Bilancio comunale 2014: depressivo, conservativo e vecchio.

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aprile 30, 2015 di vermondo

La mia critica al bilancio consuntivo comunale di Meda, ieri in consiglio, è stata chiara e documentata con cifre. Ci sono elementi di positività, ma nel complesso è un bilancio depressivo, conservativo e vecchio. Ho scelto questi tre aggettivi per racchiudere sinteticamente l’impostazione e la struttura del rendiconto che è stato costruito sull’aumento delle tasse e delle imposte per sostenere le spese correnti. Gli investimenti reali per la manutenzione della città e per la crescita sono ancora a livelli minimi. Il patrimonio netto del Comune si è ulteriormente ridotto. Cifre e commenti nella dichiarazione integrale.

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Consiglio Comunale del 29 aprile 2015

Punto 3: rendiconto esercizio finanziario 2014

Il bilancio consuntivo proposto per approvazione presenta sostanzialmente la stessa impostazione di quelli precedenti. E’ depressivo perché aumenta la pressione fiscale contribuendo a scoraggiare consumi e iniziative imprenditoriali. E’ conservativo perché tutti gli sforzi sono volti principalmente ad assicurare la copertura delle spese correnti e non a liberare risorse per investimenti e per lo sviluppo. E’ vecchio come impostazione perché ricorre al facile prelievo fiscale e non alla razionalizzazione delle spese per compensare i ridotti trasferimenti dello Stato per fronteggiare la crisi finanziaria ed economica.

Sarei ingeneroso se addossassi tutta la responsabilità a questa amministrazione. Siamo tutti consapevoli della profonda crisi strutturale che continua a interessare l’Europa e l’Italia, in particolare. Tuttavia, questo bilancio non mostra segni del radicale cambiamento necessario e non contiene le misure che possano invertire il senso di marcia. Come situazione aggravante, Meda sta ancora scontando i gravi errori di gestione economica e finanziaria degli ultimi anni che l’ha spinta agli ultimi posti dell’ultima classifica pubblicata dei Comuni lombardi come indice sintetico di virtuosità: 32,81. Ciò conferma le criticità e le debolezze strutturali del bilancio, come conseguenza delle politiche economiche adottate.

Come ho più volte detto, il bilancio di un ente è lo specchio delle sue virtù e dei suoi vizi. Il bilancio comunale di Meda rappresenta l’immagine di una città statica, bloccata nelle sue istituzioni, incapace di trovare le soluzioni per una piena espressione della sua vitalità che, fortunatamente, è ancora presente in diverse realtà economiche, imprenditoriali, sociali, culturali e artistiche della comunità.

Senza entrare troppo nei dettagli, mi limito a evidenziare – con numeri – alcuni fattori di criticità di questo bilancio.

La prima considerazione riguarda la situazione dei crediti e dei debiti, tecnicamente dei residui attivi e passivi. Quest’anno l’analisi dei residui sarà oggetto di una valutazione più approfondita non appena conosceremo i numeri del bilancio ristrutturato e ricostruito secondo i nuovi criteri di contabilità di armonizzazione dei sistemi contabili degli enti territoriali. Oggi, l’analisi tiene conto del sistema ancora vigente del rendiconto. Nella gestione di competenza 2014, i crediti (residui attivi) sono il 22% delle entrate totali: 4,3 sui 19,4 milioni di €; i debiti (residui passivi) sono il 25% delle spese totali: 4,6 sui 18,3 milioni di €. La situazione è ancora più marcata se si considera l’anzianità dei residui, dove il totale dei crediti ammonta a 7,5 milioni contro il totale dei debiti di 8,5 milioni di €. L’equilibrio finanziario del 2014, come negli anni precedenti, si fonda in larga parte su crediti non riscossi e su debiti non pagati, rispetto ai flussi effettivi di riscossioni e pagamenti. I revisori hanno evidenziato questa criticità e hanno richiesto “particolare attenzione nell’imminente operazione di riaccertamento straordinario dei residui, trattandosi di un’attività particolarmente complessa e delicata, di fondamentale importanza per l’avvio della nuova contabilità e per la salvaguardia dell’equilibrio unitario della finanza pubblica”. Questa prima considerazione conferma come il bilancio sia ancora precario e instabile, provenendo da una situazione debitoria critica. Questa situazione locale, in aggiunta al patto di stabilità nazionale, non ha consentito di liberare le risorse necessarie per investimenti e sviluppo.

La seconda valutazione riguarda gli scostamenti tra le risorse previste per i programmi da attuare e le spese effettivamente utilizzate per la realizzazione. Il bilancio non rende facile questa lettura e il nuovo sistema dovrebbe facilitare la contabilizzazione e il controllo di gestione. Per esempio, in commissione ho chiesto di conoscere le risorse stanziate e i risultati di gestione dei centri principali di servizi (come la gestione delle case comunali o il centro anziani o la Medateca ecc.). Sembra incredibile, ma il sistema non consente di avere queste informazioni che sono essenziali per chi amministra per definire l’efficienza e l’efficacia delle attività. Ciò detto, i numeri della relazione al rendiconto della gestione 2014 dicono che delle risorse impegnate (18,3 milioni) solo i 3/4 sono stati spesi (13,7 milioni) pari al 75%. Lo scostamento maggiore è riportato per le spese in conto capitale che rimangono a livello minimo, vicino allo zero, indicando che siamo ancora molto lontani da un bilancio virtuoso che dedichi e investa risorse adeguate alla crescita e allo sviluppo della città e non solo alla spesa corrente.

