La variante PGT svela i diversi modelli di fare politica.

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novembre 8, 2013 di vermondo

vermondo

Ieri in consiglio comunale, si è discusso e votato sulla proposta di variante del Piano di Governo del Territorio. E’ stato un dibatto chiarificatore sul contrasto di mentalità e approccio tra chi propone un modello di collaborazione partecipata e chi impone un modello autocratico e autoreferenziale; gli anglosassoni direbbero “bottom-up approach” vs. “top-down approach”. Estraggo la parte della mia dichiarazione dove è sintetizzata la posizione: “Questa giunta vuole proporre una variante, che è ispirata al suo programma, sapendo che qui a Meda pende ancora la decisione su chi sarà il sindaco della città. Il consiglio di stato ha annunciato di esprimersi il 1° aprile 2014. Pertanto, oggi non sappiamo con certezza chi avrà la responsabilità di amministrare Meda nei prossimi anni. Perciò la strada della collaborazione, della costruzione di un consenso tra le parti è oggi, qui a Meda una necessità assoluta. Io chiedo che non si dia avvio ad alcuna procedura di spesa relativa alla variante del PGT finché la situazione giudiziaria sia definitivamente chiarita, a meno che ci sia un accordo formale tra tutte le parti e soprattutto tra i due contendenti, Caimi e Taveggia che si impegnino per una impostazione condivisa sulla variante. E parte essenziale della procedura di variante è l’affidamento al professionista che dovrà tradurre in termini tecnici e urbanistici le indicazioni politiche e strategiche della giunta che amministra. Ciò non significa che questa giunta e questo consiglio debbano restare inattivi fino ad aprile. Assolutamente no! Io propongo che da subito si avviino i lavori di confronto, di analisi e valutazioni sulle possibili modifiche del PGT per individuare le priorità e le possibili convergenze che possano essere poi tradotte con successo in una proposta, la più condivisa possibile. Si potrebbe, per esempio, avviare un percorso di confronto approfondito in una commissione dedicata e allargata a tutti i gruppi consigliari che elabori un documento che sarà la guida per le fasi formali di elaborazione e approvazione della variante. Questo metodo e percorso è quello che può dare le migliori garanzie di successo per un nuovo e sostenibile piano di governo del territorio, che possa sopravvivere ai normali e fisiologici cambiamenti di amministrazione.”.

La risposta del sindaco Caimi è stata sintomatica della mentalità di chiusura e di assenza di capacità e volontà di collaborazione; cito a memoria: “Sia chiaro, chi non è d’accordo oggi rimarrà escluso dai lavori di discussione ed elaborazione della variante”. Ho naturalmente e subito risposto al sindaco che il suo intervento di risposta (peraltro non previsto dal dibattito) va nella direzione esattamente opposta a quella della collaborazione di tutte le parti su progetti come il PGT.

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Allegata la mia dichiarazione integrale in consiglio comunale.

Consiglio Comunale del 7 novembre 2013. Punto 1: atto di indirizzo per attivazione della variante degli atti costituenti il piano di governo del territorio.

Signori Presidente, Sindaco, Signore/i Consiglieri, Assessori,

la mia posizione, a nome di Meda per Tutti è sempre stata chiara fin dall’inizio del processo di approvazione di questo PGT. L’ho definito un piano senza anima, senza una visione strategica che voglia invertire la linea di declino della città, senza progetti e spazi per il rilancio organico delle attività produttive del territorio; senza piani che possano offrire servizi avanzati, verde fruibile e zone ciclopedonali di collegamento tra i parchi e le piazze; senza una prospettiva di riqualificazione del centro cittadino, di miglioramento della viabilità e vivibilità. Un piano che ‘toglie poco a tanti per dare tanto a pochi”. Eppure questa Giunta ha voluto approvare ugualmente questo PGT quando aveva la possibilità di apportare le modifiche necessarie e migliorarlo sostanzialmente, facilitando così il fisiologico processo di miglioramento con le varianti.

Oggi ci troviamo nella situazione un po’ paradossale in cui tutti non riconoscono più questo PGT che sembra essere diventato “figlio di nessuno”. Badate bene, stiamo parlando di un piano che è stato approvato poco più di un anno fa e che è costato ai cittadini medesi una cifra notevole: circa 200.000 €.

E’ importante questa premessa per inquadrare il problema, fare tesoro dell’esperienza negativa del passato ed evitare di ripetere gli stessi errori di metodo e di merito.

