la verità vi fa male, lo so …

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ottobre 4, 2013 di vermondo

Manifesto

Nel mio intervento di introduzione, ieri al consiglio comunale, ho esposto le mie ragioni della tardiva (oltre che inefficace e inadeguata) proposta del bilancio di previsione. Tra le ragioni generali nazionali italiane, ho aggiunto l’aggravante medese: l’instabilità politica dovuta ai ricorsi e controricorsi dei due candidati sindaci, che si sono alternati in questi 17 mesi (6 mesi l’uno, 6 mesi l’altro e poi ancora l’uno … ). Sembrava che stessi dicendo un’eresia. Mi sembra di avere raccontato la verità (… che fa male, lo so). Leggete il mio intervento:

______

Signor Sindaco, Signore/i Consiglieri, Signore/i Assessori,

l’argomento in discussione è il primo di una serie di punti tutti collegati al bilancio di previsione 2013. Voglio precisare subito la mia posizione su questo e sugli altri punti che sono figli dell’impostazione madre data al bilancio.

In qualsiasi organizzazione, pubblica o privata, l’approvazione del bilancio di previsione è un atto dovuto agli inizi della gestione o, meglio, ancor prima che inizi la gestione così da identificare le priorità, gli obiettivi e le risorse da allocare per la realizzazione. Deliberare sul bilancio di previsione a ottobre, quando dovremmo semmai discutere il bilancio di previsione 2014, è illogico ed è un indicatore di scarsa efficienza amministrativa e gestionale.

Prima ancora di entrare nel merito della discussione del bilancio di previsione e dei suoi punti fondamentali collegati – TARES, IRPEF e IMU – voglio focalizzare la mia attenzione alle valutazioni politiche e in seguito a quelle tecniche, che comunque affronterò, punto per punto. Riconosco che l’approvazione del bilancio di previsione sia un atto formale dovuto ma – oggi – è privo di ogni logica sostanziale e temporale. Voglio chiaramente dichiarare la mia contrarietà alle ragioni che ci hanno portato a questa situazione. Certamente ci sono ragioni di carattere generale e nazionale, quali l’incertezza e l’instabilità politica nazionale con le conseguenti ricadute a livello locale. Meda ha un’aggravante. Negli ultimi due anni, 2012 e 2013, i bilanci sono stati avviati da un’amministrazione e chiusi da un’altra per una scelta politica delle due parti in causa, Lega e PD. I due partiti non hanno saputo gestire politicamente l’esito elettorale del 2012, esito di sostanziale parità. Invece che fare scelte politiche hanno preferito demandare alla magistratura la soluzione del problema, causando gravi conseguenze alla comunità medese, com’era prevedibile. Le soluzioni politiche erano e sono semplici: riconoscere la parità e ridare agli elettori la possibilità di votare oppure riconoscere la parità e collaborare per formare un’amministrazione allargata costituita su obiettivi prioritari e condivisi. Non si è voluto o non si è saputo. E oggi stiamo vivendo ancora una volta le conseguenze. Non posso e non voglio essere partecipe e implicito sostenitore di questa situazione di stallo che potrebbe prolungarsi ancora nel tempo. Da qui la mia critica, mossa da spirito costruttivo per porre rimedio a questa situazione di estenuante instabilità amministrativa comunale che si somma a quella nazionale con effetti negativi sulla nostra città e comunità. I risultati qui a Meda sono evidenti e li analizzerò punto per punto nel corso della discussione come da ordine del giorno.

Chiarita la mia critica alla discussione oggi del bilancio di previsione 2013, mi limito ora a evidenziare le motivazioni principali nel merito e che approfondirò poi per singoli punti:

  1. la situazione debitoria consolidata per gravi errori delle amministrazioni precedenti (di cui 280.000 per i debiti ancora aperti per la Meda Servizi e che continueranno fino al 2015 con l’ultima aggiunta della vicenda ‘zoca’); e non s’intravede ancora l’inizio di un processo virtuoso
  2. l’assenza di un’attenta analisi, revisione e conseguente proposta di riduzione delle spese correnti – così come previsto dalla spending review e dalla buona prassi di gestione economica e finanziaria
  3. l’aumento delle entrate tributarie – tasse e imposte – ormai insopportabile per cittadini e imprese, come unica soluzione per mettere i conti in equilibrio
  4. mancanza di trasparenza delle spese, sia di quelle correnti sia di quelle in conto capitale, con chiari e condivisi indicatori di efficienza gestionale (quello regionale sintetico di virtuosità è impietoso per Meda)
  5. mancanza di strategia delle spese in conto capitale, degli investimenti necessari allo sviluppo e al miglioramento della nostra città e della comunità.

La proposta di bilancio di previsione, tardiva e inefficace, è l’immagine della situazione di stanco e lento degrado di questa città.

Questa mia dichiarazione introduttiva è stata necessaria per comprendere meglio la logica e la posizione di Meda per Tutti sui singoli punti, che – ripeto – sono conseguenze dell’impostazione generale data da questa amministrazione al bilancio della città.

Nella mia dichiarazione di voto entrerò nel merito del punto relativo al regolamento TARES.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

3 ottobre 2013

 

il discorso conclusivo, che è simmetrico a quello di apertura, è nell’altro articolo sempre in questo blog:

https://vermondoblog.wordpress.com/wp-admin/post.php?post=287&action=edit

 

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