Una piccola perla nella sentenza del sindaco di Meda

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agosto 12, 2014 di vermondo

Si usa dire che le “sentenze non si commentano” ma si applicano. Io aggiungo che le sentenze in molti casi si commentano da sole! Ho letto la sentenza del Consiglio di Stato, sezione quinta, N. 04018/2014, quella che ha chiuso la querelle tra i due contendenti sindaci Caimi (PD) e Taveggia (Lega) dopo due anni e due mesi. Già si commenta da sola la durata del processo giudiziario per decidere su poche schede contestate dalle due parti in causa. Ma la lentezza della macchina giudiziaria è nota e quindi questa non è una sorpresa. E questo conferma l’errore politico dei due protagonisti.

Vorrei segnalare la parte della sentenza che affronta uno dei punti cruciali della contestazione della Lega: il giudizio di appello del Consiglio di Stato del 3 luglio 2013 sarebbe stato emesso non sulle schede originali ma sulle copie presentate dall’avvocato della parte contraria (PD). A me è sembrata legittima la contestazione della Lega e attendevo con curiosità la risposta del Consiglio di Stato dopo la richiesta di revocatoria e le relative motivazioni. Sono disarmanti. Riporto testualmente la parte della sentenza finale perché merita di essere letta, senza “traduzione”:

“… Assume, da ultimo, il ricorrente incidentale (Taveggia, ndr) che i plichi contenenti gli originali delle schede elettorali e dei verbali risulterebbero tutt’ora sigillati, firmati e controfirmati e che di conseguenza sarebbe provata la censura di errata percezione della realtà documentale, essendosi il giudizio di appello svoltosi sui fac simile e non sugli originali delle schede.

L’assunto è infondato in fatto, atteso che l’esistenza di tali documenti agli atti del giudizio perché depositati dagli appellanti unitamente al gravame, fanno ritenere verosimile che siano stati esaminati dal giudice di appello, non rilevando in contrario, la circostanza che i plichi siano stati chiusi, ben potendo essere stati chiusi successivamente al loro esame. …”.

Invece che ipotizzare la ‘verosimiglianza’ dell’apertura e analisi delle schede originali con un ragionamento teorico e astratto non sarebbe stato più semplice, efficace e veloce incontrare o telefonare o scrivere al collega giudice del Consiglio di Stato e verificare semplicemente il fatto. E cioè verificare se la busta con le schede originali fosse stata effettivamente aperta per l’analisi e valutazione delle schede originali prima del giudizio di appello? No, sarebbe stato troppo semplice!

 

https://vermondoblog.wordpress.com/2014/07/30/il-giudice-ha-deciso-chi-sara-il-nostro-sindaco/

 

foto perla1  foto perla2

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