità nell’area in oggetto e non solo richiederà un piano di miglioramento e di rafforzamento di tutte le misure che favoriscano la fluidificazione dell’aumento di traffico.

Su questo punto, la controdeduzione sembra accettare nella sostanza le ragioni dell’osservazione di MEDA per TUTTI. Non ci sono, però, impegni concreti sull’annunciato programma di “riqualificazione del centro per una rivitalizzazione delle zone storiche della città”.

Da ultimo, e non per importanza, il piano di bonifica ambientale dovrà essere attentamente predisposto, discusso, validato e comunicato per fugare ogni preoccupazione nella comunità, oltre al pieno rispetto delle norme applicabili. E’ nota a tutti la criticità ambientale dell’area, prossima alle zone contaminate dall’incidente ICMESA, in aggiunta alla precedente attività svolta.

La controdeduzione sembra non aver compreso le ragioni dell’osservazione, in cui si invita a procedere con estrema diligenza e a comunicare con piena trasparenza alla cittadinanza il programma delle analisi e dei risultati, vista la particolare sensibilità di quest’area.

areaAT1 foto

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