Rivogliamo il centro. Una città senza centro si spegne.

1

giugno 20, 2013 di vermondo

Voglio dare seguito agli articoli che ho pubblicato sull’importanza di saper scegliere le priorità per vincere le sfide che abbiamo davanti a noi. Parto dalla motivazione, forse la più forte, che mi ha spinto a dedicare tempo, risorse ed energie nella politica locale. Dobbiamo ridare a Meda il suo centro. E spiego perché.

Il centro della città è il luogo d’incontro, dove le persone si conoscono, si parlano, discutono, passeggiano, commerciano, crescono, collaborano. Il centro è il salotto della casa comune. Il centro è il cuore pulsante della vita della città. Il centro dà e riceve energia vitale dalle altre parti della città, in simbiosi e armonia. In una parola, il centro è l’identità della città e della sua comunità.

Meda ha un bellissimo e importante centro storico. E’ l’origine di Meda, di quella antica e di quella vecchia. Fino agli anni ’50 e ’60, la gran parte della comunità di Meda viveva e lavorava nel e intorno al centro storico, nelle piazze e nei cortili. Il centro era vivo e Meda era un riferimento per la tutta la nostra zona. Dagli anni ’60, il centro ha perso progressivamente la sua identità. Poco per volta, Meda non ha più avuto un suo centro di riferimento, ma zone diverse e scollegate, senza più una ‘gerarchia’ territoriale e urbanistica. Sono nate le parrocchie, i quartieri, le periferie. Si è perso progressivamente il riferimento storico, culturale e urbanistico del centro. Si è perso il centro come identità di Meda.

Le ragioni di questa realtà vanno ricercate nei cambiamenti sociali. La vita dei Medesi cambia e con loro cambia la città. Negli ultimi cinquant’anni i Medesi sono diventati benestanti e ricchi, grazie al boom economico e alla propria capacità lavorativa e specialistica, in particolare nella filiera del legno. La struttura urbanistica del paese è cresciuta coerentemente con le caratteristiche produttive artigianali e diffuse: in termini urbanistici si chiamano le zone ‘miste’, cioè casa e bottega, abitazione e laboratorio artigianale.  La ricchezza dei Medesi è rimasta nelle famiglie e nelle aziende, ma non è stata partecipata, condivisa con la comunità: alla crescita di case, laboratori e fabbriche non è corrisposta la crescita urbanistica degli spazi comuni della città; anzi la città si è progressivamente  depauperata e ha perso la sua identità: viabilità e vivibilità sono peggiorate.

Negli ultimi vent’anni, i figli dei protagonisti del boom economico non hanno continuato la tradizione artigianale. Le zone ‘miste’ da opportunità sono diventate un problema. La produzione tradizionale da ‘artigianale diffusa’ si è persa o si è concentrata in piccole-medio aziende, che producono sempre più per esportazione. Il cambiamento è stato veloce e la comunità si è trovata impreparata a gestire la trasformazione: oggi abbiamo meno artigiani e più residenti pendolari; più case e meno laboratori; le aziende rimaste hanno problemi di espansione; le botteghe vuote hanno problemi di riconversione ecc.

Il cambiamento della società ci obbliga e ripensare la nostra città. La trasformazione economica e sociale obbliga a ripensare la città, il suo territorio e il suo centro.  All’interno dell’associazione Meda per Tutti, abbiamo discusso per definire la nostra visione per il futuro della città. Queste sono le priorità che devono guidare le scelte politiche e amministrative dei prossimi anni per ridare alle nuove generazioni speranza di sviluppo.

La prima è mantenere e nutrire l’eccellenza del mobile e del design. Significa dare spazio e sostegno alle realtà produttive (progettazione, produzione e commercializzazione, promozione) e assicurare la sinergia con Milano che è il centro e riferimento internazionale di design e fashion (collegamento metropolitano).

La seconda priorità è riqualificare e rinobilitare il centro della città: fermare le nuove costruzioni e incentivare la riqualificazione del costruito, a partire dal centro storico.

La terza è attuare un piano straordinario per la viabilità interna ed esterna: sottopassaggi o sovrappassaggi della ferrovia; parcheggi; collegamenti intra- ed extra-cittadini.

Governare una città significa avere una visione strategica con obiettivi chiari e con priorità definite, dove investire le risorse necessarie e disponibili. L’alternativa è lasciarsi condurre dalle emergenze contingenti in modo disorganico e inefficace. Penso che quest’ultimo è il caso della gestione politica qui a Meda negli ultimi decenni. Rimettiamo la palla al Centro e ripartiamo da lì per ridare prestigio e vivibilità alla nostra città di Meda.

santuario2 santuario3

 

One thought on “Rivogliamo il centro. Una città senza centro si spegne.

  1. valerio invernizzi scrive:

    Articolo che centra e sviscera in pieno i problemi di Meda.
    Ottimo spunto di riflessione per iniziare un percorso di crescita
    Con un centro che dovrebbe diventare il “quadrilatero del mobile” bello da girare e da vivere.

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: