Un’altra storia medese nata male e finita peggio!

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agosto 9, 2013 di vermondo

madonna_di_medjugorje

Perfino l’immagine della Madonna di Medjugorje è diventata un caso di cattiva politica medese.

In breve la storia per chi non l’ha seguita. Il sindaco pro-tempore Taveggia con la sua giunta ha deciso qualche mese fa di intitolare spazi comunali a vari personaggi; tra questi, il cortile era stato intitolato alla Madonna di Medjugorje con la collocazione di una statua. Ritornato Caimi, dopo la sentenza del Consiglio di Stato, uno dei primi atti è stata la revoca delle intitolazioni e la rimozione della statua della Madonna. E se ritornasse ancora Taveggia?

Che tristezza! E che cattivo esempio dato da chi ci governa!

Questa brutta storia ci ricorda due insegnamenti che dovrebbero guidare le scelte di chi ci guida, a prescindere dal colore politico o dalle proprie convinzioni.

Il primo insegnamento: intitolare uno spazio comune, una via, una piazza, un locale della casa del municipio richiede una condivisione, la più larga possibile. Queste scelte sono utili alla comunità solo se servono a unire e non a dividere, a trovare punti di coesione e non di frattura. Questa decisione richiede una compartecipazione tra le varie componenti della comunità. E quale sede meglio del Consiglio Comunale può offrire le migliori garanzie per una scelta pubblica, trasparente, partecipata? Io proporrò che le intitolazioni di luoghi e spazi pubblici non siano più decise da sindaco e giunta ma dal consiglio comunale, dopo una discussione pubblica che illustri e spieghi le motivazioni.

Il secondo insegnamento: il nostro paese potrà ritornare a crescere solo se e quando ritroveremo la capacità di costruire insieme il nostro futuro. Non è più accettabile che una parte politica distrugga quello che l’altra parte ha deciso e attuato. Questo vizio italico deve finire. Il risultato di questa continua contrapposizione crea l’immobilismo. L’esempio della statua della Madonna di Medjugorje è simbolico: uno la installa e l’altro la toglie, dopo pochi mesi. Ma lo stesso approccio si applica anche alle scelte di bilancio, delle spese, delle priorità ecc. Nella profonda e strutturale crisi del nostro paese Italia, non è più possibile continuare questo sistema inefficiente e inefficace di contrapposizione. Molto meglio, valutare prima le migliori soluzioni con tutte le forze politiche e ricercare la migliore sintesi che assicuri la continuità delle scelte strategiche per lo sviluppo sostenibile della comunità.

Impariamo a lavorare insieme per ricercare le soluzioni migliori possibili per la comunità, con razionalità e pragmatismo, lasciando da parte ideologie e posizioni faziose. Se questo vale in generale, è certamente ancora più auspicabile nella vita comunale.

 

 

 

 

 

 

2 thoughts on “Un’altra storia medese nata male e finita peggio!

  1. Aerre scrive:

    Caro Vermondo Busnelli
    mi permetto di aggiungere qualche altro commento al tuo articolo riguardante la Madonnina –
    Un primo che definisco religioso- teologico
    La statuina in questione è una copia di quella di Medjugorie e va sottolineato che le apparizioni
    NON sono ancora state riconosciute dal Magistero della Chiesa Cattolica. Benedetto XVI lo scorso anno istituì una Commissione ad hoc ma tuttora non si conoscono i risultati e quindi come spesso accade gli indirizzi del Magistero non vengono seguiti o peggio tra i credenti o chi si ritiene tale c’è un perfetto fai da te…………..
    Un secondo:
    Su Medinforma l’amico Felice Asnaghi commenta con un articolo ironico la solerzia dalla giunta Caimi nel rimuovere l’effigie in questione, a mio parere è stata una solerzia pari a quella della giunta Taveggia nel metterla e Felice prosegue poi il suo commento con lo scomodare i futuri “storici o cronisti”
    che riporterano tutta la querelle ma a mio parere questi ultimi vent’anni saranno ricordati per il declino
    ed il degrado della nostra città “merito” della amministrazioni che si sono succedute –
    La Prima Repubblica ci ha lasciato la Curt Lunga e chi è succeduto lascia la Villa Besana – Palazzo Mascheroni – lo scempio di Via Agrati
    Meda da Città del Mobile è divenuta Città dell’Immobile
    e sarà purtroppo per molti anni
    una Città Immobile

    • vermondo scrive:

      Caro ‘Aerre’, condivido il commento. Come ho spiegato nel mio blog, ho usato il caso emblematico della statua della Madonna di Medjugorie come esempio di come non si debba operare in politica, con decisioni unilaterali e non condivise. Io ho deciso di dare il mio tempo e le mie energie proprio per evitare che il degrado di Meda continui tra l’indifferenza generale dei nostri concittadini. Ho sentito il dovere di provarci.

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