L’inceneritore di Desio: è necessario?

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dicembre 21, 2013 di vermondo

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

Confronto di valutazioni, opinioni e pregiudizi contrapposti, in consiglio comunale. La mia posizione…

L’argomento clou discusso nel consiglio comunale del 19 dicembre è stato il piano industriale di Brianza Energia Ambiente (BEA) che gestisce il termovalorizzatore di Desio e che brucia anche i rifiuti combustibili di Meda con recupero di energia elettrica e di calore per il teleriscaldamento. La discussione è stata approfondita e ha mostrato diversi aspetti della questione. Ne scelgo 3 per introdurre questo blog. Il primo: come la Giunta Caimi ha gestito la questione? Male! Il secondo: come BEA ha presentato il piano? Bene! Il terzo: siamo pronti a discutere con razionalità e conoscenza la gestione integrata dei rifiuti che comprende anche la termovalorizzazione? Non ancora; serve maggiore informazione!

La mia dichiarazione integrale, qui sotto riportata, spiega in dettaglio questi tre aspetti della vicenda. E spiega anche le ragioni del mio voto. In sintesi: il termovalorizzatore di Desio serve alla gestione integrata dei rifiuti nel nostro bacino brianzolo e il suo ammodernamento è utile per migliorarne l’efficienza energetica, la riduzione degli inquinanti e l’abbattimento delle tariffe per i Medesi. La Giunta Caimi ha gestito male questa vicenda perché ha informato il consiglio comunale solo a cose fatte, scavalcandolo, di fatto, e contravvenendo ai suoi obblighi previsti dallo statuto e dalla normativa. Infine la discussione in consiglio ha evidenziato i preconcetti ideologici, le ‘beghe’ politiche regionali e nazionali dei partiti tradizionali abituati a interferire nelle vicende di gestione delle società pubbliche, l’ignoranza sul tema che alimenta paure irrazionali e reazioni più emotive che ragionate e infine la visione chiusa e manichea di chi pensa ancora che la collaborazione tra pubblico e privato nella gestione dei rifiuti sia un pericolo per la comunità. Un caso da manuale che vale la pena di approfondire, come ho provato a illustrare nella mia dichiarazione in consiglio.

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Consiglio Comunale del 19 dicembre 2013

Punto 4:  RIASSETTO STRATEGICO DELLA SOCIETA’ PER AZIONI DENOMINATA “BRIANZA ENERGIA AMBIENTE S.P.A.” (B.E.A. S.P.A.): CONFERMA INDIRIZZI.

La deliberazione di questa sera richiede due valutazioni distinte: una di procedura e l’altra di contenuto.

Parto dalla forma e procedura. Non condivido il modo con cui l’argomento BEA è stato gestito da entrambe le amministrazioni, a maggio dalla coalizione Taveggia e oggi da quella Caimi. Per gli stessi argomenti da me esposti il 29 maggio. Anche allora espressi la mia contrarietà all’abitudine di proporre in votazione consiliare argomenti importanti per le scelte strategiche di questa nostra città senza una preventiva discussione con approfondimento nella commissione competente. Non è professionale e non aiuta questo consiglio a operare responsabilmente deliberare su questioni che non siano state analizzate prima per valutare dati, vantaggi e svantaggi, costi e benefici economici, ambientali e sociali.

Oggi – come a Maggio – anche se con modalità e circostanze diverse si sta ripetendo lo stesso errore.  A Maggio si chiedeva di deliberare senza avere discusso in modo approfondito in commissione. Oggi si chiede di deliberare su decisioni che sono già state adottate da Sindaco e Giunta senza previa discussione in Consiglio Comunale. Non abbiamo fatto progressi! Quindi, certamente apprezzo l’atto di questa Giunta di riconoscere il suo errore e di riportare in commissione e in consiglio la discussione e deliberazione sul futuro dell’azienda BEA, di cui Meda è socia. Devo, però, osservare che questa discussione sarebbe dovuta avvenire prima e in tempo utile.

Io auspico che questo episodio riporti il consiglio a essere l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo, come recita il nostro statuto comunale all’art. 11. E il consiglio ha competenza sull’organizzazione dei pubblici servizi come espresso dall’art. 42 del testo unico di ordinamento degli enti locali D.Lgs. 267/2000.

Io vorrei andare oltre il mero rispetto formale della legge e dello statuto. Vorrei che diventasse buona pratica corrente coinvolgere i gruppi consiliari e i consiglieri per tempo, dando tutte le informazioni relative agli atti fondamentali della conduzione di questa città.

Quindi, a conclusione di questa prima parte relativa alla forma e alla procedura, esprimo il mio disaccordo sull’operato di Sindaco e Giunta coerentemente con la mia posizione espressa a Maggio per gli stessi motivi, anche se in condizioni diverse e con Giunta diversa.

 

Il secondo aspetto della questione è di merito e di contenuto. Stiamo discutendo sulle politiche e strategie di sviluppo della società BEA di cui Meda è socia e che svolge servizi di primaria importanza per la nostra comunità nell’ambito ambientale. L’approccio di Meda per Tutti è laico e pragmatico, non influenzato da approccio ideologico o di scelte di partito a livello regionale o nazionale. Ricordo che molti danni a questo paese Italia sono stati e sono tuttora causati da interferenze ideologiche o di orientamenti partitici nelle scelte operative, gestionali e industriali. Vorrei sgomberare il campo da simili discussioni sterili che ci allontanerebbero da soluzioni virtuose del problema concreto della gestione economica ed ecologica dei rifiuti.

