A quando municipalizzate gestite da manager e non lottizzate da partiti?

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novembre 28, 2014 di vermondo

E’ stato discusso il progetto di scambio di una piccola quota azionaria tra BEA (Brianza Energia Ambiente di Desio) e CEM (CEM Ambiente di Cavenago) nell’ottica di costruire una possibile fusione societaria entro il 2016. L’aggregazione darebbe vita a una società pubblica che si collocherebbe tra le prime 10 aziende del mercato di riferimento per la gestione integrata dei rifiuti, in un ambito ottimale di 62 Comuni (tra cui Meda), con 780.000 abitanti e con raccolta e trattamento di 400.00 tonnellate. Sarebbe tutto bello se si riuscisse a impostare una società con criteri di efficienza ed efficacia, gestita da manager competenti senza lottizzazione di partiti.

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Consiglio Comunale del 27 novembre 2014

Punto 5: accordo quadro e piano di aggregazione tra CEM e BEA

Il progetto di fusione tra due società (BEA e CEM) che ha l’obiettivo di creare sinergia, aumentare l’efficacia e l’efficienza di gestione a beneficio degli utenti finali, tra i quali i cittadini medesi, merita tutta la nostra massima attenzione. In particolare, quando la fusione interessa due società medio-piccole per la ricerca di una dimensione di scala che consente di meglio competere nel mercato di riferimento: è il problema e l’opportunità di moltissime aziende italiane, private e pubbliche. Non ci voleva il commissario ‘spending review’, Sig. Cottarelli a ricordarcelo. Basta avere un minimo di buon senso e di conoscenza gestionale. E questi obiettivi sono descritti nella proposta di delibera: “strategie di consolidamento dell’azienda e di ottimizzazione della gestione dei servizi svolti; aggregazione ed efficientamento delle società pubbliche; conseguire economie di scala; ridurre e migliorare l’incidenza dei costi fissi e delle spese generali”.

La futura società pubblica avrebbe un ambito ottimale di 62 Comuni, a servizio di 780.000 abitanti, con una gestione di 400.00 tonnellate di rifiuti. Sarebbe tra le prime 10 aziende del mercato di riferimento, dice la relazione.

Ci sarebbero già progetti concreti da sviluppare, come un nuovo impianto di recupero della frazione biodegradabile dei rifiuti solidi urbani, che è tra le più rilevanti in termini di quantità e complessità di gestione. Inoltre le due società BEA e CEM hanno lo stesso modello di raccolta porta a porta più le isole ecologiche.

Detto tutto questo, quali sono i punti da chiarire che la relazione non affronta o accenna solamente in modo vago.

Quali sono gli obiettivi di riduzione di costi a parità di qualità di servizio oppure quali sono i maggiori e migliori servizi a parità di costi? Abbiamo visto comunicati di parti opposte dichiarare costi molto diversi. Perciò occorre fare chiarezza sui costi standard, sui costi attuali delle due società rispetto alle aziende del mercato di riferimento.

Quali sono le garanzie di gestione imprenditoriale e non clientelare? In altre parole, le cariche di governance e di gestione saranno affidate sulla base dei curricula e delle esperienze professionali o secondo criteri di appartenenza a questo o quel partito? Dico questo perché insospettiscono comunicati molto contrastanti tra loro a seconda della forza politica che li scrive.

Sarebbe bene anche valutare con attenzione la ragione della scelta di queste due società che operano in aree non strettamente confinanti. Ci sono certamente elementi di opportunità, come la complementarietà di impianti e servizi assicurando una migliore sinergia. Ma sarebbe importante valutare anche l’aspetto logistico delle distanze con eventuale incremento del traffico veicolare.

Un altro punto critico è la condizione che la società per la gestione integrata dei rifiuti sia a totale capitale pubblico, come scritto nello statuto di CEM. E’ un approccio ideologico, superato che non sa cogliere le opportunità di collaborazione tra pubblico e privato in una sinergia vincente.

Altri aspetti ancora meriterebbero analisi e valutazioni attente che dovranno essere richieste dalla nostra amministrazione nelle sedi e nelle riunioni dedicate all’approfondimento e durante i due anni di prova.

Perciò il mio voto sarebbe istintivamente favorevole perché ritengo il progetto interessante e potenzialmente vincente. Mancando, però, molti elementi di conoscenza e di valutazione, sospendo il giudizio in attesa di avere ulteriori e più precisi elementi e dati. Il mio è un voto di astensione.

Vermondo Busnelli

Consigliere Capogruppo di MEDA per TUTTI

27 novembre 2014

 

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

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