Insistono a prelevare imposte e tasse

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ottobre 4, 2013 di vermondo

vermondo

Signor Sindaco, Signore/i Consiglieri, Signore/i Assessori,

ho già anticipato, in introduzione di questo consiglio, la mia posizione a nome di Meda per Tutti sul questo bilancio di previsione 2013 e sulla previsione pluriennale. Posizione contraria per diversi ordini di motivi: politici, tecnici e gestionali.

Adesso, entrerò più nel merito della proposta di bilancio 2013, analizzando gli aspetti che ritengo più rilevanti, non potendo entrare in tutti i dettagli per ovvi motivi di tempo.

Inizio con l’impostazione data per il raggiungimento dell’equilibrio di bilancio 2013: la stessa impostazione ormai vista nell’edizione precedente e che, temo, possa rimanere anche per il futuro. Una volta constatato il disavanzo tra spese ed entrate (nel caso specifico di 850.000 €) si propone di intervenire con l’aumento d’imposte, in particolare di IMU e IRPEF. Sarò ripetitivo ma continuerò a dichiarare che l’aumento delle entrate tributarie – tasse e imposte – è ormai insopportabile per cittadini e imprese. Non è più accettabile continuare a mantenere il livello di spese che questa città non è in grado di assicurare ricorrendo a maggiori prelievi dalle tasche dei cittadini.

Solo alcune cifre per evidenziare questa evidente tendenza negativa che deve essere cambiata.

Le entrate tributarie comunali nel 2013 rispetto al 2011 aumentano dell’8.8%. In particolare le imposte (IMU e IRPEF) aumentano del 76% per IMU (imposta sulla casa, prima ICI) e del l’80% per IRPEF. Ho rifatto più volte i conti per verificare se sbagliassi: ho dovuto rendermi conto che gli aumenti sono questi che ho indicato, 33% del totale imposte, 76% IMU e 80% IRPEF!  E l’aumento delle imposte è ancora più depressivo dell’aumento delle tasse, perché preleva ricchezza dai contribuenti onesti, che dichiarano correttamente i loro redditi senza avere un proporzionale aumento di servizi comunali.

Come se non bastasse anche i proventi di servizi pubblici (diritti segreteria, sanzioni e multe, parcheggi ecc.) sono aumentati del 38%.

Parallelamente diminuiscono del 71% le entrate di trasferimenti da Stato e Regione, forse perché abbiamo meno capacità di contrattazione con queste istituzioni di livello superiore.

Sul versante delle spese comunali, rimane una mancanza di trasparenza, sia di quelle correnti sia di quelle in conto capitale. Mancano chiari e condivisi indicatori di efficienza gestionale per verificare e monitorare nel tempo la virtuosità della gestione. Purtroppo gli indicatori ufficiali esistenti sono tristemente impietosi per la nostra città. Ne cito due importanti:

–  l’indice sintetico di virtuosità della regione Lombardia (32.81) ci posiziona in fondo alla classifica (Seregno 77,74; Mariano Comense 63,55; Desio 62,65; Lissone 62,22; Giussano 58,62; Cesano Maderno 39,53;  più in basso di Meda ho trovato Nova Milanese con 25,58)

–  l’altro indicatore è quello statale che classifica Meda fra gli enti non virtuosi ai fini del calcolo del saldo per il patto di stabilità.

Questa è la triste e amara realtà. E lo dico con tristezza, ma con forza per suonare la sveglia e per mettere in atto politiche coraggiose di cambio netto di marcia. Cosa che non c’è in questo bilancio di previsione.

Non c’è un’attenta analisi, revisione e conseguente proposta di riduzione delle spese correnti – così come previsto dalla spending review e dalla buona prassi di gestione economica e finanziaria.

Qualche esempio e numero. Sempre confrontando il 2013 rispetto al 2011, le spese correnti aumentano del 4.5%. Incidono pesantemente gli oneri causati dagli errori delle gestioni precedenti: 288.000 € di spese per interessi passivi per il debito della Meda Servizi e che continueranno fino al 2015 e 260.000 € per l’incapacità di gestire la vicenda della ‘zoca’.

Anche le scelte strategiche per definire le priorità di spesa non sono condivisibili e non tengono conto delle reali condizioni economiche, finanziarie e sociale della nostra comunità. Per esempio, 603.275 € sono spesi per cultura e sport (spese in aumento) e solo 28.000 € per lo sviluppo economico, dimenticandoci che siamo ormai da anni in crisi recessiva e che ogni ente deve mettere in atto ogni misura per sostenere le attività produttive, commerciali e di servizi. Peraltro, le spese per servizi e impianti sportivi sono coperte solo per il 31%; la parte rimanente (200.000 €) è pagata dai Medesi che non fruiscono di questi servizi e strutture. Forse occorre rivedere drasticamente l’impostazione e la gestione attuali.

Altri esempi, invece dimostrano che una maggiore attenzione e vigilanza sia necessaria in certi capitoli di spesa. Per esempio, la gestione dei pasti per le scuole e per gli anziani vede da tempo un unico gestore che concorre alle gare d’appalto a fronte di un giro d’affari di circa 1 milione di €. E’ un’area che merita approfondimento e maggiore trasparenza.

Un altro esempio per misurare l’efficacia dei servizi in proporzione alle spese è l’addizionale provinciale sulla TARES: i Medesi pagano 105.000 € aggiuntivi sulla TARES alla provincia di MB a fronte di quale servizio? Ricevo molto lamentele di cittadini che segnalano trascuratezza o mancanza di pulizia dei tratti stradali affidati alla Provincia.