Oggi, come largamente condiviso dagli esperti, occorre una gestione integrata del ciclo dei rifiuti che abbia l’obiettivo di ridurre al minimo possibile lo smaltimento in discarica e adottare tutti i sistemi utili a recupero di materia e di energia nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. Lo stato dell’arte attuale prevede queste tecniche: la raccolta differenziata dei materiali recuperabili, il riciclo meccanico, il compostaggio della frazione organica e la termovalorizzazione dei materiali residui. In discarica sono inviati i residui finali che non hanno altre opportunità di recupero. I sistemi più virtuosi sono quelli che minimizzano le frazioni residuali da smaltire in discarica.

La società BEA svolge due attività essenziali del ciclo integrato dei rifiuti: il compostaggio e la termovalorizzazione.  Entrambe queste attività, oggi e per i prossimi decenni, sono fondamentali per la gestione efficiente ed efficace dei rifiuti urbani e industriali.  Non ci sono alternative.  Un’organizzazione virtuosa massimizza la raccolta e il riciclo materiale, minimizza la termovalorizzazione e azzera possibilmente la discarica nel terreno. Chi non adotta questa gestione integrata affronta inevitabilmente le ricorrenti emergenze dei rifiuti. E noi Italiani ne sappiamo qualcosa, specialmente in quelle regioni dove il ciclo integrato non funziona e in particolare la termovalorizzazione.

Quindi, la società BEA opera correttamente quando presenta piani di miglioramento della propria efficienza gestionale, in particolare aumentando il recupero energetico e l’ulteriore abbattimento delle sostanze inquinanti che già oggi, comunque, risultano al di sotto dei limiti di legge e di protezione della salute.

Inoltre ritengo utile e vantaggiosa la scelta di coinvolgere privati che possano apportare capitali, tecnologie e know-how nell’interesse della società BEA e dei Medesi che ne utilizzano i servizi.  Il piano prevede un miglioramento dei parametri ambientali e anche una maggiore economia che si tradurrà in riduzione delle tariffe per i Medesi con un risparmio atteso di 80.000 €.

Come consigliere, ho chiesto a BEA di ospitarci per una visita approfondita presso l’impianto di Desio per conoscere meglio la conduzione delle attività, le problematiche e le opportunità per Meda. Già dal primo confronto con BEA abbiamo scoperto che Meda potrebbe usufruire gratuitamente di un servizio di educazione ambientale per le scuole. Chiedo all’assessore competente di dare seguito quanto prima a questa opportunità e relazionarci sullo stato di avanzamento.

Prima di concludere, io invito la Giunta e l’Assessore competente in particolare a illustrare in commissione e in consiglio il piano per migliorare la gestione integrata dei rifiuti di Meda: per aumentare la raccolta differenziata e ridurre la frazione di rifiuto indifferenziato.

 

Avrei preferito votare separatamente sui due aspetti di questa deliberazione. Avrei votato favorevolmente al piano di BEA nel merito, sulla base delle informazioni che abbiamo ottenuto. Dovendo esprimere un voto unico che dia il mio giudizio anche sulla procedura e sulla forma, il mio sarà contrario perché la discussione di oggi è tardiva e non rispettosa di questo consiglio oltre che delle norme che ne regolano il funzionamento.

 

Vermondo Busnelli

Capogruppo Consiliare di Meda per Tutti

19 dicembre 2013

 

blog correlati:

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2 thoughts on “L’inceneritore di Desio: è necessario?

  1. Mirella Martinazzoli scrive:

    ciao,

    hai la mia stima per il modo in cui esprimi le tue idee e proteggi il tuo territorio, io condivido in gran parte il tuo commento in Consiglio Comunale quando dici:

    “occorre una gestione integrata del ciclo dei rifiuti che abbia l’obiettivo di ridurre al minimo possibile lo smaltimento in discarica e adottare tutti i sistemi utili a recupero di materia e di energia nel pieno rispetto dell’ambiente e della salute delle persone. Lo stato dell’arte attuale prevede queste tecniche: la raccolta differenziata dei materiali recuperabili, il riciclo meccanico, il compostaggio della frazione organica e la termovalorizzazione dei materiali residui. In discarica sono inviati i residui finali che non hanno altre opportunità di recupero. I sistemi più virtuosi sono quelli che minimizzano le frazioni residuali da smaltire in discarica”, ….

    però io abito a Desio e so che moltissimi abitanti della mia città sono stanchi di avere sul proprio territorio il Forno Inceneritore, nato per rimediare a situazioni urgenti e molto complicate ha finito per essere un “rifugium peccatorum”. I desiani sperano in una chiusura del forno e non in un incremento di rifiuti.
    Non si affrontano mai abbastanza le conseguenze che ci sono sulla salute dei cittadini che hanno sul territorio per così lungo tempo forno e diossina
    Credo che se abitassi e abitassimo in altra città priva di forno inceneritore e diossina farei le stesse tue considerazioni.

    Io non condivido questi matrimoni che allargandosi di potere in potere finiscono per non fare il bene dei cittadini ma interessi esclusivamente di logiche di partiti e di poteri.
    con stima
    Mirella Martinazzoli

    P.S: condividi pure la mia opinione

    • vermondo scrive:

      Mirella, apprezzo il tuo commento. Concordo sulle preoccupazioni delle persone soprattutto quando non ci sono informazioni e controlli trasparenti da parte dei gestori e delle autorità. La sindrome NYMBY, così battezzata dagli Americani molti decenni fa è ancora attuale: “non nel mio cortile”. Tutti noi vorremmo gli impianti di trattamento dei rifiuti (termovalorizzatori o discariche, in particolare) dappertutto ma non nel nostro territorio. E’ così e dobbiamo prenderne atto ma al tempo stesso occorre trovare soluzioni fattibili e sostenibili.

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