Disporre di risorse è di per sé una cosa buona?

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settembre 16, 2015 di vermondo

Sentiamo spesso dire: “non si può fare perché non ci sono le risorse”. Io credo che questa motivazione non sempre sia valida. Certamente, le risorse finanziare facilitano la realizzazione di opere. Ma è altrettanto vero che la disponibilità di risorse non equivale automaticamente alla realizzazione di progetti validi e sostenibili. Basti pensare alle ingenti somme di denaro spese male per mancanza di idee e progetti sostenibili o per una programmazione inefficiente o, ancora peggio, per aumento dei costi dovuti a tangenti e corruzione. Molte volte, è valido il contrario: in condizioni di risorse limitate si cercano e si trovano soluzioni innovative, meno costose e più efficaci. Infatti, spesso le crisi – se ben gestite – sono occasioni di scoperte innovative che portano a crescita e sviluppo.

Questa premessa mi serve per spiegare che cosa potrebbe succedere qui a Meda, nella gestione della cosa pubblica. Per anni abbiamo sentito dire da sindaco e giunta: “non ci sono soldi, non possiamo fare questo né quello…”. Per una serie di fattori favorevoli – ancora tutti da verificare – sembra che, adesso, ci siano notevoli risorse disponibili, al punto che il nostro sindaco ha dichiarato che si sarebbe speso “un milione al mese nella seconda parte di quest’anno, 2015”. Non è ovviamente vero né possibile: è stata una “sparata” come altre, alle quali il nostro sindaco ci ha abituati. Ma sembra possibile che nei prossimi mesi/anni il Comune possa disporre di una cifra considerevole, di circa 10 milioni €. La formazione di questo potenziale tesoretto è legata a tre cause:

  • il riaccertamento straordinario dei debiti e dei crediti riportati a bilancio ha evidenziato un saldo positivo di circa 3.4 milioni €;
  • l’avanzo di amministrazione delle gestioni degli anni precedenti, in particolare del 2014 è di circa 1 milione;
  • in aggiunta, il progetto centro commerciale sull’area ex-Medaspan potrebbe generare un’entrata di circa 5,4 milioni €: 3,6 per oneri di urbanizzazione e 1,8 per il cambio di destinazione dell’area, da produttiva a commerciale.

Se questa situazione si concretizzasse realmente, lo scenario per Meda diventerebbe molto diverso. La sfida non sarebbe più la carenza di risorse finanziarie ma, al contrario, la mancanza di idee, progetti e capacità di cogliere l’opportunità per affrontare finalmente le urgenze e le priorità di Meda, a partire dalla riqualificazione del centro storico e dal miglioramento della viabilità con il superamento della frattura ferroviaria (https://vermondoblog.wordpress.com/2013/12/23/e-ora-di-cambiare-le-politiche-del-territorio/).

Le prime proposte dell’amministrazione, che sono previste nel piano triennale 2015-2017, sono disarmanti: non si vede una linea strategica con un piano organico che punti alle priorità, ma una distribuzione a pioggia tra diverse opere, tre le quali alcune discutibili per l’urgenza, come interventi ulteriori al ciclodromo (300.000 €), rifacimento della pista atletica del centro sportivo (520.000 €) ecc. E’ il momento delle scelte ed è fondamentale saper definire le priorità che possano rilanciare la città.

VB Foto6

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