Rendiconto 2012 del Comune di Meda – la mia dichiarazione in consiglio

Lascia un commento

aprile 23, 2013 di vermondo

Consiglio Comunale del 22 aprile 2013

Punto 2: esame e approvazione del rendiconto dell’esercizio 2012

Signor Sindaco, Signore/i Consiglieri, Signore/i Assessori,

vorrei partire dalle note positive di questo rendiconto. Ne vorrei evidenziare tre: il rispetto del patto di stabilità interno; la promessa mantenuta di non destinare alcuna quota degli oneri di urbanizzazione ovvero dei contributi per permessi di costruzione al finanziamento della spesa corrente; e, infine un saldo positivo di cassa di 4 milioni di €. Bene!

Riconosciuti questi meriti, devo notare che l’impostazione generale del rendiconto 2012 continua a soffrire dei mali che hanno caratterizzato i bilanci precedenti, in particolare:

  • La situazione debitoria del nostro Comune, pur in leggero miglioramento: 19.033.000 € a fine 2012, contro i 20.474.000 a fine 2011, continua a generare rilevanti oneri finanziari per ammortamento prestiti e rimborso di interessi e quote capitale (di cui 280.000 per i debiti ancora aperti per la Meda Servizi e che continueranno fino al 2015). Tutto ciò senza aver avviato un processo virtuoso ed efficace di riqualificazione del centro e del tessuto urbano o altre opere di sviluppo strategico del territorio. In altre parole e più semplici parole: i debiti sono anche necessari e opportuni quando servono ad apportare migliorie strutturali e benefici sostenibili alla comunità e al territorio. I debiti sono negativi e causano un circolo finanziario vizioso quando servono a coprire buchi e fallimenti di gestione. E quest’ultimo, purtroppo e in larga parte, è il caso di Meda.
  • L’assenza di un’attenta analisi, revisione e conseguente riduzione delle spese correnti – così come previsto dalla spending review e dalla buona prassi di gestione economica e finanziaria – impedisce di invertire la tendenza negativa attuale, che è ancora impostata più sull’aumento delle tasse che sulla razionalizzazione delle spese. Infatti, il bilancio è fondato ancora sull’aumento di entrate tributarie piuttosto che sulla riduzione delle spese che non siano prioritarie ed essenziali, in particolare in questo grave momento di crisi economica e con speciale riguardo alle situazioni sociali più critiche.  Mi limito a riportare solo pochi numeri per dimostrare questa tesi. Le entrate tributarie del 2012 sono aumentate del 5,3% rispetto al 2011: 13.417.376,19 € contro 12.743.021,96 €. Oltre l’imposta IMU, di cui molto si è parlato, voglio evidenziare l’addizionale comunale IRPEF, che è aumentata del 33,5%. Quest’ultimo aumento segna la tendenza pericolosa di questi ultimi anni, di aumento progressivo e apparentemente inarrestabile del prelievo fiscale degli enti locali (regionale e comunale), che incide sempre di più sul livello globale di tassazione, ormai insopportabile per cittadini e imprese.
  • Il rendiconto presenta ancora una mancanza di chiarezza e trasparenza delle spese, sia di quelle correnti sia di quelle in conto capitale. Come più volte da me sollecitato, in sede di discussione del bilancio e di verifica, mi sarei aspettato di vedere tabelle chiare e semplici, proposte pro-attivamente dalla Giunta, con indicati i principali centri di spesa, almeno nelle voci più rilevanti e con le tendenze nel corso degli anni. In questo modo sarebbe più immediato e facile individuare le inefficienze e ricercare soluzioni migliorative, in modo trasparente e facilmente comprensibile per tutti i cittadini, oltre che per i consiglieri. Mi limito a evidenziare due esempi di criticità nella gestione della spesa corrente: il servizio di raccolta dei rifiuti urbani è coperto solo al 91% con le entrate tributarie specifiche, sotto l’obiettivo preventivato del 95%, che già rappresenta un valore insoddisfacente, avendo come obiettivo finale la totale copertura delle spese con le entrate della tassa rifiuti. Il mancato raggiungimento di quest’obiettivo deve stimolare l’amministrazione alla migliore efficienza ed efficacia del servizio. Il secondo esempio di gestione impropria di spesa corrente riguarda la voce sanzioni per violazione del codice della strada: solo il 50% dell’incasso delle sanzioni è vincolato a programmi specifici e relativi alla viabilità e sicurezza stradale, l’altro 50% è trasferito al capitolo generale si spesa corrente.
  • Il rendiconto 2012 mette a nudo la mancanza di strategia delle spese in conto capitale, degli investimenti che sono necessari allo sviluppo e al miglioramento della nostra città e della comunità.  Anche alla luce delle difficoltà di Pedemontana, lo stallo o la sospensione delle opere connesse previste sul nostro territorio aggiunge ulteriore criticità. Soprattutto, non traspare una visione unitaria sulle reali priorità di sviluppo e di riqualificazione di Meda. Anche il rendiconto 2012 certifica l’inerzia e la mancanza di visione strategica per opere che realmente riqualifichino il territorio e la qualità di vita della nostra comunità.  Le poche opere realizzate o avviate non sono frutto di un piano organico di sviluppo ma iniziative sporadiche, marginali, apparentemente scoordinate e da molti contestate: ne cito una per tutte, il ciclodromo.
  • In conclusione, questo rendiconto è l’immagine della situazione di stanco e lento degrado di questa città. E’ l’indicatore di una situazione sostanzialmente statica, quasi d’immobilismo totale; con l’assenza di progetti strategici e con un’implicita dichiarazione di rassegnazione e sopravvivenza.

