E’ ora di cambiare le politiche del territorio…

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dicembre 23, 2013 di vermondo

matteotti

… ovvero la variante del PGT è l’occasione per rilanciare Meda. Non perdiamola!

 

Oggi, 23 dicembre, abbiamo protocollato in Comune la proposta dell’associazione Meda per Tutti per la variante del PGT. La proposta s’incardina sulle tre priorità che servono al rilancio della nostra città: 1) riqualificare il centro; 2) favorire le attività economiche, produttive, commerciali e dei servizi; 3) assicurare un sistema integrato e sostenibile della mobilità.

E’ un documento di 17 pagine che parte dagli obiettivi prioritari e illustra i programmi necessari per il loro raggiungimento, con proposte concrete. Grande importanza è riservata al metodo di lavoro necessario ad assicurare un ampio ed efficace confronto con la comunità medese per condividere le finalità e le modalità attuative.

La complessità dell’attuale situazione urbanistica di Meda richiede l’uso sapiente degli strumenti disponibili come la sostituzione edilizia, la perequazione, la compensazione urbanistica e l’incentivazione/disincentivazione. Sono anche allegate due proposte di riqualificazione del centro urbano con due approcci diversi: uno più ‘conservativo’ che privilegia il recupero e la ristrutturazione dell’edificato esistente e un altro più ‘innovativo’ che ipotizza interventi di sostituzione edilizia, cioè di abbattimento e ricostruzione di parti del centro cittadino.

Crediamo che la proposta di Meda per Tutti possa aiutare la nostra città e comunità a raggiungere obiettivi di equilibrio tra economia ed ecologia, tra esigenze lavorative e residenziali ridefinendo meglio i comparti urbanistici, ognuno con la propria funzione prevalente: produttivo nei poli Einaudi-Trieste-AT1; commerciale sull’asse Matteotti-Indipendenza; di servizi nella zona centrale; ambientale/paesaggistico lungo il Tarò, con le ramificazioni nella città e ai parchi, in particolare della brughiera e del bosco delle querce.

Il documento affronta i nodi critici che la nostra comunità deve sciogliere per riattivare un percorso virtuoso di rilancio e che abbiamo iniziato a presentare anche al convegno del 19 settembre 2013, con grandissimo successo di partecipazione a prova dell’importanza del tema. I nodi sono: il superamento della barriera ferroviaria; la ridefinizione delle aree produttive e delle zone miste; le strade tangenziali e i parcheggi; i percorsi paesaggistici lungo il Tarò e attraverso i parchi del bosco delle querce e della brughiera; il ricorso alle tecnologie della smart city per informare in tempo reale le criticità di traffico e viabilità.

L’approvazione della variante del PGT darà risultati tanto migliori quanto maggiore sarà la condivisione di obiettivi, metodo e strumenti con la comunità medese. Occorre stimolare, con tutti i mezzi possibili, il contributo più ampio d’idee, proposte e progetti attraverso un largo e strutturato confronto.  La condivisione della visione della Meda futura richiede l’adesione più larga possibile anche tra le forze politiche che hanno la responsabilità di approvare e assicurare l’attuazione coerente nel tempo delle decisioni strategiche che sono collegate al PGT e alle sue varianti, pur nella naturale alternanza delle maggioranze di governo della città. Nello spirito della collaborazione, questa nostra proposta già nasce dal confronto d’idee e valutazioni elaborate non solo con i soci e sostenitori della nostra associazione ma anche con esperti indipendenti e dallo studio di documenti esistenti, come per esempio quello della consulta urbanistica del 2005. E siamo aperti ad accogliere ogni proposta che porti altri e nuovi contributi d’idee e di progetti.  Non possiamo sprecare ancora l’occasione per riprogettare la nostra città per un futuro migliore che assicuri uno sviluppo sostenibile alla nostra e alle future generazioni.

