Distretto del mobile: è un sogno o un obiettivo?

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febbraio 22, 2014 di vermondo

 

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

E’ un ritornello che spesso ricorre: “occorre fare sistema e organizzare il nostro distretto del mobile”.  Forse si è anche provato a realizzare questo sogno. L’ultima occasione, in ordine di tempo, era stata la creazione della provincia di Monza e della Brianza. Finora, nessun tentativo è riuscito.

Quindi, la domanda è ancora valida: “serve fare sistema e organizzare il nostro distretto del mobile?”. Io non ho dubbi nel rispondere: “certamente sì, serve!”. Oggi più che mai. In un mondo globale è necessario costruire le sinergie per competere. Occorre un approccio ‘glocal’: valorizzare le competenze specifiche e locali; comunicare e commercializzare su scala globale. E viceversa, in modo osmotico. Questo concetto è ancora più valido quando si tratta di artigianato o di piccole e medie imprese, come appunto è il caso della realtà economica medese e brianzola.

‘Fare sistema’ non significa affatto limitare l’iniziativa imprenditoriale individuale.  Al contrario, significa costruire le condizioni perché le iniziative singole abbiano il terreno ideale per crescere meglio e diffondersi con maggiore efficacia.  Significa sostenere la filiera, in tutti i suoi anelli, non solo economici ma anche di formazione professionale, di comunicazione e relazione, di valorizzazione del territorio.

La questione è tornata di attualità per l‘occasione unica di EXPO 2015. Un evento globale, di straordinaria portata che è organizzato vicino a noi, alle porte della Brianza. Quindi c’è agitazione e aspettativa. Servirà a dare uno stimolo alla nostra realtà economica, che è uscita da un periodo d’oro e che sta cercando le vie per rinnovarsi e svilupparsi in sintonia con i cambiamenti esterni?

In questo ambito brianzolo, Meda ha un ruolo centrale. Qui sono cresciuti i pionieri del design nel solco della tradizione artigianale locale. Qui sono nati i brand di arredo più noti al mondo. Qui c’è ancora una delle maggiori concentrazioni di aziende leader del settore del mobile. Ma abbiamo la sensazione che tutto questo sia in equilibrio precario e corra il rischio di perdersi nell’indifferenza e nella rassegnazione. Quindi, che cosa serve oggi a Meda e alla Brianza? Un cambio di marcia, uno scatto d’orgoglio. Innanzitutto, occorre ridare visibilità e valorizzare le realtà presenti sul territorio, attraverso show-room lungo le vie della città, segni tangibili della storia del mobile nelle piazze e in musei interattivi, un tessuto urbano – a partire dal suo centro – che sia ospitale e accogliente per i visitatori, oltre che per chi ci abita e lavora. La città deve tornare a respirare l’atmosfera del mobile e del design. Le attività economiche di filiera vanno sostenute e incoraggiate attraverso tutte le forme di supporto infrastrutturale per rendere più efficienti la mobilità, i collegamenti e le possibilità di espansione. Meda e la Brianza devono diventare centro di riferimento per le conoscenze tecnologiche e per la formazione professionale. Qui devono essere sviluppati e diffusi gli standard di qualità e le norme tecniche internazionali dei prodotti e delle procedure di fabbricazione che sono essenziali per accedere ai mercati globali e alle grandi commesse.

Il progetto ‘Brianza Experience’ costituito da 10 comuni brianzoli può essere un piccolo germe per ‘fare sistema’ e andare nella direzione sopra descritta.  Meda ha tutte le carte da giocare in questa partita per assumere un ruolo proattivo e di guida per mirare alla costruzione del distretto brianzolo del mobile in una visione che va oltre l’EXPO 2015.

