L’acqua, un bene comune che va gestito con efficienza

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luglio 12, 2014 di vermondo

In consiglio si è discusso delle politiche di gestione del servizio idrico integrato, partendo dal punto in discussione relativo all riorganizzazione delle quote societarie di Meda in Brianzacque. Ho espresso le mie valutazioni negative sulla decisione politica strategica di affidare per i prossimi 25 anni la gestione dell’acqua, in tutto il suo ciclo, in modo sostanzialmente monopolistico a Brianzacque. I monopoli, pubblici o privati, non operano nell’interesse del cittadino consumatore finale di un bene o di un servizio, perché non sono stimolati a ricercare efficienza ed efficacia di gestione operando in assenza di concorrenza. Qui sotto la mia dichiarazione in consiglio. Auspico che l’amministrazione porti avanti le mie proposte di migliorare la trasparenza della comunicazione della qualità dell’acqua consumata dai Medesi e il ripristino di fontanelle nelle piazze e nei parchi della città.

 

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Consiglio Comunale del 10 luglio 2014

Punto 3: Retrocessione delle quote di partecipazione in Brianzacque Srl detenute da AEB Spa e da sue società partecipate per la riorganizzazione del servizio idrico integrato

Il punto in discussione, questa sera, è chiaro e semplice. Meno chiaro e meno convincente è il progetto generale di riorganizzazione del servizio idrico integrato che s’intende avviare con questa operazione di retrocessione delle quote di partecipazione tra le società. La decisione di questa sera riguarda un tassello del mosaico, un aspetto procedurale amministrativo subordinato alla decisione politica più generale di attivazione della nuova società pubblica Brianzacque che opererà in regime di assoluto monopolio per la gestione del servizio idrico, senza obbligo di gare e senza confronto con il libero mercato. Perciò le analisi e le valutazioni sul punto in approvazione non possono prescindere da questo quadro più generale della decisione sul futuro assetto organizzativo della società Brianzacque.

L’operazione di retrocessione delle quote di partecipazione delle società Gelsia Reti e Gelsia in un primo passaggio ad AEB e poi, nel secondo passaggio, da AEB al Comune di Meda è un’operazione formale senza guadagno o perdita di valore. Il Comune di Meda continuerà a possedere quote per il valore attualizzato di 129.059,66 €: nell’assetto precedente le quote erano attraverso AEB e le sue partecipate; nel nuovo assetto, con la decisione di oggi, le stesse quote del Comune di Meda saranno direttamente nel capitale di Brianzacque Srl per una frazione pari allo 0,44% del capitale sociale totale di Brianzacque che è di 29.171.450,00 €.

Non ho osservazioni particolari su questa operazione formale e amministrativa di trasferimento di quote che si rende necessaria perché i 55 Comuni dell’Ambito Territoriale Ottimale di Monza e Brianza siano soci diretti, senza intermediazioni.

Le mie perplessità sono dirette, invece, alla scelta politica e strategica di affidare a una società pubblica in regime di monopolio, senza concorrenza e senza obbligo di gare, per i prossimi 25 anni il servizio idrico integrato, dall’estrazione e raccolta dell’acqua, ai trattamenti di potabilizzazione, ai controlli e alla distribuzione, alla rete fognaria e alla depurazione finale. Infatti, la stessa Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva opportunamente sollevato obiezioni di correttezza e compatibilità con le norme nazionali ed europee.

L’affidamento in house (o in house providing) rappresenta una deroga rispetto al metodo usuale di scelta del fornitore mediante gara pubblica e si pone in contrasto con i principi generali di tutela della concorrenza che è garanzia di maggiore trasparenza in materia di affidamento e stipulazione di contratti pubblici, nonché con i principi e le norme dell’ordinamento nazionale in tema di imparzialità, trasparenza, efficienza, e efficacia dell’azione amministrativa. Perciò la Corte di Giustizia europea e poi il legislatore nazionale hanno dovuto introdurre alcune condizioni particolari per rendere ammissibile questa forma di gestione monopolistica di house providing:

  • l’ente committente (in questo caso l’ATO o la conferenza dei sindaci) è obbligato a esercitare sul soggetto affidatario (Brianzacque) un “controllo analogo” a quello che esercita sui propri servizi;
  • il soggetto affidatario (Brianzacque) deve realizzare la parte più importante della propria attività (80% o più) con l’ente committente, ATO.

 

Risolto il problema giuridico, che ha consentito all’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato di dare via libera all’operazione, rimane, tuttavia, la valutazione tecnica ed economica della validità della scelta del monopolio sotto forma di ‘in house providing’. Le sfide dei prossimi anni per la gestione efficace ed efficiente del ciclo integrato dell’acqua sono molto grandi; cito alcuni numeri dell’Autorità Energia Gas Acqua a livello nazionale, e quando disponibili quelli di Brianzacque che ho trovato nel sito o riportati in interviste:

  • gli investimenti stimati come necessari per i prossimi 30 anni sono 65 miliardi di € per adeguare e completare gli impianti esistenti; 87 milioni di € sono previsti da Brianzacque;
  • le perdite di rete sono stimate al 34%;
  • la depurazione copre il 75% della rete e l’Italia ha già ricevute almeno 2 procedure d’infrazione dall’Unione Europea;
  • le tariffe sono aumentate del 43% dal 2007 e sono previste in aumento del 30%; Brianzacque prevede un aumento annuo del 6%: una famiglia media passerà da circa 350 € a 591 € tra dieci anni, pari a +69%.

Sono cifre importanti che richiedono la massima efficienza ed efficacia di gestione nell’interesse dei cittadini consumatori. Un sistema di monopolio quali garanzie può dare in assenza di gare, di libera concorrenza ed equità di rapporto qualità/prezzo dell’acqua e del servizio? Gli esempi del passato remoto e prossimo non sono incoraggianti e dimostrano che il migliore servizio al migliore prezzo è raggiunto quando si opera in concorrenza, in tutti i campi, sanitario e assistenziale, trasporti, energia, telefonia ecc.

Assumendo che l’ATO di Monza e Brianza sia in una posizione favorevole nella graduatoria nazionale per un più alto livello generale di strutture, impianti e costi di gestione, le aspettative per un miglioramento di servizio sono più avanzate. Come detto già in altre occasioni, torno a proporre che tra i progetti prossimi di Brianzacque e Comune di Meda siano previsti:

  1. piano di controllo della qualità dell’acqua al rubinetto a rotazione in diverse zone della città;
  1. comunicazione aggiornata e trasparente dei risultati dei controlli di qualità, con riferimento a tutti i parametri previsti dalla normativa nazionale (D.Lgs. 31/2001): i dati completi sul sito e un estratto dei più significativi in bolletta;
  1. posizionamento di fontanelle d’acqua nelle piazze e nei parchi della città.

Per le ragioni esposte, il mio voto sarà di astensione. Come ho motivato nei dettagli, non ho obiezioni alla decisione della retrocessione delle quote da AEB al Comune di Meda in Brianzacque. Non sono convinto che la soluzione monopolistica proposta sia quella migliore possibile e vincente per il cittadino consumatore finale e per gli operatori economici utenti.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

10 luglio 2014

Manifesto

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