Associazione Meda per Tutti

_____________________ 

al Comune di Meda

Protocollo Generale

Suggerimenti e proposte dell’associazione Meda per Tutti per il procedimento della VARIANTE DEGLI ATTI COSTITUENTI IL PIANO DI GOVERNO DEL TERRITORI della Città di Meda 

Dicembre 2013 

La variante del PGT è l’occasione per ridiscutere la visione della Meda futura, individuare il percorso migliore per raggiungere gli obiettivi definiti attraverso una larga partecipazione dei Medesi e per l’utilizzo degli strumenti urbanistici utili alla realizzazione dei programmi attuativi.

La nostra visione della Meda futura 

Proponiamo che la “variante degli atti costituenti il piano di governo del territorio” focalizzi le priorità che noi riteniamo urgenti per lo sviluppo sostenibile di Meda e della nostra comunità.  Le modifiche all’attuale PGT potranno dare impulso positivo alla crescita economica, culturale e sociale della nostra città con il miglioramento della vivibilità se orientate secondo le priorità indicate:

  1. riqualificare il centro;
  2. favorire le attività economiche, produttive, commerciali e dei servizi;
  3. assicurare un sistema integrato e sostenibile della mobilità.

 

Ripartire dal centro

La riqualificazione del centro urbano resta per noi la priorità di Meda. La nostra proposta di variante del PGT si fonda sulla convinzione che Meda non debba consumare altro suolo disponibile ma orientare i futuri interventi alla riqualificazione, alla ristrutturazione e all’ammodernamento dell’edificato esistente che è, in larga parte, sottoutilizzato e mal conservato.  Un moderno e lungimirante piano di rinnovamento del patrimonio esistente consentirebbe di raggiungere gli obiettivi di risparmio energetico, di ottimizzazione degli spazi e dei volumi urbani, di miglioramento della funzionalità e della bellezza degli edifici, partendo dal suo centro.  A questo scopo una ricognizione aggiornata e puntuale del patrimonio edilizio comunale, privato e pubblico, fornirebbe le informazioni necessarie per un’analisi corretta e per le valutazioni sulle priorità delle variazioni del piano di governo del territorio.

L’evento “quale CENTRO per MEDA 2020?” organizzato dalla nostra associazione il 19 settembre 2013 ha dimostrato la grande sensibilità e attenzione dei Medesi su questi temi, con particolare riferimento al centro urbano quale punto di partenza per un percorso virtuoso di rilancio dell’intera città di Meda.  Si allega la pubblicazione distribuita ai Medesi in questa occasione, che illustra le ragioni dell’urgenza e le indicazioni più dettagliate per orientare la riqualificazione del centro cittadino (allegato 1).  Sempre sul miglioramento del centro urbano è dedicata anche la proposta dell’allegato 2, che sarà commentata più avanti, nel capitolo dedicato agli strumenti urbanistici.

Sostenere l’economia locale

Il sostegno alle attività economiche significa assicurare agli operatori le condizioni di crescita e sviluppo in aree attrezzate con infrastrutture e servizi per migliorare le condizioni di competitività sui mercati.  Significa anche favorire le sinergie sul territorio tra luoghi di formazione professionale, attività di ricerca e sviluppo, strutture di promozione in sussidiarietà tra privato e pubblico, mettendo al centro la tradizione del mobile e del design. In quest’ottica, diventa urgente anche il ripensamento delle attuali zone miste per facilitare le trasformazioni e le ristrutturazioni conseguenti ai cambiamenti sociali ed economici della comunità, riallocando volumi e riadattando le norme tecniche in funzione delle nuove priorità, con l’utilizzo degli appropriati strumenti urbanistici.

