Aneddoto con morale: confronto sì, ma con rispetto.

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maggio 2, 2014 di vermondo

Nell’ultimo consiglio comunale, il 28 aprile, si è discusso il bilancio consuntivo dell’anno 2013. E’ un momento importante per il consiglio così come per ogni famiglia o altra organizzazione. “Fare il bilancio” di un anno significa guardare con occhio critico le cose realizzate rispetto ai programmi stabiliti, tirare le somme delle entrate e delle spese, verificare gli investimenti avviati per lo sviluppo delle attività ecc. Il bilancio serve anche e soprattutto per fare tesoro delle esperienze positive e negative così da impostare meglio i programmi futuri. Con quest’ottica, io ho letto con attenzione le decine e decine di pagine dei vari documenti che costituiscono il bilancio comunale per cogliere i punti di forza e le criticità. Ho preparato ed esposto la mia relazione focalizzando l’attenzione sui punti ritenuti essenziali. In particolare ho analizzato le attività e i programmi attuati rispetto agli obiettivi annunciati, la dinamica delle entrate – specialmente di tasse e imposte – e delle spese per valutare le risorse dedicate agli investimenti rispetto alle spese correnti, l’incidenza dei crediti e dei debiti residui rispetto ai flussi effettivi d’incasso e di pagamenti e la situazione del nostro patrimonio comunale. La mia analisi ha portato a definire questo bilancio depressivo e asfittico, come illustrato nella relazione: https://vermondoblog.wordpress.com/2014/04/29/2013-un-bilancio-comunale-depressivo-e-asfittico/

Nel dibattito l’assessore ha difeso l’impostazione del bilancio e ha argomentato le sue tesi. Alcuni gruppi hanno esposto le loro critiche e osservazioni e altri non hanno espresso commenti, limitandosi a dare il loro voto. Fin qui, tutto si è svolto regolarmente, attraverso un dibattito anche acceso ma nel merito dei numeri e delle valutazioni. A un certo punto, dopo i vari interventi di assessori e consiglieri, il sindaco ha preso la parola per aggredire verbalmente chi ha espresso valutazioni critiche, in particolare la mia relazione come capogruppo di MEDA per TUTTI, definendola ‘grossolana’, senza precisare nel merito le motivazioni di questa sua definizione.

Caro Gianni Caimi, ancora una volta ti sei dimenticato di essere il “sindaco di tutti” prima ancora di essere il capo della giunta e l’esponente di riferimento della coalizione di governo della città. Il sindaco ha il dovere di sostenere la sua giunta ma anche di rispettare le valutazioni critiche delle opposizioni, specialmente quando motivate e fondate su informazioni e dati oggettivi contenuti negli stessi documenti presentati dalla giunta. Mi sarei aspettato che il presidente del consiglio avesse esercitato la sua funzione d’imparzialità ed equità intervenendo a difesa dei consiglieri che esprimono le proprie opinioni e valutazioni critiche e richiamando il sindaco ad avere lo stesso atteggiamento.

Morale: la strada è ancora lunga per imparare a confrontarsi anche duramente nelle diverse opinioni e valutazioni ma nel reciproco rispetto.

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

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