Anche Meda è nelle mani dei giudici

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ottobre 26, 2013 di vermondo

giustizia

 

Il giudice non ha accettato la sospensiva richiesta da Taveggia con l’istanza di revocatoria della sentenza di luglio del Consiglio di Stato. Caimi, quindi continua ad interim nella carica di sindaco in attesa della sentenza ‘definitiva’ che potrebbe essere nella primavera del 2014. Sarà un altro ribaltone? 

Caimi e Taveggia con i rispettivi partiti PD e Lega, non hanno saputo gestire politicamente l’esito elettorale del 2012, esito di sostanziale parità. Invece che fare scelte politiche hanno preferito demandare alla magistratura la soluzione del problema, causando gravi conseguenze alla comunità medese, com’era prevedibile. Le soluzioni politiche erano e sono semplici: riconoscere la parità e ridare agli elettori la possibilità di votare oppure collaborare per formare un’amministrazione allargata costituita su obiettivi prioritari e condivisi. Non si è voluto o non si è saputo. E oggi stiamo vivendo le conseguenze, facilmente prevedibili viste le note lungaggini dei processi giudiziari italiani.

Questa instabilità causa incertezza nella guida della città ed evidenti contraddizioni con grave impatto sulla comunità. Ne cito due. Il Piano di Governo del Territorio, che è un atto di grande rilevanza strategica per lo sviluppo e la crescita della città, è stato ideato e voluto dalla Lega per poi essere approvato dal PD, che fino a qualche giorno prima l’aveva aspramente criticato. Risultato: oggi, tutti criticano questo PGT e ci si appresta a spendere altri soldi della comunità per modificarlo nella sostanza. Il secondo caso è collegato all’approvazione del bilancio comunale, da cui derivano poi le scelte operative. Ebbene gli ultimi due bilanci, 2012 e 2013, sono stati avviati da un’amministrazione e chiusi da un’altra, con evidenti contraddizioni d’impostazione.

Da mesi io denuncio questo errore politico di Lega e PD e dei loro candidati sindaco per avere rinunciato a decidere politicamente dando delega alla magistratura e per avere preferito perseguire caparbiamente i propri legittimi interessi di parte piuttosto che convergere verso una decisione volta all’interesse comune, dimostrando scarsa attenzione e poca sensibilità ai problemi dei Medesi.

Almeno in quattro consigli comunali ho chiaramente criticato questa situazione invitando a una soluzione chiarificatrice. Peraltro, c’era l’opportunità straordinaria di unire nuove elezioni amministrative con quelle regionali e nazionali di febbraio 2013, sostanzialmente a ‘costo zero’ per Meda.

Molti Medesi ormai condividono questa critica e sono insofferenti alla situazione assurda che i due protagonisti non hanno finora saputo gestire nell’interesse della città. 

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

25 ottobre 2013

3 thoughts on “Anche Meda è nelle mani dei giudici

  1. Aerre scrive:

    Proprio non contiamo niente!? può essere questo uno dei commenti di un semplice cittadino e che viene d’istinto e cioè: al prossimo primo di aprile – il Pesce – sono due anni che tutta la questione dell’attribuzione del Sindaco di una cittadina di oltre ventimila abitanti va avanti nell'”indifferenza” generale quasi che Meda, con le sue eccellenze, i medesi con le loro varie “personalità” del mondo imprenditoriale, del design ,della cultura e dulcis in fundo anche del mondo dello spettacolo e dello sport, non contano proprio niente.La mia convinzione è che il “non contare nulla” derivi esclusivamente dalla scarsissima qualità degli amministratori che si aono succeduti negli ultimi vent’anni e a rimarcare ciò alla scomparsa dell’ultimo sindaco con la esse maiuscola Fabrizio Malgrati si sono succeduti innumerevoli e bipartisan attestati di grande stima. Certo sono passati molti anni,altre generazioni. è cambiata la società e l’economia, oggi manca un ultimo grande passo,fondamentale, cambiare la attuale rappresentanza politica che malgrado il rinnovamento anagrafico sta perpetuando i vecchi e logori moduli del passato e lo si è visto che per rimanere abbarbicati alle “cadreghette” hanno rifiutato, adducendo cavilli di inusualità formale, il ritorno alle urne dove i medesi che, sono molto più consapevoli di quanto sembra, avrebbero deciso per il nuovo sindaco

    • vermondo scrive:

      Caro Aerre, concordo. Non è facile spezzare il circolo vizioso che attanaglia Meda per attivarne uno virtuoso che possa ridare smalto ed energia positiva alla nostra città. E’ essenziale che i Medesi partecipino alle vicende della propria città, si costruiscano una sana opinione e sappiano scegliere le persone che possano aiutare Meda a ritrovare la strada della crescita economica, territoriale, sociale e culturale.

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