La terza considerazione riguarda la dinamica delle entrate e delle spese e il suo impatto sulla natura del bilancio. Se si guarda al saldo di gestione o avanzo di competenza 2014, di 1.110 € arrotondato, il bilancio sembrerebbe virtuoso. E’ l’avanzo più consistente degli ultimi 5 anni (non avendo conoscenza dei bilanci precedenti al 2010); se si esclude il 2011 che si è chiuso con un pesante disavanzo, superiore al milione, la media degli altri anni è stata di 200.000 di avanzo. Quindi l’avanzo del 2014 rappresenta un’anomalia, concettuale e statistica che va analizzata e compresa; è il 7,4% delle entrate annuali, al netto dei residui (15 milioni). Questo risultato può avere più cause. Cito le due cause che ritengo più rilevanti: la prima è già stata ricordata al punto precedente ed è lo scostamento tra spese impegnate e spese effettive, non avendo realizzato parte dei programmi e investimenti annunciati. La seconda causa è l’eccessivo ricorso alla leva fiscale e tributaria, che caratterizza le scelte di questa amministrazione negli esercizi dei tre anni, dal 2012. Elenco pochi dati e indicatori che sono più significativi. Prendo come base di riferimento l’anno 2011 (che pure è stato un pessimo anno chiuso con un pesante disavanzo di 1 milione):

  • le entrate tributarie sono aumentate del 5%; da notare che questo aumento sarebbe molto maggiore se le entrate riportassero anche le cifre versate dai Medesi direttamente allo Stato per imposte e tasse comunali (come i circa 2 milioni IMU e i 450.000 € della TARES nel 2013);
  • le entrate extratributarie (da servizi pubblici e istituzionali e a domanda individuale come bolli, anagrafe, parcheggi, sanzioni, servizi cimiteriali ecc.) sono aumentate del 27%;
  • le imposte comunali (principalmente IMU, TASI e addizionale IRPEF) sono cresciute del 23%, da 7,2 milioni a 8,8 milioni, cioè 1.646.000 €; voglio sottolineare che l’aumento diventa di 3.548.000 € se s’includono i soldi versati per l’IMU sempre dagli stessi Medesi direttamente allo Stato;
  • all’interno delle imposte comunale, l’addizionale IRPEF è aumentata dell’80%, quasi raddoppiata, passando da 910.000 a 1.640.000 €.

L’aumento delle imposte comunali di 1.646.000 € è stato superiore al diminuito introito del fondo di solidarietà statale che è stato di 890.000 €, passando da 2,7 a 1,8 milioni.

  • di contro la spesa corrente è diminuita del 6% e questo sarebbe un dato positivo se non fosse chiaramente sproporzionato rispetto agli aumenti a doppia cifra delle entrate tributarie;
  • le spese per investimenti, che sono la premessa per lo sviluppo e la crescita della città continuano a essere a livelli irrisori: 647.522 € (3,5% delle spese). Questo, purtroppo, è visibile dallo stato delle nostre strade e dei marciapiedi, del nostro centro, degli edifici, dei corsi d’acqua, delle piste ciclopedonali ecc.

Quest’analisi della struttura di entrate e spese dimostra, anche per il 2014, l’impostazione depressiva, dal punto di vista economico, di questo rendiconto che toglie sempre maggiori risorse dai bilanci familiari dei Medesi per avere in cambio gli stessi o forse minori servizi e senza neppure avere prospettive di miglioramento in strutture e infrastrutture, come la riqualificazione del centro, una viabilità più sostenibile, una politica di sostegno e promozione del tessuto produttivo, una valorizzazione degli spazi verdi a partire da una migliore fruibilità del parco della brughiera.

Le debolezze del bilancio si riflettono inevitabilmente negli indicatori che misurano l’efficacia e l’efficienza di gestione. La relazione tecnica al conto economico riporta ben 32 indicatori. Purtroppo non esistono siti provinciali né regionali che mettano a confronto gli indicatori di efficienza e di efficacia dei vari Comuni, raggruppati per aree omogenee di dimensione demografica e di caratteristiche socio-economiche. Rinnovo l’invito ancora all’assessore a facilitare la raccolta e l’analisi comparativa di questi indici con la finalità di identificare le aree di possibile miglioramento. Ufficialmente l’unico indicatore aggregato disponibile è l’indice sintetico di virtuosità, redatto da Regione Lombardia, come già accennato all’inizio di questo mio intervento. Peraltro Regione Lombardia non ha ancora pubblicato l’elenco 2015 e quindi rimane ancora quello del 2014 che vede Meda con il punteggio di 32,81 su 100.

Un commento breve e finale sul conto del patrimonio. Mi limito a notare che il 2014 conferma il declino progressivo, dai 70,7 milioni del 2011 ai 67,6 milioni del 2014, con una riduzione di 3,1 milioni che corrisponde -4,4% di valore del patrimonio netto. Questo aspetto è solitamente trascurato e poco analizzato in sede di commissione e merita maggiore attenzione per una valutazione più approfondita.

Concludo. Gli elementi di positività che pur sono presenti nel rendiconto 2014 – come il rispetto del patto di stabilità interna, la riduzione significativa e continua dell’indebitamento totale (oggi arrivato a 16,4 milioni), la corretta allocazione dei pur minimi permessi di costruzione – non sono sufficienti per giudicare positivamente questo bilancio. Siamo ancora in attesa di un cambiamento di rotta che ancora non si vede, qui a Meda.

Il mio voto è contrario all’approvazione di questo rendiconto dell’esercizio finanziario del 2014.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

29 aprile 2015

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