Vermondo Busnelli

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Testo dell’accordo BRIANZA EXPERIENCE La via del saper fare

LA PREMESSA. Il progetto Expo 2015 è un’opportunità non solo per il polo espositivo di Rho-Pero, ma per tutti i territori capaci di esprimere, offrire e mettere in scena le loro specificità, la loro vocazione a realizzare progetti di eccellenza. Progetti in grado di far diventare attrattivi territori e città minori per il periodo dell’evento internazionale, ma anche con effetti significativi di legacy, in termini di benefici futuri e duraturi.

In quest’ottica alcuni Comuni, legati dalla cultura produttiva nel campo del design e dell’arredo, hanno elaborato una proposta comune capace di mettere a sistema gli elementi di maggiore interesse sul piano culturale, turistico e produttivo, in grado di attrarre turisti italiani e stranieri che potranno cogliere l’opportunità della visita ad Expo per estendere a un territorio più vasto la loro permanenza in Lombardia.

Per raggiungere l’obiettivo è necessaria la collaborazione da parte di tutti i soggetti pubblici e privati che costituiscono le eccellenze presenti sul territorio coinvolto.

I COMUNI PROMOTORI. In quest’ottica, i Comuni di Cabiate, Cantù, Carugo, Figino Serenza, Giussano, Lentate sul Seveso, Lissone, Mariano Comense, Meda e Seregno si sono incontrati per valutare la fattibilità e/o l’opportunità di organizzare eventi o mettere in campo strategie comuni per partecipare attivamente a EXPO 2015.

Si tratta di Comuni con caratteristiche di omogeneità sotto il profilo economico e produttivo (legato principalmente al design, all’arredo ed al legno).

IL CONTESTO STORICO DELLA BRIANZA. Geograficamente la Brianza è una zona della Lombardia situata tra le valli del fiume Seveso e dell’Adda, che si estende dalla pianura monzese fino alle Prealpi.
L’elemento che la caratterizza è un comun denominatore economico- industriale-storico.

La produzione di arredi e, più in generale, il sistema legato al design in tutte le sue forme (dalla progettazione fino alla realizzazione e commercializzazione del prodotto), appare come il principale fattore aggregante della popolazione e del territorio brianzolo, la cui tradizione nella produzione mobiliera parla di un passato di primogenitura e di leadership molto forte testimoniata da uno sviluppo che inizia già nel secolo XIX.

L’economia era ancora prevalentemente agricola e, a causa delle caratteristiche collinari del terreno nell’area del Comasco (Cantù), risultava poco redditizia rendendo necessario sviluppare altre attività che integrassero i redditi degli agricoltori.

Le caratteristiche paesaggistiche di pregio del territorio, congiuntamente alla vicinanza con Milano, ne fecero un luogo di villeggiatura privilegiato da parte della nobiltà e della borghesia milanese, che cominciò ad esprimere una domanda di mobili di qualità per arredare le proprie residenze, prima nell’area più prossima a Milano (Lissone) e in seguito proseguendo verso il lago di Como (Cantù).

Si sviluppò così gradualmente una produzione mobiliera di tipo artigianale, inizialmente affiancata e sostenuta da quella agricola.

Il mercato inizialmente fornito era quello locale che, richiedendo una produzione “su misura”, non giustificava ancora una organizzazione di tipo industriale.
In seguito, a partire dalla zona di Lissone, nacquero le prime iniziative di carattere industriale che esportarono una buona parte della produzione in tutta Italia e contribuirono significativamente a far conoscere il prodotto brianzolo all’esterno del suo territorio.

La nuova concezione del mobile neoclassico – ispirato al Chippendale – che, definendo strutturalmente ogni singolo pezzo, permetteva la costruzione del mobile scomposto in parti, e poi assemblato per la vendita, favorì la nascita di una varietà di specializzazioni, dagli intagliatori ai tornitori, dai lucidatori ai laccatori, dai decoratori, ai tappezzieri e ai produttori di macchine per la lavorazione del legno.

