2013: un bilancio comunale depressivo e asfittico

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aprile 29, 2014 di vermondo

Il bilancio consuntivo 2013 proposto per approvazione è asfittico e depressivo. Depressivo perché aumenta la pressione fiscale su cittadini e imprese contribuendo a scoraggiare consumi e iniziative imprenditoriali. Asfittico perché le entrate sono utilizzate quasi esclusivamente per le spese correnti e non per investimenti di sviluppo.

Il bilancio di un ente è lo specchio delle sue virtù e dei suoi vizi. La mia analisi mette in evidenza i punti di forza (le virtù) e di debolezza (i vizi) per invitare questa giunta a rivedere le criticità e presentare un bilancio di previsione per il 2014 su basi diverse e migliorative.

La prima considerazione riguarda la situazione dei crediti e dei debiti e dimostra la precarietà di questo bilancio, dove il 22% delle entrate è costituito da crediti ancora da incassare.

La seconda valutazione riguarda gli scostamenti tra le risorse previste per i programmi e le spese effettivamente utilizzate, cioè la capacità di tradurre gli obiettivi di programma in fatti: il livello di attuazione è del 77%, solo i tre quarti dei programmi annunciati sono stati attuati.

La terza considerazione riguarda la dinamica delle entrate e delle spese e il suo impatto sulla natura del bilancio nell’arco temporale 2010-2013 per cogliere meglio le tendenze. Alcuni numeri-chiave: le entrate tributarie sono aumentate del 30% e quelle extratributarie (bolli, anagrafe, parcheggi, sanzioni ecc.) del 39%. Di contro la spesa corrente è diminuita solo del 6% e quelle per investimenti del 52%. L’analisi è impietosa se si analizzano singole voci di entrate tributarie, come la tassa rifiuti aumentata del 9% e l’imposta comunale IRPEF di oltre 80%.

Le debolezze del bilancio si riflettono inevitabilmente negli indicatori che misurano l’efficacia e l’efficienza di gestione. L’unico indicatore aggregato disponibile è l’indice sintetico di virtuosità, redatto da Regione Lombardia: l’ultimo valore pubblicato classifica Meda agli ultimi posti con l’indice di 32,81 a conferma delle criticità e delle debolezze del bilancio della nostra città.

Un commento finale sul conto del patrimonio: nel 2013 si registra una diminuzione del patrimonio da 69.690.991€ a 67.807.745€, pari a una riduzione di 1.883.246 € che corrisponde al 7% del valore del patrimonio netto.

Gli elementi di positività che pur sono presenti nel rendiconto 2013 – come il rispetto del patto di stabilità interna, la leggera riduzione del debito residuo, la corretta allocazione degli oneri di urbanizzazione – non sono sufficienti per giudicare positivamente questo bilancio. Servono un cambiamento e una svolta che ancora non si sono visti, qui a Meda. Perciò il mio voto è stato contrario all’approvazione di questo rendiconto.

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Il testo completo dalla mia dichiarazione in consiglio:

 

Consiglio Comunale del 28 aprile 2014

Punto 2: Esame e approvazione del rendiconto dell’esercizio finanziario 2013.

Il bilancio consuntivo proposto per approvazione è asfittico e depressivo. Depressivo perché aumenta la pressione fiscale su cittadini e imprese contribuendo a scoraggiare consumi e iniziative imprenditoriali. Asfittico perché le entrate sono utilizzate quasi esclusivamente per le spese correnti come conferma la cifra irrisoria di 245.336 € pari all’1% del bilancio, destinata a investimenti attivati nel 2013.

Sarei ingeneroso se dichiarassi che tutto ciò sia sola ed esclusiva responsabilità di quest’amministrazione. Tutti noi conosciamo la crisi generale che continua a interessare l’Europa e l’Italia. Tuttavia la nostra città non sa ancora interpretare né attuare le misure necessarie a invertire il senso di marcia adottando soluzioni efficaci. Al contrario Meda sta ancora scontando i gravi errori di gestione economica e finanziaria degli ultimi anni e si trova tuttora in una situazione d’instabilità politico-amministrativa per le ben note vicende legate all’esito delle elezioni comunali di due anni fa.

