la differenza tra sognare e lavorare per un mondo migliore…

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novembre 29, 2013 di vermondo

patto sindaci SEE

… è successo anche ieri sera al consiglio comunale di Meda, discutendo sul patto dei sindaci per un’Energia Sostenibile per l’Europa. Ho dichiarato: non basta sognare ma occorre pianificare.  Ecco una sintesi e poi la mia dichiarazione integrale in consiglio.

 

Patto dei sindaci per l’energia sostenibile in Europa. L’obiettivo è di ridurre il 20 % delle emissioni da consumo di energia e aumentare al 20% le fonti rinnovabili, entro il 2020. Progetto europeo ambizioso e pensato prima della crisi finanziaria ed economica che ancora morde il nostro continente. Raggiungere quest’obiettivo richiede notevoli risorse finanziare per convertire le vecchie caldaie in nuove ad alto rendimento energetico, isolare gli edifici per ridurre le dispersioni termiche, cambiare le strategie di mobilità urbana riducendo l’uso delle autovetture a favore di altri mezzi più ecologici, aumentare le fonti energetiche rinnovabili ecc.  Occorrono strategie chiare, mezzi finanziari e piani operativi fattibili. Non ho visto nulla di tutto questo nella proposta della giunta. Non ha senso sottoscrivere un patto se non abbiamo la ragionevole probabilità di successo. Quindi mi sono astenuto e ho invitato sindaco e giunta ad elaborare un piano attendibile prima di firmare il patto dei sindaci ed evitare di essere estromessi nel caso di inadempienza, come previsto dal contratto di adesione.

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Consiglio Comunale del 28 novembre 2013

Punto 1: adesione al patto dei sindaci “energia sostenibile per l’Europa (SEE)”.

Signori Presidente, Sindaco, Signore/i Consiglieri e Assessori,

l’intenzione di aderire e sottoscrivere il patto dei sindaci per l’energia sostenibile è encomiabile e come può non essere condivisa sul piano ideale e teorico? Io, come consigliere di Meda per Tutti, sono certamente tra quelli che vogliono uno sviluppo sostenibile che assicuri la crescita economica con minore uso di energia e soprattutto con il maggior uso di fonti rinnovabili e pulite, alternative a quelle tradizionali, fossili. Insomma sono per uno sviluppo con la minima possibile impronta ambientale.

Raggiungere questo obiettivo 20/20/20 – riduzione del 20% delle emissioni di CO2 entro il 2020, con riduzione del consumo di energia del 20% e l’utilizzo di almeno il 20% di fonti rinnovabili – significa essere pronti a investire importanti risorse umane e finanziarie. Solo così è possibile raggiungere l’obiettivo ambizioso che l’UE si è data, peraltro prima della grande crisi finanziaria ed economica che stiamo ancora vivendo. Lo stesso patto dei sindaci dice testualmente: “ Perché il Patto abbia successo in seno agli enti locali, le strutture amministrative interne devono essere adeguate e ottimizzate. Devono essere assegnati settori dedicati con idonee competenze, risorse umane e finanziarie sufficienti volte all’attuazione degli impegni assunti con il Patto dei Sindaci. L’elaborazione di una politica per l’energia sostenibile è un processo complesso, che richiede molto tempo e che deve essere sistematicamente pianificato e gestito in maniera continuativa. Richiede la collaborazione e il coordinamento tra i vari dipartimenti dell’amministrazione locale, quali la tutela ambientale, la destinazione dei terreni e la pianificazione spaziale, l’economia e gli affari sociali, l’edilizia e la gestione delle infrastrutture, la mobilità e i trasporti, il budget e la finanza, l’approvvigionamento, ecc. È quindi fondamentale che la gestione dell’energia sostenibile sia integrata con le altre azioni e iniziative messe in campo dai dipartimenti comunali competenti, ed è necessario assicurarsi che essa rientri nella pianificazione complessiva delle autorità locali” . E ancora: “L’attuazione del Piano d’azione per l’energia sostenibile richiede naturalmente tempo, impegno e mezzi finanziari”.

