Una buona gestione ambientale richiede programmi e non solo entrate di bilancio

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maggio 26, 2014 di vermondo

La tassa sui rifiuti, prima TARSU poi TARES e ora TARI rimane una delle principali entrate tributarie del Comune: 2.100.000 €. Lo scorso anno avevo criticato la scelta della giunta di penalizzare il settore produttivo e commerciale rispetto alle abitazioni (60 contro 40). Le forti critiche ricevute dai Medesi – in linea con la mia dichiarazione – hanno convinto la giunta a cambiare radicalmente l’impostazione. Rimane molto da fare per dare impulso al miglioramento della gestione dei rifiuti per alzare gli indici di raccolta differenziata e per assicurare maggiore decoro e pulizia di piazze e strade…

Qui sotto la mia dichiarazione in consiglio.

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Consiglio Comunale del 22 maggio 2014

Punto 6: piano finanziario e tariffario della TARI anno 2014

Siamo al secondo anno di applicazione della TARES, oggi TARI. I criteri generali della normativa nazionale sono sostanzialmente gli stessi.

Il gettito di questa tassa è sostanzialmente stabile: dal 2010 c’è un aumento del 3,4%. C’è una riduzione tra il preventivo 2014 di 2.100.000 € e il consuntivo 2013 di 2.287.315 €, dovuta però a recupero di residui ed evasione da anni precedenti. Quest’anno i Medesi sono ‘graziati’ dell’extra tassa di 400.000 € pagata nel 2013 direttamente allo Stato.

Il comportamento dei Medesi in termini di produzione dei rifiuti e raccolta differenziata sembra abbastanza virtuoso: dal 2011 diminuisce leggermente la produzione di rifiuti pro capite da 390 a 370 kg e aumenta la percentuale di raccolta differenziata da 54 a 57 %. E’ certamente possibile ed è auspicabile migliorare ulteriormente la situazione ma occorre un intervento dell’amministrazione per informare i cittadini con una nuova campagna di comunicazione su obiettivi, risultati e istruzioni.

Resta insoddisfacente la gestione comunale della pulizia di strade e luoghi pubblici: ricevo diverse segnalazioni di cittadine e cittadini (in aggiunta alla mia personale osservazione) che segnalano situazioni di degrado di aree con abbandono di rifiuti, che rimangono anche per lunghi periodi di tempo. Un esempio per tutti la via delle Benedettine in pieno centro storico che è regolarmente usata come deposito di rifiuti.

Il piano di gestione è ancora carente, come lo era lo scorso anno, degli obiettivi e programmi di recupero di produttività. Tutte le aziende, oggi più che mai, raggiungono continui aumenti di produttività per competere sul mercato dei beni e dei servizi. Non si comprendono le ragioni per le quali anche le aziende pubbliche non migliorino la loro efficienza con il risultato di ridurre le tariffe o aumentare e migliorare i servizi.

L’anno scorso criticai la scelta di penalizzare il settore produttivo e commerciale (utenze non domestiche) a favore dei domestici nel rapporto 60/40, invece che di 50/50. Era comprensibile l’intenzione di favorire le famiglie ma non erano condivisibili le ragioni di penalizzare chi oggi già opera in condizioni difficili per sostenere le attività economiche, già vessate da un sistema Italia opprimente dal punto di vista fiscale che mortifica la competitività degli operatori. L’esperienza del 2013 ha convinto questa amministrazione della bontà di questa mia critica al punto da stravolgere i criteri rischiando, quest’anno, il pericolo opposto. Oggi a maggior rischio sono le famiglie che si accolleranno il 55% del carico della TARI invece che il 40% del 2013. Ho calcolato un esempio di un nucleo familiare di 4 persone che vivono in un appartamento di 80 mq: questa famiglia avrà un aumento del 25%, da 105 a 131 €. Sarebbe stato preferibile un passaggio graduale e un riequilibrio più progressivo come quello da me proposto del 50 e 50 tra produttivo e residenziale.

Sembra anche discutibile e soggettiva la rimodulazione delle tariffe tra le diverse categorie delle utenze non domestiche. Chiedo all’assessore se queste modifiche siano state discusse con le associazioni di riferimento per le opportune valutazioni. Cito solo un paio di esempi di variazioni importanti, come per ristoranti e pub la tariffa è ridotta del 66%, da 23,71 a 8,02 €/mq, mentre per le botteghe artigianali la riduzione è del 34%. Trovo molto opinabili queste variazioni drastiche da un anno all’altro, senza avere prima analizzato e condiviso le motivazioni con le organizzazioni di categoria e anche all’interno della commissione consiliare competente.

Il mio voto come capogruppo di MEDA per TUTTI è contrario per le motivazioni esposte e anche perché la TARI è parte integrante del bilancio preventivo che è impostato troppo sulle entrate tributarie e poco o nulla sull’ottimizzazione dei servizi e sulla razionalizzazione delle spese, in particolare di quelle correnti.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

22 maggio 2014

Manifesto

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