Il bilancio di un ente è lo specchio delle sue virtù e dei suoi vizi. Il bilancio comunale di Meda rappresenta l’immagine di una città statica, bloccata nelle sue istituzioni, incapace di trovare le soluzioni per una piena espressione della sua vitalità che, fortunatamente, è ancora presente in diverse realtà economiche, culturali e artistiche della comunità.

Ciò premesso, la mia analisi del bilancio vuole mettere in evidenza alcuni punti di forza e di debolezza per invitare questa giunta a rivedere le criticità e presentare un bilancio di previsione per il 2014 su basi diverse e migliorative.

La prima considerazione riguarda la situazione dei crediti e dei debiti, tecnicamente dei residui attivi e passivi del biennio 2012 e 2013. L’equilibrio finanziario di questi due ultimi esercizi si fonda in larga parte sui crediti (non riscossi) e sui debiti (non pagati) rispetto ai flussi effettivi di riscossioni e pagamenti. Nel bilancio 2013 le aspettative di recupero dei crediti rappresentano il 22% delle entrate, un livello di molto superiore alla buona pratica e alla media degli anni precedenti. La relazione dei revisori termina con questa nota: “in termini assoluti si rileva l’aumento dei residui attivi al 31.12.2013 rispetto a quelli dell’esercizio precedente e quindi si esorta l’amministrazione comunale a effettuare un costante monitoraggio degli incassi dei residui attivi, attivando, se necessario, le relative procedure di recupero coattivo”. Questa prima considerazione rende evidente come il bilancio sia ancora precario e instabile, in movimento da una situazione debitoria critica verso un graduale maggiore equilibrio. Di conseguenza non è stato ancora possibile liberare le risorse necessarie per investimenti e per lo sviluppo, anche per le politiche adottate finora volte ad aumentare le tasse e le imposte più che ridurre la spesa corrente.

La seconda valutazione riguarda gli scostamenti tra le risorse previste per i programmi (21.925.300,00 €) e le spese effettivamente utilizzate (16.784.036,50 €) con una riduzione del 23,4%. Solo i 3/4 dei programmi annunciati dalla giunta sono stati realizzati, in termini di risultato finanziario non disponendo di altri indicatori che descrivano l’efficacia delle attuazioni di programma. I maggiori scostamenti riguardano le funzioni generali di amministrazione con una percentuale di attuazione del 59%, le funzioni di polizia locale per il 90% e le funzioni di viabilità e trasporti per il 92%. Quindi la capacità di quest’amministrazione a trasformare gli stanziamenti di spesa previsti nel bilancio in altrettanti interventi realmente impegnati, cioè la valutazione dell’efficacia nel raggiungimento degli obiettivi programmati è stata del 77%. L’analisi non si deve fermare a questo solo risultato globale insoddisfacente. Anche nel merito dei programmi annunciati e attuati nella misura ridotta del 77% merita una particolare attenzione la scala delle priorità programmatiche. Cito un dato per tutti: le risorse dedicate alla promozione economica delle attività produttive, commerciali e dei servizi che in momenti di grave crisi richiederebbero il massimo supporto rappresentano lo 0,17% della spesa. Come riferimento, le spese per le attività di sostegno a sport, tempo libero e cultura – che sono altrettanto importanti – sono 20 volte maggiori: 579.871,80 € contro i 27.802,14 € destinati ai programmi di promozione economica. La sinergia tra pubblico e privato, tra Comune e operatori economici, oggi più che mai, deve essere massima anche nella prospettiva di EXPO 2015 e non solo.