Nel metodo, le buone pratiche e le norme indicano chiara la strada da percorrere. Il piano di governo del territorio richiede ampia e trasparente discussione e massima condivisione con tutte le componenti della comunità. Quindi, il piano e ogni sua variante devono scaturire dalla partecipazione di tutti i soggetti, a partire dalle forze di rappresentanza dei cittadini qui rappresentate in questo consiglio e via via con le altre realtà cittadine. Non è condivisibile che un piano o una sua variante partano unicamente dal programma elettorale di questo o quel partito, ma devono rappresentare la migliore sintesi delle diverse istanze. Se questo principio vale in generale, nel caso particolare di Meda assume una rilevanza ancora più ampia. Questa giunta vuole proporre una variante, che è ispirata al suo programma, sapendo che qui a Meda pende ancora la decisione su chi sarà il sindaco della città. Il consiglio di stato ha annunciato di esprimersi il 1° aprile 2014. Pertanto, oggi non sappiamo con certezza chi avrà la responsabilità di amministrare Meda nei prossimi anni. Perciò la strada della collaborazione, della costruzione di un consenso tra le parti è oggi, qui a Meda una necessità assoluta.

Io chiedo che non si dia avvio ad alcuna procedura di spesa relativa alla variante del PGT finché la situazione giudiziaria sia definitivamente chiarita, a meno che ci sia un accordo formale tra tutte le parti e soprattutto tra i due contendenti, Caimi e Taveggia che si impegnino per una impostazione condivisa sulla variante. E parte essenziale della procedura di variante è l’affidamento al professionista che dovrà tradurre in termini tecnici e urbanistici le indicazioni politiche e strategiche della giunta che amministra.

Concludendo per quanto riguarda il merito, la mia posizione è contraria all’avvio formale della procedura di variante se non alle condizioni che ho illustrato. Questo non significa che questa giunta e questo consiglio debbano restare inattivi fino ad aprile. Assolutamente no! Io propongo che da subito si avviino i lavori di confronto, di analisi e valutazioni sulle possibili modifiche del PGT per individuare le priorità e le possibili convergenze che possano essere poi tradotte con successo in una proposta, la più condivisa possibile. Si potrebbe, per esempio, avviare un percorso di confronto approfondito in una commissione dedicata e allargata a tutti i gruppi consigliari che elabori un documento che sarà la guida per le fasi formali di elaborazione e approvazione della variante.  Questo metodo e percorso è quello che può dare le migliori garanzie di successo per un nuovo e sostenibile piano di governo del territorio, che possa sopravvivere ai normali e fisiologici cambiamenti di amministrazione.

Oggi, non voglio entrare troppo nello specifico del merito, cioè dei contenuti di una variante. E non voglio per i motivi che ho appena espresso a proposito del metodo di lavoro e di approvazione. Voglio solo mettere in evidenza alcuni aspetti. Innanzitutto, la variante deve offrire una visione chiara per la città del 2020 e oltre. Deve indicare le priorità strategiche in termini di edilizia residenziale, attività produttive e commerciali, strutture e infrastrutture per la viabilità, servizi. Deve definire la gerarchia e l’armonia dei vari comparti con le relative funzioni prevalenti, attraverso i collegamenti ottimali, a partire dal centro cittadino per dare identità e vivibilità alla città.  E tutto questo sarà il risultato di concorso d’idee e di contributi, di quel lavoro di collaborazione che possa generare la migliore sintesi di proposte e di progetti che poi il tecnico uranista attuerà adottando gli strumenti disponibili, che sono, per esempio, la sostituzione edilizia, la perequazione e la compensazione urbanistica. In altre parole, occorre avere il coraggio di guardare con realismo e competenza alla realtà attuale, con i suoi problemi e con le opportunità, per individuare i punti di criticità e le possibili soluzioni che avviino un processo virtuoso di rilancio e di sviluppo della città.

Per i motivi esposti il mio voto è contrario a iniziare adesso la procedura di variante del PGT e spendere altri soldi dei Medesi senza avere prima avviato un confronto preliminare tra le parti. A fortiori, la situazione particolare di Meda, dovuta alle vicende dei ricorsi e controricorsi per la nomina del sindico, sconsiglia l’utilizzo di risorse finanziarie senza un formale accordo tra le parti.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

7 novembre 2013

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