Già a partire dai primi anni del 1800 l’artigianato lissonese del mobile iniziò ad avere le caratteristiche di un distretto produttivo riconoscibile. Intorno al 1850 un processo simile di nascita e sviluppo del distretto del mobile avvenne anche nell’area del Canturino dove mantenne però una dimensione più artigianale.

Il mercato prevalente era costituito dalla borghesia del nord Italia anche se non mancavano incursioni degli artigiani mobilieri brianzoli anche in mercati lontani, e persino esteri.

Con il consolidarsi della professione nacquero specializzazioni di fase e la filiera produttiva andò articolandosi ed arricchendosi, anche grazie al fatto che geograficamente era immersa nell’area certamente più dinamica del Paese, che procedeva speditamente nel nascente processo di industrializzazione e che beneficiava dello spettacolare sviluppo della meccanica.

La specifica tipologia di prodotto – il mobile su misura di qualità – ha inoltre fortemente contribuito a coltivare e sviluppare creatività e innovazione.
La ricerca del bello, dell’eleganza, del pezzo unico si è sempre accompagnata con la ricerca della soluzione tecnica, attraverso la consuetudine a lavorare con architetti o stilisti di fama internazionale, privilegiando soprattutto il rapporto con i designers, la cui creatività ha aperto la strada a un nuovo modo di concepire l’arredo, più vicino alle esigenze delle persone, così come a una più alta ed etica qualità della vita.

Il Concorso Internazionale del Mobile e le Selettive a Cantù, le Settimane Lissonesi, le Biennali dello Standard a Mariano Comense sono stati eventi culturali quasi contemporanei del passato, che hanno contribuito in modo straordinario al rinnovamento del mobile italiano e promosso nel mondo la qualità di arredi, complementi, tecnologie che hanno innovato e rivoluzionato la vita di tutti i giorni, introducendo nuove forme, materiali, colori, funzioni ed emozioni. Hanno caratterizzato il territorio durante gli anni del boom economico, garantendo lo sviluppo di un sistema di rete che ha contraddistinto l’area lombarda come una delle più fertili nel panorama internazionale del design. Sono stati espressioni dell’evoluzione economica, sociale e industriale del Made in Italy e di un territorio, il nostro, nel quale, da sempre, il concetto di alto artigianato e innovazione appartiene all’operosità quotidiana di tutti gli imprenditori.

La voglia e la necessità di sperimentare ha costruito poco alla volta una consuetudine ed una predisposizione verso un processo di continua innovazione.
Ne è emerso un distretto che viene unanimemente considerato l’Università italiana del mobile.

LE AZIONI IN CORSO. Alcuni soggetti del nostro territorio hanno costituito nel 2013 un Tavolo di lavoro per Expo con il Comune di Monza: Provincia MB, Camera di Commercio MB, Confindustria MB, Assolombarda, Confcommercio MB, APA Confartigianato MB, CGIL, CISL, UIL, Unione Artigiani della Provincia di Monza e Brianza, Università degli Studi di Milano Bicocca, Coldiretti MB, Assimpredil ANCE MB, Consorzio Villa Reale e Parco di Monza, Nazionale Monza SIAS e Fondazione Gaiani.

La Camera di Commercio MB, Confindustria MB, APA Confartigianato MB e altre organizzazioni del mondo economico hanno costituito un’ATS, Associazione Temporanea di Scopo finalizzata alla partecipazione agli appalti di Expo.

Il prossimo febbraio il Comune di Monza con Camera di Commercio Monza e Brianza costituiranno una società per la promozione del territorio di Monza e Brianza sia per il turismo che per le convention aziendali (Convention Bureau). Sul sito della società troverà spazio anche il nostro progetto.

La città, oltre ad ospitare la Triennale con il suo nuovo Museo nella Villa Reale e altre manifestazioni ed eventi in collaborazione anche con la Regione Lombardia, sarà sede di rappresentanza ufficiale di Expo 2015.

