Pedemontana: serve coinvolgimento per massimizzare benefici e minimizzare rischi

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marzo 26, 2014 di vermondo

vermondo

Nella commissione Territorio e Ambiente di ieri, 25 marzo si è parlato di Pedemontana con sindaco, assessore e consiglieri. Presente anche un discreto pubblico che al termine della commissione ha interagito con un fuori programma di domande e risposte.

Non sono emerse novità per la tratta B2 che interessa Meda insieme con Lentate, Barlassina, Seveso e Cesano. Data l’incertezza e l’instabilità politica degli ultimi anni e la perdurante crisi economica e finanziaria, nessuno dà garanzie sulla fattibilità e sui tempi. Si naviga a vista e si procede passo dopo passo in assenza di una chiara pianificazione.

Si sono contrapposte due visioni. Da una parte chi vede in Pedemontana la sommatoria di tutti i mali possibili per il territorio: pericolo diossina, rischi d’infiltrazione mafiosa, aumento del traffico locale, peggioramento dell’inquinamento. Dall’altra, chi crede che Pedemontana possa essere una buona opportunità di sviluppo della nostra comunità: accesso facilitato alla rete viabilistica regionale, nazionale e internazionale (collegamento con Malpensa, Orio al Serio e le autostrade), occasione per riorganizzare il piano di traffico urbano con nuove infrastrutture (sottopassi, collegamenti viari e tangenziali ecc.), miglioramento dei servizi logistici alle attività economiche locali, disponibilità di risorse per opere di compensazione ambientale nel territtorio.

In medio stat virtus”: questo antico proverbio ben si adatta al caso. Le giuste preoccupazioni dei movimenti ambientalisti e dei gruppi critici verso quest’opera devono essere tenute in grande considerazione. Tre preoccupazioni in particolare. La prima riguarda il controllo rigoroso delle misure di sicurezza collegate all’area contaminata da diossina. La seconda è la massima attenzione per le infiltrazioni illegali nelle aziende incaricate per l’esecuzione dei lavori, consapevoli che il sistema delle opere pubbliche italiane è da lungo tempo segnato da fatti di corruzione e di tangenti. La terza è legata alla pianificazione del traffico indotto da Pedemontana con l’attuazione di tutte le infrastrutture e le misure di raccordo, fluidificazione e mitigazione.

Ho chiesto a sindaco e assessore la massima vigilanza perché i progetti siano chiari, condivisi e attuati in piena collaborazione con i Comuni interessati e con le istituzioni competenti.  Una grande opera come Pedemontana richiede la continua informazione da parte di chi ci amministra sugli obiettivi, sul progetto e sullo stato di avanzamento. L’ultimo incontro pubblico (e forse anche il primo) risale al 2008, sei anni fa.  Non bastano i brevi comunicati sul sito comunale o alla stampa locale. Servono momenti pubblici di confronto con la comunità.

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