L’arbitro è ‘super partes’ e lavora per mantenere gli equilibri delle parti in “gioco”.

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luglio 12, 2015 di vermondo

“Nell’esercizio delle sue funzioni, il presidente del consiglio comunale s’ispira a criteri d’imparzialità ed equità”. E ancora, deve dimostrare “formale distinzione di funzione e di ruolo rispetto a quelli di capogruppo politico”. Così il regolamento e lo statuto definiscono il presidente del consiglio comunale.

Nessuno ha spinto il Sig. Molteni ad accettare il ruolo di presidente del consiglio comunale di Meda e lo stesso non aveva alcun obbligo a ricoprire questa carica. Ma, dal momento in cui ha dato la sua disponibilità, ha assunto il dovere di rispettare le regole del suo mandato. Peraltro questa attività prevede un’indennità annuale di 18.396 € (http://www.comune.meda.mb.it/get_content/getalleg_trasparenza.cfm?all=118_Indennita%20amministratori.pdf).

Da molti mesi, l’attività delle commissioni consiliari, in particolare quella di regolamenti e statuto è paralizzata. Quindi, inevitabile e dovuta è la richiesta di 5 consiglieri, che chiedono la “valutazione dei comportamenti del Presidente del Consiglio Comunale di Meda, Sig. Bruno Molteni ai fini della funzionalità ed efficacia dei lavori consiliari e delle commissioni”. La richiesta contiene anche un giudizio critico e negativo che è proposto alla discussione e alla valutazione dell’intero consiglio comunale, con l’obiettivo di assumere decisioni che favoriscano la ripresa della piena funzionalità ed efficacia dei lavori consiliari e delle commissioni.

I cinque firmatari rappresentano ben 4 gruppi consiliari (Con Buraschi per Meda, Lega Nord, Meda per Tutti, Sinistra e Ambiente); considerando che il gruppo IDV è sostanzialmente assente, solo il PD e per ovvi motivi il gruppo dello stesso Molteni (NCD) non sono tra i firmatari.

Più volte e con ogni tipo di argomentazione, insieme con gli altri consiglieri firmatari, avevo sollecitato il presidente Molteni a modificare atteggiamento, a mettere da parte le sue personali richieste e dare maggiore ascolto alle diverse voci nelle commissioni e in consiglio. In particolare, per l’aggiornamento del regolamento e dello statuto, bastava che eliminasse le sue intromissioni estemporanee (imposte con la sua carica di presidente) e lasciasse terminare con successo il lavoro intenso e collaborativo della commissione, presieduta prima da me e poi da L. Santambrogio, con il cambio di amministrazione. Questo comportamento ha causato due gravi problemi al funzionamento dei lavori: ha bloccato le attività delle commissioni, specialmente di quella del regolamento e statuto e ha vanificato il programma di approvazione dei numerosi articoli che avrebbero modernizzato l’attuale regolamento e statuto, discussi e concordati con ampio consenso tra i diversi gruppi. Da tempo segnalo questa situazione e l’ho illustrata in diversi blog, di cui ne allego alcuni: https://vermondoblog.wordpress.com/2015/04/30/ieri-in-consiglio-si-e-conclamata-lalleanza-tra-pd-e-ncd-caimi-e-molteni/https://vermondoblog.wordpress.com/2015/02/13/lo-stile-poco-democratico-e-molto-autoritario/https://vermondoblog.wordpress.com/2015/01/28/crisi-della-commissione-regolamenti-e-statuto-la-punta-di-un-iceberg/https://vermondoblog.wordpress.com/2013/11/30/buone-regole-migliorano-coinvolgimento-partecipazione-e-trasparenza/https://vermondoblog.wordpress.com/2013/10/27/dr-jekyll-and-mr-hyde-ovvero-il-profilo-del-politico-italiano-doc/.

Come nota conclusiva e applicabile al caso particolare di Meda, il presidente ha l’obbligo prioritario di difendere il consiglio e i diritti dei singoli consiglieri, in particolare dei gruppi “minori”, perché già la legge in vigore, di tipo maggioritario, dà alla giunta e in particolare al partito di maggioranza (PD) i numeri ampiamenti sufficienti a gestire l’amministrazione con ben 9 voti su 17 al solo PD e 11 voti includendo l’intera coalizione, cioè il 53% o 65%, contro il 21% di rappresentanza reale dell’elettorato (https://vermondoblog.wordpress.com/2013/10/28/lo-spread-tra-rappresentativita-e-governo-cosa-insegna-meda-a-chi-deve-modificare-la-legge-elettorale/).

moz protocoll 1 moz protocoll 2

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