Assicurare un traffico sostenibile per una città vivibile

Un piano di mobilità sostenibile richiede la risoluzione urgente e non più rinviabile del superamento della barriera ferroviaria con la realizzazione di sottopassaggi o di altre eventuali migliori e fattibili alternative, che assicurino con efficacia l’obiettivo di collegamento tra le due parti della città divise dalla ferrovia.  In questo contesto dovrà essere anche valutata la fattibilità e opportunità di convertire l’attuale sottopassaggio pedonale, sull’asse delle vie Matteotti-Indipendenza, in uno veicolare, eventualmente a senso unico,  contestualmente alla realizzazione del nuovo sottopassaggio previsto dal progetto di riqualificazione della stazione Ferrovie Nord.  Se fattibile questo sottopassaggio veicolare centrale sarebbe ausiliario e sinergico ai due ‘varchi’ principali previsti ai punti Nord-Est e Sud-Ovest della città. L’urgenza del superamento della barriera ferroviaria richiede la ricerca di finanziamenti che assicurino la realizzazione nei prossimi anni degli interventi necessari, anche prevedendo e anticipando sin d’ora eventuali cambi di programma del piano di opere sul territorio di Meda connesse ai lavori di Pedemontana.

Occorre definire e completare le strade tangenziali per convogliare il traffico commerciale e veloce lungo le direttrici Meda Nord-Ovest (asse Seveso-Angeli Custodi), Meda Nord-Est (asse Einaudi-Gorizia) e Meda Sud (asse Vignazzola) in raccordo con la Provinciale SS35 e futura tratta B2 Pedemontana.

Il ridisegno e la distribuzione delle aree parcheggio diventano critici per la razionalizzazione del traffico urbano.

Parallelamente occorre progettare percorsi di viabilità ciclo-pedonale che colleghino le zone della città (piazze, servizi, parchi, passaggi lungo i corsi d’acqua ecc.) con il bosco delle querce e il parco della brughiera.  Queste due importanti aree di verde all’interno del territorio medese devono essere rese più fruibili per attività educative, ricreative e del tempo libero con interventi che ne preservino il patrimonio ambientale e al tempo stesso ne favoriscano l’uso sostenibile, con grande beneficio per la nostra comunità.  La valorizzazione dell’area ‘fornaci’ potrebbe diventare naturale ingresso medese al parco della brughiera.  I miglioramenti e collegamenti all’interno del territorio medese si devono integrare con quelli sovraccomunali, come per esempio le vicine aree verdi di Porada e delle Groane.

Gli interventi infrastrutturali dovranno essere accompagnati da misure tecnologiche di smart city che ottimizzino in tempo reale le informazioni e i servizi ai cittadini, come i tempi di chiusura dei passaggi a livello, i posti liberi dei parcheggi, interruzioni o rallentamenti di viabilità ecc.

Le tre priorità programmatiche sopra indicate, illustrate con sintetiche indicazioni puntuali, consentirebbero di raggiungere obiettivi di equilibrio tra economia ed ecologia, tra esigenze lavorative e residenziali, tra comparti urbanistici rivisti e ridefiniti con le diverse funzioni prevalenti.  Una possibile proposta di ridefinizione di comparti con funzioni prevalenti potrebbe essere così configurata, come già indicata in studi precedenti: produttivo nei poli Einaudi-Trieste-AT1; commerciale sull’asse Matteotti-Indipendenza; di servizi nella zona centrale; ambientale/paesaggistico lungo il Tarò, con le ramificazioni ai parchi, in particolare della brughiera e del bosco delle querce.

Collaborazione e coinvolgimento

L’approvazione della variante del PGT darà risultati tanto migliori quanto maggiore sarà la condivisione di obiettivi, metodo e strumenti con la comunità medese. Occorre stimolare, con tutti i mezzi possibili, il contributo più ampio d’idee, proposte e progetti attraverso un largo e strutturato confronto.  La condivisione della visione della Meda futura richiede l’adesione più larga possibile anche tra le forze politiche che hanno la responsabilità di approvare e assicurare l’attuazione coerente nel tempo delle decisioni strategiche che sono collegate al PGT e alle sue varianti, pur nella naturale alternanza delle maggioranze di governo della città. La nostra associazione si rende da subito disponibile a collaborare.

Nello spirito della collaborazione, questa nostra proposta già nasce dal confronto d’idee e valutazioni elaborate non solo con i soci e sostenitori della nostra associazione ma anche con esperti indipendenti e dallo studio di documenti esistenti, come per esempio quello della consulta urbanistica del 2005.

Strumenti urbanistici

Una volta definiti la visione della città futura e gli obiettivi strategici condivisi attraverso una larga partecipazione della comunità, i tecnici professionisti avranno il compito di individuare e utilizzare gli strumenti urbanistici utili al raggiungimento degli obiettivi.  La complessità dell’attuale situazione urbanistica di Meda richiede l’uso sapiente degli strumenti disponibili, in particolare: la sostituzione, la perequazione e la compensazione.  La sostituzione edilizia prevede che le vecchie case lasciano il posto, con la pratica della demolizione e ricostruzione, a nuovi edifici più sicuri, più efficienti, più sostenibili, più belli.  La perequazione consente di “traslare” i volumi esistenti da un lotto a un altro – per esempio dalla periferia al centro – liberando così aree per realizzare piazze, parchi, servizi, percorsi ciclo-pedonali, orti ecc.  La compensazione urbanistica permette di assegnare agli operatori privati l’onere della realizzazione di opere d’urbanizzazione e della cessione di aree alla pubblica amministrazione.  Ultimo, non per importanza, lo strumento amministrativo della incentivazione/ disincentivazione può essere utilizzato per incoraggiare pratiche positive di ristrutturazione e abbellimento degli edifici privati coerentemente con gli indirizzi dell’amministrazione comunale, nei casi in cui non possano essere imposte norme cogenti o nelle parti della città non coinvolte da piani di sostituzione con demolizione e ricostruzione.

L’applicazione dei concetti e degli strumenti illustrati può essere declinata con soluzioni tecniche diverse, privilegiando l’uno o l’altro strumento urbanistico in funzione delle specifiche condizioni e circostanze.  In alternativa a un approccio più conservativo dove perequazione e compensazione sono coniugate prevalentemente con programmi di incentivazione/disincentivazione è possibile anche valutare soluzioni più drastiche e innovative dove perequazione e compensazione sono coniugate in modo più deciso con la sostituzione edilizia.  A titolo esemplificativo di questa seconda opzione si allega un’ipotesi innovativa di applicazione al caso di Meda: “Proposta urbanistica per un centro cittadino e una Meda davvero diversi” (allegato 2).

Noi crediamo che prioritario per Meda sia l’avvio urgente del programma di riqualificazione urbanistica a partire dal centro e secondo i criteri indicati in questa nostra proposta.  Non abbiamo pregiudizi sugli strumenti urbanistici utilizzati e sulle soluzioni tecniche ritenute più idonee e convincenti dopo un ampio dibattito pubblico e confronto tra le possibili opzioni.  Auspichiamo che la variante del PGT segua la metodologia proposta così che possa rappresentare la migliore sintesi possibile per la migliore Meda possibile.

Piano Nazionale per la Rigenerazione Urbana Sostenibile

La metodologia e le proposte urbanistiche da noi suggerite per la variante del PGT trovano conferma anche nel Piano per la Rigenerazione Urbana Sostenibile (Ri.U.So) pubblicato dal consiglio nazionale degli architetti, pianificatori, paesaggisti e conservatori (CNAPPC) nel 2012.  Questo piano – promosso anche da ANCE, ANCI, Legambiente e Regioni – propone strategie e strumenti per riprogettare la città dove convivono in una congestione insostenibile abitazioni con attività secondarie e terziarie.  Il piano indica un approccio organico alla riprogettazione della città partendo dalla riqualificazione del patrimonio immobiliare esistente che deve diventare la priorità, frenando le nuove costruzioni al di fuori dei programmi di rigenerazione delle costruzioni esistenti inadeguate.  Le proposte del piano Ri.U.So offrono a Meda criteri ed esempi di soluzioni per riqualificare il centro urbano a vantaggio di tutta la città e della nostra comunità.

