La ferrovia della discordia (…e della paralisi).

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luglio 6, 2015 di vermondo

Ogni volta che si tocca l’argomento stazione e ferrovia si scatenano teorie diverse e posizioni contrapposte, come – per esempio – la recente raccolta firme che ha riscosso grande successo tra i Medesi e non solo (1.097 firmatari) ma anche attacchi incomprensibili dal Comitato Pendolari e da qualche partito politico. In realtà, la raccolta firme altro non chiede che si realizzino subito opere che rendano la stazione agibile e accessibile a tutti, sicura e funzionale (https://vermondoblog.wordpress.com/2015/06/28/aggiornamento-e-dati-sulla-raccolta-firme-per-stazione-meda/. Perché non essere tutti d’accordo? Eppure qualcuno ha pensato che questa iniziativa potesse pregiudicare altre richieste dei pendolari, in particolare il ripristino dei treni S2. A bocce ferme e calmate le acque delle polemiche, le due richieste si sono dimostrate non contraddittorie e accettate – a parole, finora – da FNM, Regione Lombardia e Comune di Meda.

Forse questa convinzione, un po’ ossessionata, di avere, ognuno, la sola soluzione possibile ai problemi della ferrovia a Meda e la mancanza di una politica del territorio di lungo respiro sono le ragioni che hanno bloccato la nostra città in discussioni che non hanno prodotto risultati, finora: interramento, cavalcavia, sottopassaggi, abbassamento ecc. Oggi, la situazione a Meda è la stessa di 40 e più anni fa, prima e dopo il boom economico e l’esplosione urbanistica: una città spaccata in due dalla linea ferroviaria che blocca i collegamenti veicolari da nord a sud e da est a ovest del territorio, senza scampo e per lunghezze variabili tra il 20 e il 40% del tempo, tra 15 e 25 minuti ogni ora, a seconda della frequenza dei treni e dell’efficienza del sistema di gestione dei passaggi a livello (PaL).

Voglio mettere in ordine le ragioni, le cause, le opportunità e i problemi per provare a indicare possibili vie d’uscita dall’immobilismo, con qualche programma realistico e sostenibile, nel breve-medio periodo.

Il trasporto su rotaia (treno o metropolitana) è un mezzo economico ed ecologico; deve essere sostenuto e possibilmente potenziato nella prospettiva di uno sviluppo sostenibile! In particolare per i Medesi la ferrovia è sempre stata un’opportunità straordinaria di collegamento con Milano e con la Brianza, specialmente per studenti e lavoratori. Uno dei motivi principali di controversia sul territorio e di ostacolo al potenziamento dei servizi ferroviari è il “conflitto d’interesse” tra chi usa il treno con frequenza (i pendolari) e chi lo usa solo occasionalmente o non lo usa affatto. I primi vorrebbero più treni possibili a tutte le frazioni di ore (come per la metropolitana); gli altri non vorrebbero gli inconvenienti provocati dalle frequenti e prolungate soste ai PaL. Peraltro, l’inquinamento provocato dalle lunghe code di veicoli, fermi ai PaL, è anche causa primaria della cattiva qualità dell’aria, che presenta valori tra i peggiori nella rilevazione delle polveri sottili, (https://vermondoblog.wordpress.com/2013/12/20/laria-che-respiriamo-merita-lattenzione-nostra-e-di-chi-ci-governa/).

