Davide contro Golia. La sfida del civismo.

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agosto 10, 2013 di vermondo

La lista civica è come un antigene, un oggetto estraneo nel corpo della politica italiana. I protagonisti sono loro, i grandi partiti: oggi, PD e PDL e a seguire gli altri più o meno piccoli partiti tradizionali. I risultati sono sotto i nostri occhi.

Qual è lo spazio e il ruolo di chi vuole portare innovazione e cambiamento nella scacchiera politica italiana, nazionale o locale? Perché le liste civiche, che sono in grande crescita con forme diverse, non riescono ancora a sfondare il muro dell’indifferenza e raccogliere un più largo consenso degli elettori?

Molti Comuni, oggi, sono governati da sindaci espressi da liste civiche locali. Più difficile è il successo a livello più ampio, regionale e nazionale, tranne che in aree fortemente caratterizzate da fenomeni locali, come le province autonome. A livello nazionale, Monti e Grillo rappresentano questo tentativo, con obiettivi e metodi tra loro molto diversi.

Le ragioni delle difficoltà di successo delle liste civiche sono varie. Innanzitutto, difficoltà interne e organizzative: occorrono risorse significative per comunicare. E poi, la lobby dei partiti tradizionali tende a ostacolare e neutralizzare ogni forma di espressione libera e autonoma dagli schemi consolidati. Eppure la lista civica, oggi più che mai, ha grandi potenzialità e motivi per crescere e contribuire alla rinascita politica, sociale e culturale del nostro paese. Chi si impegna in liste civiche è libero da condizionamenti di ideologia o di appartenenza. Non si preoccupa di difendere l’indifendibile o di boicottare iniziative utili al paese quando in contrasto con i propri interessi di parte o con le proprie tradizioni di dottrina e azione politica. Per esempio, non soffre della psicosi B., difendere ad ogni costo o attaccare incondizionatamente Berlusconi. Non ha i legami cristallizzati nei decenni con questa o quella lobby, con questa o quella alleanza, con questa o quella ideologia. Al contrario, chi dedica il proprio tempo e le sue capacità in liste civiche tende a guardare all’essenza dei problemi e delle opportunità per attuare le iniziative migliori possibili per la crescita sostenibile della comunità. Non ha pregiudizi di coalizione con altre forze politiche, ma ricerca ogni forma possibile di collaborazione che sia utile alla realizzazione di progetti di crescita e sviluppo sostenibile.

Oggi, l’Italia, come insieme di Comuni e Regioni, può ritornare a crescere se ritrova la forza di rompere i lacci e i lacciuoli delle lobby radicate nei partiti tradizionali e nella burocrazia, frantumare l’inerzia causata dalle contrapposizioni ideologiche. Noi, oggi possiamo riprovare a crescere solo se saremo capaci di rompere l’immobilismo di cui la politica tradizionale è l’esempio evidente. Noi, oggi possiamo contribuire a liberare l’energia positiva e propositiva di chi vuole cambiare in alternativa a chi invece vuole mantenere lo status quo. La lista civica è in prima fila in questa sfida.

 

davide e golia

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