Il Comune di Monza ha dato la sua massima disponibilità a supportare tutti i Comuni partecipanti nella loro azione di creazione del consenso attorno al comune progetto Brianza Experience.

UN TEMA POSSIBILE PER LA BRIANZA: LA CREATIVITÀ NEL SEGNO DEL DESIGN E LA STORIA DEL MOBILE. Uno dei temi più interessanti, e filo rosso per le proposte per Expo, è costituito dalle testimonianze del forte legame tra il momento dell’ideazione, quello della progettazione tecno-poetica da parte dei designers e, quindi, della realizzazione di forniture e oggetti d’arredo.

La declinazione di questo tema avverrà attraverso l’organizzazione di una serie di eventi culturali che illustrino e mostrino l’eccellenza dell’attività artistica e manifatturiera brianzola.

Questa produzione costituisce un elemento di grande rilevanza sia per l’intero territorio del Distretto del Mobile, concentrato nelle province di Monza (Lissone, Giussano, Lentate sul Seveso, Meda, Seregno) e di Como (Cantù, Cabiate, Carugo, Figino Serenza, Mariano Comense).

LA PROPOSTA. I Comuni coinvolti stanno mettendo a punto un progetto intercomunale i cui assi tematici sono i temi del lavoro, della progettazione e produzione, della cultura e del design, della creatività e del cibo, che si sviluppa attraverso una serie di azioni, tra cui:

– l’organizzazione di mostre,

– l’organizzazione di eventi,

– l’organizzazione di convegni e tavole rotonde (con e/o su noti 
designer)

– l’apertura al pubblico di aziende rappresentative,

– l’apertura al pubblico di botteghe artigiane,

– l’apertura al pubblico di dimore e ville storiche,

– l’apertura al pubblico di musei pubblici e privati.

I soggetti coinvolti in questa iniziativa sono accomunati da una sensibilità verso la necessità di azioni a favore dello sviluppo sostenibile, con obiettivi di miglioramento ambientale, economico e sociale.

Il territorio coinvolto, caratterizzato dalla presenza di uno storicamente radicato Distretto del mobile, che si è consolidato grazie a una profonda attitudine al lavoro, a una cultura “delle cose fatte bene”, a una forte creatività e apertura all’innovazione, si sente co-responsabile dei destini comuni, e ritiene, con le risorse a disposizione, di poter contribuire a tracciare nuovi percorsi del fare, nuovi modi di produrre ricchezza, nuovi modi di fondere cultura, sapere, prodotti, ambiente e qualità della vita.

Il progetto si propone di “rileggere” il settore del mobile, e le sue articolazioni con il territorio, alla luce dei criteri di sostenibilità economica, sociale e ambientale, in vista di un suo miglioramento, rilancio e promozione.

Per garantire la riuscita del progetto sarà necessaria la massima collaborazione e il coordinamento tra tutti i soggetti.

Saranno coinvolte istituzioni pubbliche e private come:

– la Triennale di Milano,

– le Camere di Commercio di Monza e Como,

– le associazioni di categoria (Industriali, Commercianti, Artigiani),

– il MAC-Museo d’Arte Contemporanea di Lissone e il Premio Lissone 
Design,

– il Museo Riva 1920 di Cantù,

– la Biblioteca del mobile e dell’arredamento di Lissone,

– gli archivi storici quali Caprotti (Monza), Cassina (Meda), Fondazione 
Ratti (Como),

– i centri di formazione, come ad esempio l’Istituto IPSIA di Lissone, la 
Fondazione ENAIP Lombardia di Cantù, il Liceo Artistico e la Scuola d’Arte F. Melotti di Cantù, ASLAM Scuola del legno di Lentate sul Seveso; l’Istituto di Istruzione Superiore Amedeo Modigliani, l’Istituto Statale d’Arte, il Liceo Artistico di Giussano, il CFP Giuseppe Terragni di Meda,

– gli show room delle aziende più attente alla storia del design,

– i proprietari delle dimore storiche,

– le associazioni per la valorizzazione e la tutela del patrimonio storico 
come il FAI.