Nella relazione della giunta non ho colto elementi di fatto che dimostrino le risorse umane e i mezzi finanziari necessari e messi a servizio di questo progetto per eseguire il censimento di tutte le forme di energia utilizzate in Meda, i dati storici dei consumi dal 1990 (anno di riferimento per il calcolo), il piano per il contenimento delle emissioni e il continuo monitoraggio nel tempo per verificare il livello di raggiungimento degli obiettivi.

Questo patto ha regole precise e prevede l’esclusione in caso di mancata presentazione del Piano d’Azione sull’Energia Sostenibile entro un anno o in caso di mancato raggiungimento degli obiettivi o in caso di mancata presentazione del rapporto biennale.

Prima di impegnare la città di Meda in questo patto io avrei preferito discutere e procedere con una valutazione preliminare dello stato attuale, delle criticità e delle possibilità di raggiungimento degli obiettivi richiesti. Non mi risultano studi o valutazioni in questo senso. E quindi l’adesione al patto sembra una sfida cieca e un po’ azzardata più che un impegno fondato su numeri, valutazioni e proposte.  L’unico studio preliminare che mi è stato indicato è l’audit energetico eseguito nel 2008 con il finanziamento della fondazione Cariplo. Questo studio conferma la necessità di programmare investimenti anche rilevanti per ottenere benefici di risparmio energetico ed economico. Peraltro, l’audit del 2008 era limitato ai soli edifici comunali e non mi risulta abbia prodotto un piano organico di interventi. Sostanzialmente è rimasto lettera morta.

Da ultimo, e certo non per importanza, anche questo patto – come abbiamo discusso per il PGT – richiede un accordo largo, se non unanime, tra le forze di governo della città.

Come consigliere di Meda per Tutti, sarei felice di sostenere questa iniziativa se vedessi un chiaro impegno, fondato su valutazioni concrete e adeguate risorse finanziarie che assicurino il successo, con una ragionevole probabilità. Vorrei evitare lo scenario di aderire subito e dover essere esclusi tra un anno per inottemperanza agli obblighi previsti. Suggerisco di prendere più tempo, preparare un piano preliminare per valutare le reali possibilità e capacità attuali di Meda nell’affrontare questo progetto.  Suggerisco di attivare quanto prima la commissione competente per analizzare la proposta, raccogliere le informazioni necessarie e dare una valutazione sull’opportunità e sui tempi per un’eventuale adesione al patto. In questa commissione si potrebbero valutare proposte innovative per l’uso di fonti rinnovabile per l’energia. Per esempio, la combustione di trucioli da lavorazione del legno potrebbe risolvere il problema del loro smaltimento con il beneficio di produrre energia da fonti alternative con possibile e parziale sistema di teleriscaldamento. Cito questa idea a puro titolo esemplificativo di progetti innovativi che la nostra città potrebbe valutare e sostenere in un piano ragionato di riduzione delle emissioni per uno sviluppo sostenibile e di agenda 20/20/20.

Vorrei chiudere con una riflessione che dà sostanza alle mie perplessità. Da una ricerca nel sito Patto dei Sindaci, risulta che le città aderenti sono 5.290. Paesi solidi e ritenuti affidabili, come Germania e Francia hanno rispettivamente 60 e 100 città; molto maggiore è il numero in paesi mediterranei come Grecia, Italia e Spagna; l’Italia conta più di 2.500 città aderenti al Patto. Nel sito non ho trovato informazioni sull’effettiva attuazione del programma da parte delle città aderenti. Penso che questo dato ci inducano a una seria riflessione.

Per i motivi esposti, io mi asterrò nella votazione per l’adesione immediata al patto dei sindaci, non avendo le valutazioni preliminari di fattibilità tecnica e finanziaria, pronto a votare favorevolmente quando avremo un piano – pur preliminare – ma più concreto e con ragionevoli prospettive di successo. Oggi non vedo queste condizioni.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

28 novembre 2013

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