Associazione Meda per Tutti

Meda, 23 dicembre 2013

Allegati n. 2:

  1. Pubblicazione dell’associazione Meda per Tutti, distribuita all’evento pubblico “quale CENTRO per MEDA 2020?” del 19 settembre 2013
  2. Esempio di Proposta urbanistica per un centro cittadino e una Meda davvero diversi

________

Allegato 1:  Pubblicazione dell’associazione Meda per Tutti, distribuita all’evento pubblico “quale CENTRO per MEDA 2020?” del 19 settembre 2013

Questo documento è stato condiviso e discusso con la cittadinanza che ha risposto con grande partecipazione e interesse condividendo l’urgenza della riqualificazione del centro come parte prioritaria e integrata con il miglioramento della città.

 

quale CENTRO

per MEDA 2020 ?

centro, il cuore della città

 

incontro-confronto promosso da Associazione MEDA PER TUTTI

Villa Traversi, Sala del Coro –19 settembre 2013, ore 21:00

 

 

L’Associazione Meda per Tutti ringrazia per il loro contributo di idee e di proposte:

Dario Caimi, Matteo Cappelletti, Riccardo Cassina, Antonio Citterio, Alberto Colzani, Pietro Galimberti, Carlo e Umberto Lanzani, Marco Seveso, Enrico Tagliabue, Monica Tagliabue, Luigi Antona Traversi

 

Perché il centro nella città?

  • Il centro della città è il luogo d’incontro, dove le persone si conoscono, si parlano, discutono, passeggiano, commerciano, crescono, collaborano ecc.;
  • il centro è il salotto della casa comune;
  • il centro è il cuore pulsante della vita della comunità;
  • il centro dà e riceve energia vitale in armonia con le altre parti della città;
  • il centro è immagine e identità della città.

Meda ha un centro?

Meda ha un bellissimo e importante centro storico. E’ l’origine di Meda, di quella antica e di quella vecchia. Fino agli anni ’50 e ‘60, la gran parte della comunità di Meda viveva e lavorava nel e intorno al centro storico, nelle piazze e nei cortili. Il centro era vivo e Meda era un riferimento per la zona. Dagli anni ’60 il centro ha perso progressivamente la sua identità. Poco per volta, Meda non ha più avuto un suo centro di riferimento, ma zone diverse e scollegate, senza più una ‘gerarchia’ territoriale e urbanistica.  Sono nate le parrocchie, i quartieri, le periferie … e si è oscurato progressivamente il riferimento storico, culturale e urbanistico del centro.  Si è perso il centro come identità di Meda.

La vita dei Medesi cambia e con loro la città.

Negli ultimi 50 anni:

  • i Medesi sono diventati, generalmente, benestanti e ricchi, grazie al boom economico e alla propria capacità lavorativa e specialistica, intorno alla filiera del legno;
  • la struttura urbanistica del paese è cresciuta coerentemente con le caratteristiche produttive artigianali e diffuse: zone ‘miste’, casa e bottega;
  • la ricchezza dei Medesi è rimasta nelle famiglie e nelle aziende ed è stata poco partecipata o condivisa con la comunità: alla crescita di case, laboratori e fabbriche non è corrisposta la crescita urbanistica delle aree e degli spazi comuni; anzi la città si è progressivamente  depauperata e ha perso la propria identità: viabilità e vivibilità sono peggiorate.

Negli ultimi 20 anni:

  • i figli dei protagonisti del boom economico non hanno continuato la tradizione artigianale dei padri;
  • le zone ‘miste’ da opportunità sono diventate un problema;
  • la produzione tradizionale da ‘artigianale diffusa’ si è persa o si è concentrata in piccole-medio aziende, che producono sempre più per esportazione;
  • il cambiamento è stato veloce e la comunità si è trovata impreparata a gestire la trasformazione: oggi ci sono meno artigiani e più residenti pendolari; più case e meno laboratori; le aziende rimaste hanno problemi di espansione; le botteghe vuote hanno problemi di riconversione ecc.

 

Il cambiamento della società ci obbliga a ripensare la nostra città.

