Tasse certe e al massimo … investimenti annunciati e senza chiare priorità.

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luglio 21, 2015 di vermondo

Ieri il Consiglio Comunale ha approvato il bilancio di previsione 2015. L’ho definito un bilancio, dove le tasse e le imposte sono certe e al massimo consentito, mentre le opere d’investimento sono, in larga misura, solo annunciate. Ho espresso a Sindaco e Giunta le opportunità e i rischi del “tesoretto” di 4,4 milioni, che è comparso nel bilancio, dopo il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi e del consolidamento dell’avanzo di amministrazione. Ho colto nel programma di quest’amministrazione il grande rischio di disperdere questo “tesoretto” in una pioggia d’interventi qua e là e perdere l’occasione unica di investirlo nelle priorità urgenti che diano una svolta a questa nostra città: il centro e la viabilità. Maggiori dettagli nella mia dichiarazione in consiglio.

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Consiglio Comunale del 20 luglio 2015 – Bilancio di previsione 2015; bilancio pluriennale 2015-2017; relazione previsionale e programmatica 2015-2017; programma triennale lavori pubblici 2015-2017 ed elenco annuale 2015

La mia prima annotazione è per la tempistica: stiamo approvando il bilancio di previsione 2015 quando ormai 7 mesi su 12 se ne sono già andati e sarebbe forse più opportuno parlare di un primo preconsuntivo di verifica dei programmi. Nel 2014 il bilancio è stato deliberato il 22 maggio, il 3 ottobre nel 2013 e il 12 luglio nel 2012. Vero è che siamo nei tempi consentiti dalla normativa italiana, ma siamo fuori dalla logica della normala programmazione di un’organizzazione efficiente.

Il bilancio di quest’anno presenta elementi di continuità e altri di cambiamento. E’ un bilancio di “maturità” per quest’amministrazione, essendo il quarto e probabilmente il penultimo di questo ciclo.

Gli elementi di continuità sono quelli riferiti alla politica economica generale, in particolare alla gestione della spesa corrente e alla leva fiscale comunale.

L’elemento di cambiamento è la notevole cifra messa a bilancio come spese per investimenti e derivante dall’avanzo di amministrazione, dopo il riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi.

Si potrebbe definire un bilancio dove le tasse e le imposte sono certe e al massimo consentito e dove le opere d’investimento sono, in larga misura, solo annunciate.

La pressione fiscale comunale è confermata con le aliquote massime per IMU, TASI e Addizionale IRPEF, con qualche agevolazione. E’ bene ricordare qualche cifra:

  • le imposte comunali da IMU, TASI e IRPEF sono aumentate, rispetto all’anno 2011, di 1.663.000 € (da 7.174.000 a 8.837.000), pari al 23%;
  • includendo la parte di IMU versata direttamente allo Stato (gli immobili produttivi di categoria D) e poi in parte ritornata attraverso il fondo di solidarietà comunale, l’aumento è stato del 50%, cioè i Medesi hanno pagato 566.000 € in più rispetto al 2011.

Per rendere più comprensibile l’incidenza sui bilanci familiari e considerando 9.625 i nuclei familiari medesi: ogni famiglia paga in media 370 € annui in più, per il mix di queste 3 imposte comunali. Come per tutte le medie, il valore può variare molto in funzione del patrimonio e del reddito dichiarati.

La spesa corrente è sostanzialmente stabile, con tendenza al rialzo se si considera la previsione 2015 (15.109.182,60) rispetto al consuntivo sia del 2014 (14.076583,49) sia del 2011 (14.941.804,79), rispettivamente del 7,3% e 1,1%.

Quindi nulla di nuovo per quanto riguarda la politica economica di quest’amministrazione: nulle e poche iniziative di riduzione della spesa corrente (tranne qualche piccolo tentativo di sinergia con altri Comuni, di cui – peraltro – non si conoscono ancora i benefici); i fabbisogni della spesa comunale sono aggiustati con l’aumento delle imposte e delle entrate tributarie in generale. Gli investimenti effettivi, a bilancio comunale, sono stati ai minimi storici e le evidenze sono sotto gli occhi di tutti sia per la manutenzione sia per le migliorie.