Un altro esempio di gestione accurata delle spese riguarda la gestione degli incentivi o bonus per il personale dirigente e non solo. Lo dico con simpatia: io stesso sono stato per molti anni dirigente d’azienda. In periodi di crisi o di difficoltà il mio bonus veniva tagliato o annullato se la performance dell’azienda era ad di sotto dei risultati attesi (anche in presenza di un’ottima performance personale).

Molti altri sono gli esempi da citare per cambiare decisamente il senso e la velocità di marcia nella gestione amministrativa della città. Ne scelgo uno: l’uso improprio delle entrate di sanzioni per infrazione del codice della strada; ben la metà è dirottata alle spese correnti generali e non all’uso specifico di migliorare le viabilità e l’educazione civica stradale.

E’ deludente la mancanza di strategia delle spese in conto capitale, degli investimenti necessari allo sviluppo e al miglioramento della nostra città e della comunità. Solo il 4.3% del bilancio è destinato a spese per investimento: 945.000 € nel 2013. Con questi livelli d’investimento, non si cresce!

Le opere del piano triennale 2013-2015 sono da rivedere in funzione della variante del PGT che tutti noi stiamo aspettando per collaborare e per modificare drasticamente le scelte dell’attuale piano. In particolare chiediamo di avviare un piano organico e serio di riqualificazione del Centro, individuare le altre opere strategiche nell’area della viabilità e del traffico, fermare il consumo di suolo e sostenere lo sviluppo delle attività economiche.

Vorrei concludere con un “dulcis in fundo’. Purtroppo devo concludere con ‘in cauda venenum’.  Meda si ritrova a fine 2013 con un debito di 18.241.000 € senza avere ancora avviato un piano di riqualificazione e di rilancio della città.

La proposta di bilancio di previsione, tardiva e inefficace è anche inadeguata. E’ lo specchio della situazione di stanco e lento declino di questa città.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

3 ottobre 2013

2 thoughts on “Insistono a prelevare imposte e tasse

  1. Andrea asnaghi scrive:

    Buonasera Vermondo, prima di tutto ti faccio i miei complimenti per il tuo blog che trovo molto interessante e stimolante perché invita alla riflessione su problematiche vive della nostra città, attuali, riflessione che invece purtroppo, spesso, veniva fatta “col senno del poi” quando ormai correggere il tiro si rivelava impossibile. Per ora faccio solo una considerazione, da cittadino molto spesso, lo dico senza malizia o retorica, mi sono chiesto i soldi dei Medesi dove vadano a finire, Meda vanta entrate non indifferenti eppure ogni intervento, vuoi per incuria o scarsa pianificazione, vuoi per effettiva mancanza di risorse (?!?!) non viene effettuato. Si badi bene ora non prendo in considerazione l’ opportunità politica o gestionale/finanziaria di un ‘opera, per una parte politica può essere importante un ‘opera, per un ‘altra parte politica e’ importante altro, però’ il cittadino tocca con mano, si accorge di un cambiamento avvenuto, che qualche cosa si è’ realizzato!! Anche di sbagliato magari. Invece da un po’ di anni poco o nulla si fa ,tutto sembra inghiottito da questo mostro di nome “spesa corrente” che sembra risucchiare tutto e tutti al cui altare si immolano sempre più sacrifici fiscali o in termini di opere non fatte, a danno del cittadino! Purtroppo ho paura che dovremo aspettare ancora molto per uscire e dare a Meda un posto che si meriterebbe, a partire da un centro migliore e vivibile,visto che Meda è’ un ‘eccezione anche in questo,centro degradato avvolto da zone residenziali di rispetto, grazie buon lavoro ! Asnaghi Andrea

    • vermondo scrive:

      Andrea, Meda ha un grosso handicap che deriva da errori delle gestioni precedenti. Solo il buco della Meda Servizi SpA ha provocato un debito netto di circa 6 milioni di €, ai quali si aggiunge un altro quarto di milione per la vicenda ‘zoca di pirutit’. Sono tanti soldi che di fatto hanno sottratto risorse che sarebbero servite per opere strategiche. Avremmo potuto riqualificare tutto il centro di Meda e anche di più. A questo spreco si sono aggiunti interventi secondari e disorganici (se non inutili) come il ciclodromo. La classe politica e dirigente di Meda non ha saputo utilizzare con efficacia le risorse quando disponibili. Queste decisioni hanno portato Meda ad avere indicatori di virtuosità molto negativi, sia della Regione (indice sintetico di virtuosità) sia dello Stato (ente non virtuoso ai fini del calcolo del patto di stabilità). Meda ha un debito di 18.241.000 € senza avere avviato un piano serio di riqualificazione e di rilancio della città.
      In questo momento, le condizioni economiche e finanziarie generali in Italia sono particolarmente critiche e non consentono grandi margini per spese d’investimento, in particolare per i Comuni che hanno bilanci fortemente compromessi dagli errori amministrativi e gestionali precedenti. Occorre visione strategica e abilità a trovare le necessarie risorse pubbliche e private. Infine, ridurre la spesa corrente è la sfida più difficile per ogni organizzazione. Occorrono volontà politica, capacità organizzativa ed efficienza gestionale. Io non vedo nella classe politica e dirigente attuale la volontà e le competenze per cambiare senso di marcia. Perciò, bisogna partecipare e cercare tutti di portare energie positive e competenze nell’amministrazione della cosa pubblica.

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