La trasformazione economica e sociale richiede il ripensamento della città, del suo territorio e del suo centro.  La nostra visione per il futuro è:

  • mantenere e nutrire l’eccellenza del mobile e del design, come motore trainante dell’economia locale:
  1. dando spazio e sostegno alle realtà produttive, dalla progettazione alla produzione,  alla commercializzazione e promozione;
  2. assicurando la sinergia con Milano che è centro e riferimento internazionale di design e fashion, attraverso un efficace e potenziato collegamento metropolitano, nei trasporti e nei servizi
  • riqualificare e rinobilitare il centro della città: frenare le  nuove costruzioni e incentivare la riqualificazione del costruito, a partire dal centro storico;
  • attuare un piano straordinario per la viabilità interna ed esterna alla città per promuovere un traffico sostenibile che sia efficace e funzionale per chi ci vive e lavora.

 

Il territorio si trasforma con i cambiamenti sociali.

Il territorio di Meda è profondamente segnato dalle scelte urbanistiche degli ultimi decenni.

Uno dei punti di forza su cui ripensare e progettare la riqualificazione di Meda e di tutto il suo territorio è il proprio centro, ricco di storia, arte, simboli culturali e religiosi.

 

Ridiamo prestigio al centro per la nostra identità e vivibilità.

Il centro storico, pur sbiadito, rimane ancora l’elemento bello e forte dell’identità di Meda e dei Medesi. Un’eredità di cui essere orgogliosi.  Nostra responsabilità è ridare prestigio a questo centro per rianimare la vita economica, sociale e civile della città. Occorre un progetto che sia credibile, condiviso e realizzabile in tempi certi. Ecco alcuni spunti da cui partire per elaborare piani, progetti e norme tecniche di attuazione:

  • ridare decoro e armonia agli edifici del centro: ristrutturazione o manutenzione straordinaria, materiali e colorazioni coerenti, pavimentazione stradale, segnaletica, illuminazione;
  • collegare in modo funzionale e con agevoli percorsi pedonali le piazze del centro: Chiesa centrale, Municipio, Volta, V. Veneto, Cavour, stazione, piazza della fontana;
  • aprire ville, palazzi e parchi centrali attraverso convenzioni tra Comune e Privati e facilitare la connessione alle altre zone verdi della città attraverso vie ciclo-pedonali;
  • attuare un piano straordinario per la viabilità interna ed esterna con sottopassaggi o sovrappassaggi della ferrovia, ponti, collegamenti e parcheggi.

Il piano di riqualificazione del centro e, più in generale, della città deve utilizzare criteri e strumenti avanzati di programmazione ed esecuzione per il miglioramento continuo dell’efficienza ed efficacia:

  • progettare secondo modelli sostenibili del tipo LEED (Leadership in Energy and Environmental Design);
  • gestire traffico e viabilità con il supporto di moderne tecniche informatiche di Smart City: informazione in tempo reale su chiusura dei passaggi a livello, su code ai semafori, su parcheggi, interruzioni o rallentamenti di viabilità ecc.
  • diffusione delle aree Wi-Fi per accesso e scambio veloce di informazioni utili ai cittadini e per facilitare aggregazioni sociali.

 

La riqualificazione del centro richiede partecipazione.

La riqualificazione del centro richiede coinvolgimento e partecipazione attiva della comunità.  Chi governa la città ha la responsabilità di ascoltare le diverse esigenze e offrire la sintesi che risponda al meglio alle aspettative della comunità, salvaguardo il suo territorio. Un buon piano nasce dall’ascolto e dalla collaborazione di:

– cittadini che abitano e lavorano;

– operatori economici che producono e commerciano;

– fornitori e fruitori di servizi, privati e pubblici;

– urbanisti ed esperti;

– forze politiche che approvino il piano e ne assicurino l’attuazione coerente nel tempo.

Tutti siamo responsabili per costruire il miglior piano possibile per un centro che rappresenti la più alta sintesi di estetica e funzionalità, sostanza e immagine, emblema di un oggetto di ottimo design.

Il centro ha valore se armonico e in equilibrio con il resto della città. 