Al fine di rendere maggiormente concreto il progetto e creare altre sinergie, riteniamo sia opportuno attivare la partecipazione di altri comuni della Brianza e, soprattutto, delle città capoluogo, Monza e Como.

Questo per:

– La loro notorietà a livello internazionale,

– La capacità attrattiva legata all’offerta turistica ed alle bellezze 
naturali, architettoniche, culturali, storiche presenti

– Il loro stretto legame con il mondo produttivo della Brianza sin dalle origini (i primi mobili sono stati prodotti per le residenze della borghesia milanese)

– La presenza della Villa Reale a Monza

– La presenza della Triennale a Milano

– Le opere del razionalismo a Como (Terragni, ecc….)

IL MODELLO DI PARTECIPAZIONE ALL’INTERNO DI OGNI COMUNE. Per l’attivazione del progetto si ritiene utile elaborare un modello di partecipazione che metta in relazione le diverse amministrazioni comunali con altri partner pubblici, con soggetti privati, con il mondo dell’associazionismo, degli ordini professionali, il mondo economico con quello della cultura, in un dialogo e confronto attivo, aperto, propositivo, che porti alla concretizzazione della maggior parte dei progetti proposti.

L’ACCOGLIENZA E IL TURISMO. L’offerta turistica sarà integrata con il coinvolgimento di una serie di soggetti attivi nel campo nell’enogastronomia per l’organizzazione di eventi legati al tema del cibo, dei sapori della tradizione, tema cardine della manifestazione Expo. 
Grande importanza avranno anche i gestori delle strutture ricettive: dovranno formulare proposte sia low cost sia di alto livello per rispondere efficacemente alle esigenze diversificate dei turisti.

Sarà differenziata anche l’offerta delle tipologie di accoglienza: agriturismo, alberghi, Bed & Breakfast, maison de charme, ville di delizia della Brianza.

I trasporti. Per raggiungere i 10 Comuni promotori, i visitatori potranno utilizzare le linee del trasporto pubblico ferroviario FS e Trenord, oltre alle autolinee urbane Brianza Trasporti, CTNM, AIR PULLMAN (S9, S11, C80, C45, C81, C82, Z150, z221, z231, z232).

Il car sharing. Nel Comune di Giussano è attivo un servizio di car sharing.
Nel Comune di Mariano Comense è attivo un servizio di car sharing elettrico (rete E-vai).
Nel Comune di Meda è attivo il servizio di car sharing per la mobilità intra comunale, per i collegamenti con i poli urbani più importanti e con l’Expo stessa.

LE RISORSE ECONOMICHE. Un progetto così articolato e complesso costituirà un’eredità importante per il territorio della Brianza monzese e comasca a patto che la legacy sia evidente sin da ora.
Questo aspetto consentirà il coinvolgimento del capitale privato che andrà ad integrare le risorse erogate dai soggetti pubblici e dalle associazioni di categoria.

LA TEMPISTICA.

Livello di attuazione: in fase di elaborazione

Tempi di attuazione:

2014: fase di avvio, sperimentazione, anteprima da realizzarsi con eventi congiunti/coordinati nei mesi di settembre/ottobre 2014

2015: lancio e messa a regime

2016: eventi con cadenza periodica.

 

PROTOCOLLO D’INTESA
PER LA PROMOZIONE DI INIZIATIVE ECONOMICHE, COMMERCIALI, CULTURALI E DI MARKETING TERRITORIALE IN OCCASIONE DI EXPO 2015 

L’anno 2014 il giorno XX del mese di Febbraio alle ore xx, presso il Comune di …………, per la sottoscrizione del presente Protocollo di Intesa si sono riuniti i seguenti soggetti:

Comune di Lissone, in persona del sindaco, dott.ssa Concettina Monguzzi, autorizzata alla sottoscrizione del presente atto con deliberazione G.C. n. del per legge;

Comune di Cantù, in persona del sindaco
Comune di Cabiate, in persona del sindaco

esecutiva

Comune di Carugo, in persona del sindaco

Comune di Giussano, in persona del sindaco

Comune di Lentate sul Seveso, in persona del sindaco

Comune di Mariano Comense, in persona del Commissario Straordinario

Comune di Meda, in persona del sindaco

Comune di Seregno, in persona del sindaco

Comune di Figino Serenza, in persona del sindaco

PREMESSO CHE:

– presso la città di Milano nell’anno 2015 si terrà il Grande Evento dell’Esposizione Universale “Expo Milano 2015”;

– in data 19 dicembre 2012 il Comune di Monza ha sottoscritto con Expo 2015 S.p.A. un Protocollo d’Intesa, teso a realizzare una reciproca collaborazione – tramite specifici progetti e attività delle istituzioni del territorio di Monza e Brianza, delle rappresentanze del mondo delle imprese;

– il territorio della Brianza monzese e comasca è noto a livello internazionale oltre che per il proprio patrimonio artistico e culturale, altresì per l’alta densità di imprese presenti e attive nei settori: produttivo, turistico, dei servizi, manifatturiero nel campo del design, dell’arredo e della lavorazione del legno;

– il territorio della Brianza monzese e comasca – attraverso le azioni dei soggetti firmatari del presente Protocollo d’intesa (di seguito le Parti), nonché di ulteriori partner e soggetti pubblici e privati che condividendo le finalità del presente protocollo aderiscano successivamente, si propone di organizzare una serie di iniziative sinergiche con quelle dell’Esposizione Universale “Expo Milano 2015”, volte a valorizzare e promuovere il territorio stesso nella sua interezza; tali iniziative confluiranno nel Progetto “Brianza Experience – La via del saper fare” (di seguito anche “Progetto”), volto ad individuare una via del design e dell’arredo che partendo da Milano-Monza si snodi lungo il territorio di tutti i Comuni partecipanti e sviluppi ulteriori iniziative di marketing territoriale, con un’attenzione particolare ai temi dello sviluppo sostenibile.

Richiamato l’art. 3 c. 2 D.Lgs. 267/00 che pone in capo ai comuni in particolare la cura degli interessi e dello sviluppo della propria comunità;
Visto l’art. 15 L. 241/1990 in base al quale le Pubbliche Amministrazioni possono sottoscrivere accordi fra di loro per lo svolgimento in comune di attività;

Che il presente atto è stato approvato nelle forme di legge da ciascuna Amministrazione sopra indicata;
Tutto ciò premesso, si conviene e stipula quanto segue.

1. Premesse e Allegati. Le Premesse e gli Allegati costituiscono parte integrante e sostanziale del presente Protocollo d’intesa.

2. Oggetto del Protocollo d’intesa. 
ll Protocollo d’Intesa viene stipulato nell’ambito degli interessi istituzionali delle Parti e ai fini dell’attuazione delle azioni e degli interventi necessari alla promozione del territorio della Brianza, delle sue imprese, delle sue attività, delle sue iniziative economiche, dei suoi servizi e del suo patrimonio artistico e culturale ed in particolare per l’organizzazione di una serie di iniziative sinergiche con quelle dell’Esposizione Universale “Expo Milano 2015”, volte a valorizzare e promuovere il territorio stesso nella sua interezza; tali iniziative confluiranno nel Progetto “Brianza Experience” (di seguito anche “Progetto”), volto ad individuare una via del design e dell’arredo che partendo da Milano-Monza si snodi lungo il territorio di tutti i Comuni partecipanti e sviluppi ulteriori iniziative di marketing territoriale.

