Il paradosso di Meda.

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settembre 13, 2013 di vermondo

Recuperiamo il senso del bello. Sì, sembra che Meda e i Medesi abbiano perso il senso del bello. E’ un paradosso: Meda è la città del design ma sembra un paese trascurato; è una città ricca di storia e di cultura ma si sta trasformando in un agglomerato urbano anonimo. La crisi economica degli ultimi anni esaspera ulteriormente questo paradosso al punto che molti Medesi pensano che ogni possibilità di rilancio sia ormai persa. Ebbene, io sono con quelli che non ci stanno, che non accettano in modo rassegnato il declino di questa nostra città. E quindi, da dove ripartire? Io credo che occorra ripartire dal Centro!

Il Centro di una città è la sua identità, il suo cuore e la sua immagine.

L’identità, perché il Centro caratterizza la città, la rende unica e riconoscibile in modo univoco da tutte le altre. Oggi, Meda sta perdendo la sua identità storica senza costruirne una moderna. La discussione eterna tra centro storico e centro commerciale ha portato all’immobilismo decisionale e a scelte confuse e contradditorie.

Il cuore, perché un Centro vivo e vitale dà energie positive a tutta la città. Usando l’analogia del corpo umano, potrei dire che solo un cuore forte e robusto assicura salute e benessere a cervello, braccia, gambe ecc. Oggi, il cuore di Meda si sta spegnendo.

L’immagine, perché il Centro racchiude i simboli della città, la sua storia, i propri valori ed è la carta da visita. Infatti, quando noi giriamo il mondo per business o per piacere chiediamo sempre “dov’è il centro?”.

Queste e altre sono le motivazioni che mi hanno convinto a organizzare con gli amici dell’associazione Meda per Tutti un evento dedicato a questo problema e opportunità di Meda. Rianimare il cuore della città.  E’ una sfida difficile che richiede un lavoro corale di squadra che metta in campo le energie positive della comunità. Io sono convinto che si possa fare.

Ci vediamo giovedì 19 settembre alle ore 21:00 nella sala del coro di villa Traversi per parlarne con esperti che ci potranno aiutare a trovare le soluzioni migliori per risolvere questo paradosso di Meda.

 

foto medea

 

 

 

5 thoughts on “Il paradosso di Meda.

  1. Una che, come me, è venuta da fuori, ha ricevuto l’impressione che “il cà e bottega” non abbia giovato ai medesi perchè non ha permesso loro di sentire il bisogno di godere anche del “fuori casa”. Un esempio che mi ha fatto pensare: Se chiedi ad un medese dov’è la via Tal dei Tali, non sa darti risposta, evidentemente perchè non si è più di tanto accorto dei cambiamenti che via via mutavano il suo paese….sbaglio?

    • vermondo scrive:

      Non sbagli! Il concetto di casa-bottega è stato e ancora è (anche se in misura minore) un tratto caratteristico della Meda artigiana. Penso che sia un tratto comune ad altri distretti nati e cresciuti con attività artigianali diffuse, come per esempio nel settore tessile. In certi periodi storici, questo approccio forse era accettabile per le famiglie e per la comunità, in particolare fino a quando le lavorazioni erano fondamentalmente manuali. Poi sono arrivate le macchine, i materiali chimici/pericolosi e contemporaneamente è cresciuta la sensibilità ambientale in aggiunta alla tutela della salute. Le comunità più previdenti hanno saputo interpretare rapidamente questi cambiamenti e hanno adottato misure di separazione progressiva tra abitazione e laboratorio, tra residenziale e produttivo. Altre – come Meda – hanno reagito più lentamente con effetti più profondi sullo sviluppo della città.

  2. Aerre scrive:

    Sono convinto che l’errore più madornale fu fatto dagli amministratori di Meda negli anni sessanta/settanta quando, inizio la trasformazione e lo sviluppo delle imprese artigiane e nel territorio di Medasud dove avrebbe potuto insediarsi una moderna zona industriale fu preferito ghettizzare l’immigrazione veneta e meridionale ( un leghismo ante-litteram?)
    La voglio fare corta: il risultato oggi?
    Un centro fatiscente ed abitato in prevalenza da immigrati extracomunitari!
    Una nemesi

  3. Aerre scrive:

    Tutti presenti…………..

    Un indubbio successo, l’esito dell’incontro in VillaTraversi indetto da Meda per Tutti, una presenza di cittadini
    veramente imponente ed importante, professionisti, industriali, imprenditori. commercianti e cittadini vari. Erano anni che non si vedeva una partecipazione cosi disomogenea di medesi, a dimostrazione che il recupero del centro storico di Meda sta a cuore a tutti anche se l’ottima relazione dell’arch,. Citterio ha “gelato” molti presenti. Una chiara ed efficace esposizione della situazione soiale-economica-finanziaria in una visione globale che è apparsa fastidiosa e inusuale a quella parte di pubblico da anni inglobata in una visione miope, limitata e parziale, frutto della sottocultura leghista imperante in Brianza e forse qualcun altro dei presenti, come un coupe de theatre, si aspettava già dei
    progetti concreti, come se fosse arrivato il salvatore della patria ma sono gli stessi che da anni hanno rincorso il Grande Imprenditore, ora smascherato come imbroglione e criminale evasore fiscale seriale.
    Ma cari immobiliaristi medesi, non vi siete ancora accorti che “ non c’è più trippa per gatti”
    Si può accostare il “salvataggio” di Meda ad un altro avvenimento che sta interessando tutta l’opinione mondiale, il recupero della Costa Concordia.
    Anche la nostra città è stata colposamente arenata da tamti capitani Schettino, e molti di loro erano forse un po sfacciatamente presenti l’altra sera, comunque presenti mentre qualcun altro ha preferito abbandonare la nave……………..
    Avrà un seguito questo incontro??
    Bisogna avere molta ma molta fiducia, ed incrociare le dita.
    Aerre

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