La riqualificazione del centro passa attraverso lo sviluppo del piano di governo del territorio. Il piano deve assicurare la sinergia con tutta la città. Le diverse parti devono essere integrate con soluzioni di collegamento che facilitino gli spostamenti da e verso il centro, utilizzando gli strumenti urbanistici appropriati: modalità di traffico (normale, leggero o limitato); zone ciclo-pedonali; parcheggi negli snodi strategici; fruizione delle zone verdi; fluidità e velocizzazione di traffico lungo le vie di comunicazione principali, come S. Maria, Como, Brianza, Einaudi, Indipendenza, Tre Venezie, Vignazzola, Seveso, Manzoni.

La riqualificazione del centro di Meda è il primo passo per cambiare senso di marcia:

  • dal declino alla ripresa dello sviluppo,
  • dalla rassegnazione alla speranza,
  • dalla città spenta alla città viva e vivace,
  • dalla città degli individui alla città della comunità,
  • dal prestigio del passato ai sogni del futuro …

… e si può fare: pensiamo al restauro del Santuario del Santo Crocifisso. Da lì, possiamo ripartire.

E’ ancora possibile ridare vita e impulso al centro di Meda?

Sì, è possibile!  Occorrono convinzione e determinazione per:

  1. preparare rapidamente un piano organico con obiettivi di breve, medio e lungo periodo;
  2. costruire un piano condiviso con il massimo coinvolgimento della comunità medese;
  3. collaborare perché  il piano sia approvato e sostenuto da tutte le forze politiche della città o dalla larghissima maggioranza per assicurarne la realizzazione integrale e coerente nel tempo;
  4. assicurare la copertura finanziaria e un’efficiente gestione tecnico-economica.

Noi, oggi abbiamo la responsabilità di consegnare alle future generazioni la città bella, vivace e produttiva che ci è stata tramandata. Ripartiamo insieme dal centro.

_________

Allegato 2:  Esempio di proposta urbanistica per un centro cittadino e una Meda davvero diversi

Premessa. È fondamentale collocare il problema del centro come “snodo” strategico per un rilancio dell’intera città; è altrettanto necessario però distinguere il centro storico monumentale (comprendente le aree gravitanti su piazza Vittorio Veneto e sulle relative vie di accesso) dal centro “cittadino” (l’area che si è storicamente sviluppata alla base del centro monumentale e che comprende sostanzialmente, ma non solo, le vie attorno al Municipio).  È ovvio che queste due zone della città sono in stretta relazione, ma opposti sono gli strumenti urbanistici che possono essere messi in campo per cercare di arginare il degrado della città; mentre per il centro storico monumentale si tratta di pensare a nuove funzioni che siano in grado di adattarsi alla storia e al prestigio degli edifici esistenti, per il centro “cittadino” (con l’eccezione di alcuni particolari edifici) l’esistente può essere trasformato con maggiore libertà e con minori vincoli.

I “pilastri” di questa proposta. Questa proposta fa proprie le linee guida espresse nel “Piano nazionale per la rigenerazione urbana sostenibile” redatto dal Consiglio Nazionale degli Architetti, Pianificatori, Paesaggisti e Conservatori.  La rigenerazione urbana si basa su tre “pilastri”. La sostituzione edilizia, con cui le vecchie case lasciano il posto, con la pratica della demolizione e ricostruzione, a nuovi edifici più sicuri, più efficienti, più sani. La perequazione, che consente di “traslare” i volumi esistenti da un lotto ad un altro (per esempio dalla periferia al centro) liberando così aree per realizzare piazze, parchi, orti, servizi. La compensazione urbanistica, attraverso cui si carica sugli operatori privati l’onere della realizzazione di opere di urbanizzazione e della cessione di aree alla Pubblica Amministrazione.