3. Impegni delle Parti
. Con il presente Protocollo di Intesa le Parti:

– si costituiscono in un’aggregazione finalizzata alla realizzazione del Progetto, le cui attività e compiti sono definiti dal presente protocollo e dagli atti assunti sulla base degli strumenti di coordinamento qui previsti;

– riconoscono che le iniziative costituenti il Progetto potranno mutare nel corso della durata del presente Protocollo d’intesa;

– riconoscono il Comune di Lissone quale Ente Capofila del Progetto, della costituenda aggregazione e referente nei confronti di tutte le Parti;

– si impegnano a reperire le risorse economiche e i mezzi eventualmente necessari per il cofinanziamento del Progetto e delle singole iniziative costituenti il Progetto cui aderiscono;

– si impegnano a svolgere le attività di cui al progetto e di competenza di ciascuna di esse e a collaborare per la buona riuscita del progetto.

– si impegnano a utilizzare i segni distintivi del progetto “Brianza Experience” e gli ulteriori derivati relativi ai singoli progetti o aree di progetti, previa autorizzazione da parte del Comitato Esecutivo.

4. Assemblea Generale. 
L’Assemblea Generale è costituita dai legali rappresentanti delle Parti o dai soggetti dagli stessi delegati.

L’Assemblea Generale è convocata:

– in via ordinaria, entro l’ultimo giorno di ogni mese a far data dalla sottoscrizione del presente Protocollo d’Intesa;

– in via straordinaria, ogni qualvolta il Comitato Esecutivo lo ritenga necessario o su richiesta della maggioranza delle Parti o su richiesta del Presidente.

La richiesta dì convocazione straordinaria dovrà essere diretta per iscritto al Presidente del Progetto e dovrà indicare gli argomenti da porre all’ordine del giorno.
L’Assemblea Generale, in convocazione ordinaria e straordinaria, è convocata dal Presidente del Progetto, con avviso da spedirsi alle Parti almeno 8 giorni (ordinaria) o 4 giorni (straordinaria) prima della data della riunione e contenente l’indicazione del luogo, del giorno e dell’ora della riunione, nonché il relativo ordine del giorno.
L’Assemblea Generale è valida in presenza della metà dei Comuni sottoscrittori; le sue deliberazioni sono prese a maggioranza dei voti dei presenti.
Le deliberazioni dell’Assemblea Generale vengono constatate mediante verbale, sottoscritto dal Presidente del Progetto e trasmesse dalla segreteria amministrativa a tutte le Parti.

Spetta all’Assemblea Generale:

(i)  stabilire l’azione a breve termine dell’aggregazione e approvare i piani di esecuzione del Progetto a medio e lungo termine, i relativi cronoprogrammi e i budget di spesa;

(ii)  approvare il piano di impiego dei fondi e i mezzi messi a disposizione da ciascuna Parte per le iniziative volte alla realizzazione del Progetto o a tal fine reperiti mediante finanziamento o contributi di terzi;

(iii)  approvare il piano di comunicazione predisposto dal comitato esecutivo;

(iv)  individuare gli enti chiamati a far parte del comitato esecutivo, in sostituzione o in aggiunta a quelli individuati con il presente atto;

(v)  individuare il Comune capofila in sostituzione di quello individuato dal presente Protocollo;

(vi)  prendere atto del recesso dei Comuni sottoscrittori;

(vii) svolgere le ulteriori attività previste dal presente protocollo.

5. Comitato Esecutivo
. Le Parti individuano i rappresentanti dei Comuni di Lissone, Cantù, Mariano Comense, Meda, Carugo e Giussano quali membri del Comitato Esecutivo, le cui attribuzioni saranno le seguenti:

(i)  deliberare sulle questioni che vengono loro demandate dall’Assemblea Generale;

(ii)  attivare e sciogliere eventuali tavoli di lavoro e comitati tecnici per determinati scopi, lavori e iniziative;

(iii)  approvare le direttive per il buon funzionamento dell’aggregazione al fine della realizzazione del Progetto;

(iv)  verificare e validare i progetti presentati dai singoli enti in relazione alle finalità del presente protocollo d’intesa;

(v)  autorizzare le Parti e i terzi a utilizzare il nome, il logo o i segni distintivi del progetto;

(vi) definire un piano di comunicazione e dare le direttive per la sua esecuzione.