 

Peraltro, le decisioni che condizionano la progettazione del bilancio e l’attuazione dei suoi programmi sono sostanzialmente gestite nel chiuso dell’ufficio di Giunta Comunale. Questo Consiglio è poco o nulla coinvolto nella condivisione e nella partecipazione della definizione delle priorità, degli obiettivi e delle verifiche. Il coinvolgimento di questo Consiglio, che è l’espressione più vicina alla società civile e alla comunità del nostro territorio, è limitato a pochi momenti di discussione nel corso dell’anno, il minimo ‘sindacale’ previsto dalle normative. A conferma di tutto questo, voglio solo ricordare che le commissioni consiliari, le quali dovrebbero essere il luogo di incontro e confronto, di discussione e proposizione delle iniziative comunali, si riducono a momenti formali per adempiere, spesso, a obblighi burocratici. Per esempio, le commissioni Attività Economiche e Servizi alla cittadinanza – che in momenti come quelli attuali dovrebbero essere, entrambe, di fondamentale importanza, per la profonda crisi economica e sociale che stiamo vivendo – non sono ancora state avviate, ed è passato ormai un anno dalle elezioni del 2012, anche se spezzato in due Giunte di diverso colore, ma con analogo metodo.

Tre riflessioni finali:

  1. L’equilibrio di questo bilancio è molto esposto sui residui sia attivi sia passivi, cioè su crediti e debiti; quindi, è di particolare criticità il monitoraggio degli incassi dei crediti messi a consuntivo, che sono di molto superiori alla media degli anni precedenti: le entrate da crediti rappresentano ben il 22% del totale entrate dell’anno 2012. Un rapporto dieci volte superiore alla media degli ultimi anni. Attenzione!
  2. L’avanzo di amministrazione, che tiene conto anche dei residui degli anni precedenti risulta essere di 1.726.894,60 €; questo potrebbe rappresentare un inizio di riequilibrio finanziario, se correttamente gestito. Come suggerito dai revisori, ma non riportato nella proposta di questa deliberazione, chiediamo che questo avanzo sia destinato esclusivamente a spese di investimento per la riqualificazione del nostro tessuto urbano e lo sviluppo economico, cioè a spese in conto capitale. Cioè a sostegno di quelle spese che creino le condizioni per tornare a generare ricchezza e benessere sostenibili.
  3. Da ultimo, chiediamo che si tenga regolarmente sotto osservazione e, se il caso, si converta in altre forme più sicure, l’investimento finanziario di oltre 6 milioni di €, attivato nel 2003, in strumenti di finanza derivata, che tante sorprese negative hanno riservato in generale nell’andamento finanziario nazionale e internazionale.

Con queste premesse, il mio voto sarà di astensione. Come spiegato nella mia dichiarazione, gli elementi positivi, che pur esistono come da me ricordati, sono ancora troppo deboli perché inducano a esprimere un giudizio positivo.  Questo rendiconto non presenta segni virtuosi di cambiamento e di approccio che, ripeto, devono essere:

  • riduzione del livello di spesa ordinaria, senza penalizzare le persone e i settori più deboli della nostra comunità;
  • diminuzione del prelievo fiscale, già troppo elevato, in particolare per le ben note categorie di dipendenti a reddito fisso e tassati alla fonte;
  • definizione, programmazione e attuazione di una chiara strategia di sviluppo e di riqualificazione di Meda, in modo organico e non frammentario.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

22 aprile 2013

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger cliccano Mi Piace per questo: