Vogliamo crescere? Riduciamo le tasse e ritorniamo virtuosi!

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dicembre 2, 2013 di vermondo

Vermondo Busnelli

Vermondo Busnelli

Voglio condividere queste mie riflessioni dopo aver ricevuto l’invito di sottoscrivere una petizione dal titolo “Ai governi di tutto il mondo: Tassate la finanza, non il lavoro!“, lanciata su Avaaz.

Ho riflettuto molto su questa proposta di girare la tassazione dal lavoro alla finanza che trovo meritevole di attenzione. Sono giunto alla conclusione che è una proposta condivisibile ma non risolutiva. E’ come scegliere di quali suicidio o eutanasia vogliamo morire. Cerco di spiegare il mio pensiero in poche righe. Una delle principali cause della mancanza di crescita italiana è il livello patologico di tassazione. E questo, a sua volta, dipende dall’evasione diffusa e dalla spesa pubblica esorbitante oltre che inefficiente.

La vera sfida per la nostra e le future generazioni italiane è quella di ridurre la spesa pubblica e l’evasione fiscale. Su queste due azioni occorre concentrare le energie positive del paese per abbassare finalmente la tassazione a livelli fisiologici e compatibili e per liberare risorse di nuovi investimenti che consentano al paese di riprendere a crescere. Se non s’interviene in questo modo, spostare le tasse da un capitolo all’altro (reddito da lavoro, utili d’impresa, consumi, casa, risparmi ecc.) è solo un esercizio miope e illusorio. Un solo esempio: se si tassano oltre misura i risparmi degli Italiani s’incoraggiano le fughe di risorse finanziare in altri paesi dove il prelievo fiscale è minore. E’ lo stesso meccanismo che è successo con il lavoro: aumentando il costo del lavoro anche per causa dell’elevata tassazione (oltre che per altre ragioni) gli imprenditori sono motivati – a volte costretti per sopravvivenza – a trasferire le produzioni in paesi a minore costo.

Conclusione. Concentriamo le energie su iniziative che inducano le classi politiche e dirigenti di questo nostro paese a ridurre la spesa pubblica e a combattere l’evasione fiscale. La spesa pubblica si riduce tagliando sprechi e privilegi, semplificando e migliorando l’efficienza della struttura pubblica e – se non basta – eliminando le spese utili ma non necessarie né prioritarie. Altrimenti sarà inevitabile che qualcun altro dovrà tagliare per noi anche le spese necessarie. Allora sarà veramente la povertà!

2 thoughts on “Vogliamo crescere? Riduciamo le tasse e ritorniamo virtuosi!

  1. margy scrive:

    Sono molti favorevoli alla riduzione delle tasse ma, come farci vedere concretamente questa riduzione ? si parla! si danno opinioni! di fanno discorsi ” filosofici” in merito e intanto i non filosofi devono trovare i soldi per pagare la prossima tassa in arrivo entro il 16/12 http://www.4minuti.it/news/stefania-bigliardi-bene-riduzione-tasse-famiglie-reddi-0070060.html

    • vermondo scrive:

      Concordo. Anch’io non sono un filosofo e pago le tasse dovute. Aumentare o diminuire le tasse è una scelta politica. L’alternativa principale all’aumento delle tasse è la riduzione della spesa corrente che è una misura che non piace ai politici perché non porta voti alle prossime elezioni.

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