Le norme che regolano gli interventi. Concretamente la proposta non è altro che un insieme di norme che regolano in maniera precisa i nuovi interventi edilizi nel centro “cittadino”. In sostanza le aree ricadenti nel centro vengono suddivise in lotti funzionali in cui è consentita la manutenzione ordinaria e straordinaria e la demolizione e ricostruzione di quanto esistente. Qualsiasi altro tipo di intervento urbanistico è vietato. La demolizione e ricostruzione deve avvenire coinvolgendo l’intero lotto funzionale (che può coinvolgere anche diverse proprietà) e potrà avere luogo esclusivamente nel rispetto delle seguenti normative edilizie:

  • arretramento del nuovo fabbricato di 5 metri dalla sede stradale pubblica
  • compattazione sul bordo dell’isolato del volume esistente sul lotto (a cui può essere aggiunto quello oggetto di perequazione)
  • piano terra delle costruzioni destinato a spazio pubblico (per metà della superficie), a negozi e agli elementi di collegamento verticale tra interrato e piani abitati ai livelli superiori
  • divieto di edificazione all’interno del lotto che dovrà essere assoggettato ad uso pubblico e che diverrà accessibile da tutti i cittadini attraverso i porticati posti sul confine dell’isolato
  • non dovrà essere previsto alcun nuovo volume in aggiunta a quelli esistenti se non tramite perequazione di volumi situati in periferia con contestuale demolizione di tali volumi “traslati”
  • altezza massima corrispondente a quattro piani abitabili in aggiunta al piano terra
  • realizzazione di parcheggi interrati privati con 1/2 posti auto per ogni unità immobiliare a seconda della superficie
  • tutti i nuovi edifici dovranno obbligatoriamente possedere una certificazione LEED o ITACA o altra equivalente.

L’operatore immobiliare che interviene sul lotto s’impegna a realizzare a proprie spese (eventualmente scomputando il costo degli oneri di urbanizzazione dovuti):

  • fascia di parcheggi pubblici a ridosso della strada
  • fascia alberata a ridosso della fascia di parcheggi
  • pista ciclabile tra la fascia alberata e il nuovo edificio
  • finitura degli spazi porticati al piano terra
  • sistemazione a verde dell’area interna all’isolato con ulteriore piantumazione di alberi
  • cessione alla Pubblica Amministrazione dell’area la cui volumetria esistente è stata trasferita sul lotto oggetto del nuovo intervento; l’area sarà consegnata completamente libera
  • un quarto del volume oggetto di perequazione dovrà essere venduto come edilizia convenzionata a prezzi più accessibili per le categorie più deboli (da concordare con gli uffici comunali competenti).

Gli obiettivi. In questo modo e considerando i tempi non brevi che caratterizzano le trasformazioni di una città si potranno raggiungere gli obiettivi che questo progetto urbanistico si prefigge:

  • Drastica riduzione del consumo di suolo con significativo aumento della superficie drenante nelle aree centrali.
  • Addensamento della popolazione nella zona centrale della città in modo che per alcuni spostamenti (verso il Municipio, verso la chiesa, verso la stazione) per gli abitanti non sia necessario l’utilizzo delle auto.
  • Liberazione del piano terra degli isolati da edifici, parcheggi, recinzioni in modo che esso diventi, a tutti gli effetti, un unico spazio pubblico fruibile da pedoni e ciclisti senza interferenze con i percorsi delle automobili.
  • Generale riordino della cortina edilizia ai lati delle strade; il rispetto dell’allineamento e delle altezze determinano un’organizzazione omogenea, compatta e ordinata del costruito.

Qualche numero…  Considerando l’area posta a nord della ferrovia e compresa tra le vie Alighieri, Vignoni, Matteotti, SS. Aimo e Vermondo, Palestro, Cialdini, Solferino e De Amicis, al termine di questo processo di rigenerazione urbana si avrebbero i seguenti risultati:

  • +40% di abitanti nell’area (da circa 4.000 a circa 5.700)
  • +200% di parcheggi pubblici (dai 250 attuali a 830 in progetto)
  • +350% di alberi (dagli odierni 270 ai 1.340 in progetto)
  • +1.000% di spazi verdi urbani (equivalenti a 10 volte la superficie del parco di piazza Cavour)
  • l’equivalente di 11 palazzine da 10 unità abitative di appartamenti in edilizia convenzionata
  • possibilità di demolire quasi 100.000 mc di volume inutilizzato in periferia.
  • oltre 4 km di piste ciclabili in pieno centro
  • oltre 4 km di camminamenti pedonali coperti e protetti.

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