Non voglio ripetere le indicazioni che ho espresso in occasioni precedenti e che servirebbe a dare un’impronta diversa al bilancio, ma solo accennarle:

  • ripensare l’organizzazione generale del Comune per riequilibrare le spese correnti e le spese d’investimento, migliorando l’efficienza e ottimizzando le risorse disponibili;
  • azzerare gli incarichi esterni per lo svolgimento delle pratiche ordinarie, quantomeno porre un tetto agli incarichi di collaborazione autonoma, come peraltro richiesto dai revisori in relazioni precedenti;
  • migliorare la copertura dei servizi a domanda individuale, che al contrario tende a peggiorare, dal 44 al 40% (come, per esempio, per gli impianti sportivi diminuisce dal 28 al 16%);
  • introdurre sistemi di controllo per la gestione dei centri di servizio e di costo, almeno dei principali, come edifici pubblici, impianti sportivi, Medateca ecc. per valorizzare i punti di forza e individuare e migliorare i punti di criticità.

Purtroppo l’unico indicatore aggregato (Indicatore Sintetico di Virtuosità), studiato e messo a punto con rilevanti risorse pubbliche dagli uffici della Regione, non è più pubblicato. Non sono note le ragioni, anche se è facile supporre che le lamentele di amministratori politici locali abbiano convinto i vari colleghi di partito a mettere in sordina questo strumento utile di confronto per evitare ‘mal di pancia’ a questo o a quel partito.

L’elemento di novità di questo bilancio preventivo 2015 è la decisione di mettere a spesa in conto capitale la cifra, notevole per il Comune di Meda, di 4.414.000 €. Come illustrato nei documenti di bilancio e dalle relazioni di assessore e dirigente, questa cifra è costituita principalmente dal riaccertamento straordinario dei residui (3.432.277 €) e dall’avanzo di amministrazione delle gestioni degli anni precedenti, in particolare del 2014 (circa 1 milione). Questa cifra è ‘teoricamente’ disponibile nel bilancio 2015 per spese d’investimento, anche se le valutazioni più realistiche dicono che solo una parte minoritaria è prevedibile nel concreto per opere in conto capitale: circa 1.4 milioni per il piano di riqualificazione delle scuole (piano annunciato tempo fa e in attuazione quest’anno). La rimante parte, la più consistente, sarà disponibile nei prossimi anni, in funzione dei flussi economici e finanziari, dei vincoli del fondo pluriennale vincolato e del patto di stabilità. Naturalmente tutti noi ci auspichiamo che questo ‘tesoretto’ dei Medesi sia reso fruibile e, soprattutto, sia messo a profitto del miglioramento di questa nostra città. Qui sta la criticità di questa opportunità unica che si presenta al nostro Comune. Come mettere a frutto le risorse che si sono rese disponibili per un significativo salto di qualità? E’ il momento di aprire un dialogo costruttivo e un confronto con tutti i gruppi consiliari e con la cittadinanza – attraverso le sue diverse rappresentanze – per valutare insieme le urgenze e le priorità per identificare i progetti che rappresentano la migliore utilità per la città e per la comunità. L’errore più facile sarebbe quello di distribuire a pioggia la cifra disponibile in molti piccoli interventi che, pur utili o necessari, non contribuirebbero al cambio di passo che serve a Meda. Per noi di MEDA per TUTTI le priorità sono state chiaramente espresse e le mettiamo al centro della discussione, disponibili a valutarne altre per contribuire alla migliore sintesi possibile. Per noi gli investimenti prioritari sono da indirizzare a seri e condivisi progetti di riqualificazione del centro e a interventi strutturali che portino la viabilità urbana a livelli accettabili, con particolare riferimento al superamento della frattura ferroviaria.

Da ultimo, non per importanza, avrei considerato con maggiore attenzione l’opportunità di dedicare parte del ‘tesoretto’ dei Medesi ad alleggerire il fardello fiscale che, come ricordato, è troppo pesante e depressivo sull’economia familiare e locale.

Il mio voto come capogruppo di MEDA per TUTTI è contrario all’approvazione di questo bilancio di previsione per le ragioni esposte. Il bilancio conferma l’impostazione di quelli precedenti, se si esclude la presenza ‘straordinaria’ della cifra risultante dal riaccertamento dei residui e dall’avanzo di amministrazione; non ci sono chiare prospettive di sviluppo e riqualificazione della città e neppure il tentativo rivedere la dinamica delle spese correnti per ottimizzare le risorse disponibili e ridurre la pressione tributaria che è insostenibile.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

20 luglio 2015

matteotti6 Foto coda v seveso

One thought on “Tasse certe e al massimo … investimenti annunciati e senza chiare priorità.

  1. sceltalibera scrive:

    L’ha ribloggato su sceltaliberae ha commentato:
    Ottimizzare le risorse disponibili e ridurre la pressione tributaria che è insostenibile dovrebbe essere l’obiettivo minimo dell’attuale amministrazione…

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