Parole, parole, parole…

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novembre 21, 2014 di vermondo

Ieri, 20 novembre, ho dedicato il tempo concesso ai consiglieri comunali, per una dichiarazione iniziale, ad alcune riflessioni sulla recente esondazione del Tarò qui a Meda. Purtroppo ho sentito ancora solo parole da chi ha la responsabilità del governo della città su azioni e programmi di prevenzione, mitigazione del rischio e gestione delle emergenze. Siamo inondate di parole. Non resta che sperare che le parole si traducano in fatti.

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Consiglio Comunale del 20 novembre 2014

Comunicazione iniziale

Signori Presidente e Sindaco, Signore e Signori Consiglieri e Assessori,

è ancora aperta la ferita di questa seconda emergenza del 2014 del torrente Tarò. Se i danni sono apparentemente minori rispetto all’esondazione di luglio, certamente non sono stati minori gli strascichi di accuse, critiche, polemiche. Perciò non è più rinviabile un’analisi approfondita sulle cause, la definizione del piano di prevenzione e dei programmi di gestione della crisi. Qui non servono discorsi generici né tantomeno esercizi di scaricabarile tra le parti. Qui e adesso servono azioni concrete e piani certi per eliminare o ridurre il rischio e per migliorare la gestione delle crisi.

Avevamo già sollecitato l’intervento di sindaco e giunta già nel consiglio del 10 luglio. Non c’è stato alcun seguito, sperando che l’emergenza non si ripetesse in un tempo così ravvicinato. La risoluzione di questo problema è un dovere prioritario di tutti noi e sono certo che nessuno farà mancare il proprio contributo. Spetta a questa amministrazione creare le condizioni perché la comunità, a partire da questo consiglio, lasci da parte le polemiche e si concentri sulle soluzioni. Non servono accuse ai cittadini di mancata collaborazione e neppure denunce a chi ha cercato rimedi estremi a estremi pericoli nell’intento di salvare il salvabile nell’emergenza.

Il primo passo deve essere un’analisi critica della situazione attuale per identificare tutte le possibili e praticabili misure che da una parte eliminino o minimizzino il rischio esondazione e dall’altra costruiscano un piano di emergenza che sappia gestire con efficacia e coordinamento le azioni d’intervento e di soccorso. Perciò chiedo che sia attivato da subito un piano di lavoro che coinvolga tutte le parti interessate con l’obiettivo di definire il piano di prevenzione e di gestione dell’emergenza, dove tutti conoscano il proprio ruolo e le responsabilità. Una priorità per l’amministrazione politica e per le funzioni tecniche con chiari obiettivi nel 2015.

Il programma Tarò deve essere necessariamente integrato, in Regione, con tutti i Comuni attraversati per definire un piano di regole concordate, di monitoraggio, manutenzione e d’interventi strutturali come vasche di laminazione per gestire le emergenze.

Voglio chiudere con il ringraziamento ai volontari. Noi dobbiamo ringraziare sempre e comunque chi dona tempo e capacità al servizio della comunità. Privati cittadini hanno anche reso disponibili webcam e air-drone di monitoraggio su alcuni ponti. Diverso è il coordinamento di queste persone e associazioni, che rimane responsabilità del sindaco e della struttura. Non lasciamo che le grandi energie e potenzialità del volontariato, a partire dalla protezione civile siano vanificate dall’incapacità di coordinamento delle autorità preposte.

Vermondo Busnelli

Consigliere Capogruppo di MEDA per TUTTI

20 novembre 2014

Tarò 2014 nov15-4

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