Il Comitato Esecutivo si riunirà ogniqualvolta lo riterrà necessario e in sede di Assemblea Generale riferirà alle Parti in merito alle proprie decisioni e alle nuove azioni esperite per la realizzazione del Progetto e può individuare proprie modalità di organizzazione idonee a garantire l’efficacia delle proprie decisioni.
Il Comitato Esecutivo è validamente costituito quando sia presente la maggioranza dei suoi componenti in carica e le delibere devono essere assunte a maggioranza dei presenti.
Il Comitato Esecutivo, costituito ai sensi del presente punto 5, dura in carica per tre anni. La sua composizione potrà essere confermata o modificata alla sua scadenza dall’Assemblea Generale, o per motivi straordinari anche in altro momento.
Delle riunioni del Comitato Esecutivo verrà redatto verbale, che verrà trasmesso dalla segreteria amministrativa a tutte le Parti.

6. Comune capofila – Presidente del Progetto
. Il Presidente del Progetto è il legale rappresentante del Comune capofila, individuato nel Comune di Lissone.

Spetta al Presidente:
- esercitare la rappresentanza dell’aggregazione;
- con il supporto del Comitato Esecutivo, coordinare le attività volte alla realizzazione del Progetto;
- con il supporto del Comitato Esecutivo, dare esecuzione alle decisioni dell’Assemblea Generale e del Comitato Esecutivo.

Presso il Comune capofila è attivata la segreteria del progetto, con la partecipazione di un rappresentante di ogni Comune membro del Comitato Esecutivo.
Spettano alla Segreteria le incombenze connesse alla predisposizione degli atti, progetti, azioni in attuazione del Protocollo, oltre alle incombenze connesse al funzionamento degli Organi previsti dal presente Protocollo.

7. Partecipazione di nuove Parti
. Qualora all’aggregazione vogliano partecipare Comuni diversi dalle Parti, questi ultimi dovranno farne esplicita richiesta al Presidente.
Il Presidente presenterà la richiesta all’Assemblea, che avrà il potere di decidere, a maggioranza dei voti presenti, sull’ingresso del nuovo partecipante.

8. Recesso
. Ogni parte avrà il diritto di recedere dal presente Protocollo d’Intesa, mantenendo fede agli impegni sottoscritti e alle iniziative assunte sino alla data di recesso, ancorché gli stessi abbiano effetti successivi al recesso nei limiti dei budget approvati, dandone comunicazione entro il mese di settembre all’ente capofila. Il recesso ha effetto dal 1 gennaio dell’anno successivo, salvo che per gli effetti di cui sopra.

9. Approvazione, pubblicazione, effetti, decadenza e durata. 
Il presente Protocollo di Intesa viene sottoscritto per approvazione dai legali rappresentanti delle Parti o da loro delegati.
Le attività programmate sono vincolanti per le Parti, che si assumono l’impegno a realizzarle.
Il presente Protocollo di Intesa ha decorrenza dalla data di sottoscrizione e ha durata fino al 31 dicembre 2020 salvo quanto sotto specificato.
A decorrere dal 2015 ogni anno l’Assemblea Generale entro il mese di dicembre delibera la continuazione dell’attività per l’esercizio successivo.

Letto, approvato e sottoscritto

Firma dei rappresentanti delle Parti
Comune di Lissone, il sindaco, dott.ssa Concettina Monguzzi Comune di Cantù,
Comune di Cabiate,
Comune di Carugo,
Comune di Giussano,
Comune di Lentate sul Seveso,
Comune di Mariano Comense,
Comune di Meda,
Comune di Seregno,
Comune di Figino Serenza

 

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