A Meda si è sviluppato, qualche decennio fa, un movimento a favore dell’interramento, con proposte di realizzazione attraverso strumenti di project financing. Parallelamente le amministrazioni medesi hanno sviluppato proposte di scavalcamento della ferrovia: negli anni ’80 (amministrazione Tagliabue), un progetto esecutivo di cavalcavia all’incrocio delle vie Seveso-Francia, in zona Cassina, non è passato per veti crociati tra correnti e partiti; in amministrazioni più recenti (amministrazione Asnaghi) è stato sviluppato, senza poi realizzazione, un progetto di superamento della ferrovia con affiancamento del tratto di Superstrada e ferrovia dello stato, in zona ex-Medaspan. A oggi, nessuna amministrazione ha saputo o voluto identificare e attuare una soluzione fattibile, sostenibile e sufficientemente condivisa. Tra le opere connesse di Pedemontana sono previsti due sottopassaggi veicolari, uno sull’asse di via Seveso-via Cadorna (zona Cassina) e un altro sull’asse di via Trieste-via Val Seriana: queste opere potrebbero finalmente risolvere il problema della frattura ferroviaria ma sono messe in dubbio da diversi osservatori sia per le difficoltà finanziarie di Pedemontana che potrebbe essere, di conseguenza, inadempiente sia per dubbi tecnici con particolare riferimento al sottopassaggio in via Seveso.

In conclusione, l’amministrazione di Meda (di qualunque colore sia) deve:

  1. valutare le soluzioni possibili di superamento della frattura ferroviaria, senza escludere quelle più complesse, come l’interramento o l’abbassamento del linea ferro o l’allacciamento alle linee metropolitane ma senza paralizzare ulteriormente la situazione attuale in mancanza di progetti definiti e sostenibili; è opportuno ricordare che FNM ha investito pesantemente in opere di ammodernamento delle stazioni e delle linee esistenti e, quindi, esclude l’opzione interramento per i prossimi decenni;
  2. definire tra le sue priorità e approvare un progetto fattibile, sostenibile, finanziabile e largamente condiviso con la cittadinanza, per superare la ferrovia;
  3. adottare le tecnologie di Smart City per sincronizzare le chiusure dei PaL con i semafori, informare in tempo reale i cittadini sulle chiusure dei PaL ed eventuali imprevisti allungamenti dei tempi;
  4. collaborare con FNM per adottare tutte le misure di minimizzazione dei tempi di chiusura dei PaL, oltre a potenziare dove possibile l’infrastruttura, come – per esempio – il raddoppiamento dei binari da Seveso a Meda.

In merito al punto 1, La mia opinione è di focalizzarsi sulle tre opzioni che ritengo più realistiche, in particolare le prime due: 1-scavalcamento a fianco di superstrada e ferrovia FS in zona ex-Medaspan (AT1); 2-sottopassaggio in via Trieste-via Val Seriana; 3-sottopassaggio in via Seveso-via Cadorna. Il finanziamento deve essere assicurato, possibilmente in trattative congiunte con FNM, con fondi europei o nazionali o regionali destinati a interventi infrastrutturali e di mobilità/viabilità e comunali. Nel piano previsionale di Meda dovrà essere prevista una voce ad hoc per sostegno alla realizzazione.

E’ terminato il tempo delle discussioni. Oggi, è tempo di azione.

______________

Altre considerazioni e proposte in merito alla viabilità urbana, con particolare riferimento alla frattura ferriviaria, sono disponibili nella proposta di variante del PGT, presentata a dicembre 2013: https://vermondoblog.wordpress.com/2013/12/23/e-ora-di-cambiare-le-politiche-del-territorio/. Tra queste ulteriori proposte è anche indicata l’opportunità di riconvertire l’attuale sottopasso pedonale di via Indipendenza-corso Matteotti (oggi, sostanzialmente inutilizzato) in uno veicolare, eventualmente a senso unico; è una proposta che solleva dubbi e perplessità da più parti ma che merita di essere valutata.

Foto coda v seveso rampe scale

2 thoughts on “La ferrovia della discordia (…e della paralisi).

  1. sceltalibera scrive:

    L’ha ribloggato su sceltaliberae ha commentato:
    Buone idee su cui ragionare. Serie e concrete, ma fino a quando non si capirà “how much”, diventano tutte chiacchiere da bar…. E poi perchè non un sottopasso in centro? Spazio ce n’è…

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