La terza considerazione riguarda la dinamica delle entrate e delle spese e il suo impatto sulla natura del bilancio. Se si guarda al saldo finale positivo di 34.496 €, il bilancio sembrerebbe virtuoso. In realtà se si analizzano i capitoli di entrate e di spese, si comprendono i criteri con i quali il pareggio di bilancio è ottenuto, i vizi e le virtù. Io penso che i vizi siano maggiori delle virtù. Ecco qualche esempio che spieghi meglio questa valutazione, considerando l’arco temporale 2010-2013 per cogliere meglio le tendenze di medio periodo del bilancio comunale medese:

  • le entrate tributarie sono aumentate del 30%; da notare che questo aumento sarebbe ancora molto maggiore se le entrate riportassero anche le cifre versate dai Medesi direttamente allo Stato per imposte e tasse comunali (come i 2.016.322 € dell’imposta IMU e i 450.000 € della tassa TARES);
  • le entrate extratributarie (da servizi istituzionali e a domanda individuale come bolli, anagrafe, parcheggi, sanzioni ecc.) sono aumentate del 39%;
  • di contro la spesa corrente è diminuita del 6% e questo sarebbe un dato positivo se non fosse chiaramente sproporzionato confrontato con gli aumenti a doppia cifra delle entrate tributarie;
  • le spese per investimenti, che sono la premessa per lo sviluppo e la crescita della città, sono diminuite del 52% e hanno raggiunto livelli irrisori: nel 2013 sono state avviate spese d’investimento per 245.336 €, l’1,3% del bilancio.

 

Questa analisi diventa ancora più impietosa e di grande preoccupazione se si analizzano le singole voci delle entrate tributarie, ne scelgo due come esempi:

–   la tassa per la gestione dei rifiuti (nei diversi nomi che sono cambiati negli anni) è aumentata del 9%, senza considerare l’ulteriore esborso di 450.000 € dei Medesi direttamente allo Stato nel 2013;

–   l’imposta comunale IRPEF è cresciuta di oltre 80% fino a diventare da ‘addizionale’ un pilastro centrale delle entrate tributarie.

Quest’analisi della struttura di entrate e spese dimostra con crudezza la valenza depressiva di questo rendiconto che toglie sempre maggiori risorse dai bilanci familiari dei Medesi per avere in cambio gli stessi o forse minori servizi e senza neppure avere prospettive di miglioramento in strutture e infrastrutture, come la riqualificazione del centro o una viabilità più sostenibile.

Le debolezze del bilancio si riflettono inevitabilmente negli indicatori che misurano l’efficacia e l’efficienza di gestione. La relazione al bilancio riporta ben 17 indicatori. Purtroppo non esistono siti provinciali né regionali che mettano a confronto gli indici di efficienza dei vari Comuni, raggruppati per aree omogenee di dimensione demografica e di caratteristiche socio-economiche. Invito ancora una volta l’assessore a facilitare la raccolta e l’analisi comparativa di questo indici con la finalità di identificare le aree di possibile miglioramento. Ufficialmente l’unico indicatore aggregato disponibile è l’indice sintetico di virtuosità, redatto da Regione Lombardia: l’ultimo valore pubblicato classifica Meda agli ultimi posti con l’indice di 32,81. Questo conferma l’analisi delle criticità e delle debolezze del bilancio della nostra città che ho riassunto in questa mia relazione.

Un commento breve e finale sul conto del patrimonio, sul quale non è stata dedicata grande attenzione in commissione. Mi limito a notare che nel 2013 si registra una diminuzione del patrimonio da 69.690.991€ a 67.807.745€, pari a una riduzione di 1.883.246 € che corrisponde al 7% del valore del patrimonio netto. L’alienazione di beni del patrimonio comunale non è di per sé una scelta sbagliata se è finalizzata a investimenti che migliorino i servizi alla comunità o la qualità della città. Non mi sembra che questo sia il caso di Meda.

Concludo, gli elementi di positività che pur sono presenti nel rendiconto 2013 – come il rispetto del patto di stabilità interna, la leggera riduzione del debito residuo, la corretta allocazione degli oneri di urbanizzazione – non sono sufficienti per giudicare positivamente questo bilancio. Servono un cambiamento e una svolta che ancora non si sono visti, qui a Meda.

Il mio voto è contrario all’approvazione di questo rendiconto dell’esercizio finanziario del 2013.

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

28 aprile 2014

 

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

One thought on “2013: un bilancio comunale depressivo e asfittico

  1. […] esclusivamente per le spese correnti e non per investimenti di sviluppo. (per approfondimenti vedi: https://vermondoblog.wordpress.com/2014/04/29/2013-un-bilancio-comunale-depressivo-e-asfittico/ […]

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