Dare voce a tutti: modificare il regolamento comunale per assicurare più partecipazione e trasparenza

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marzo 25, 2013 di vermondo

Partecipazione e trasparenza sono due criteri guida che ritengo fondamentali per l’ammodernamento dell’attuale regolamento del consiglio comunale di Meda.

In commissione Regolamenti e Statuto abbiamo avviato la prima lettura del regolamento per il funzionamento del consiglio comunale. Nella prima lettura, si raccolgono tutti gli emendamenti con proposte di modifica dell’attuale versione del regolamento. I presentatori degli emendamenti commentano brevemente le ragioni della loro proposta. Segue un giro di domande, risposte e opinioni da parte di tutti i componenti della commissione regolamenti e statuto.

Nelle prime due riunioni dedicate a questo lavoro di aggiornamento, del 7 e del 18 Marzo 2013, sono stati letti e commentati diversi emendamenti. Io vorrei soffermami, qui, su di un emendamento che ho proposto relativo alla composizione delle quattro commissioni consiliari permanenti (Istituzioni e Bilancio; Territorio e Ambiente; Attività economiche e Servizi alla cittadinanza). Oggi il regolamento stabilisce in 5 il numero dei componenti: 3 assegnati alla maggioranza e 2 alle minoranze. Questo criterio ha un grosso limite: non consente a tutti i gruppi delle minoranze la possibilità di accedere alle commissioni, dove si discutono gli argomenti rilevanti della vita comunale, che sono poi portati in consiglio comunale per la votazione. Di conseguenza i consiglieri di minoranza, che non possono partecipare alle commissioni, non hanno la possibilità di approfondire gli argomenti con domande e confronto con la giunta ed esperti. Quindi, la mia proposta vuole cambiare il criterio di composizione per dare a tutti i gruppi presenti in consiglio, di maggioranza e di minoranza, la possibilità di partecipazione attiva alle commissioni consiliari. L’emendamento proposto è:

  1. Ogni Commissione è composta da tanti membri quanti sono i gruppi consiliari formalmente costituiti, i quali avranno diritto ad un rappresentante ciascuno.
  2. Ciascun membro dispone di voto ponderato, in modo da rispettare, nel complesso, la consistenza numerica dei gruppi consiliari rappresentati.
  3. A ciascun componente sono quindi attribuiti tanti voti quanti sono i Consiglieri del gruppo consiliare rappresentato.

Questa nuova ormulazione garantisce la rappresentatività e la presenza di tutti i gruppi consiliari nelle commissioni salvaguardando allo stesso tempo l’esigenza di funzionalità, efficienza e semplificazione dell’azione amministrativa con il meccanismo del voto ponderato. Questa soluzione assicura maggiore partecipazione senza aumentare significativamente il numero dei componenti delle commissioni. Con la configurazione attuale del consiglio comunale, il numero dei componenti delle commissioni passerebbe da 5 a 6, dando a tutti i gruppi il diritto di partecipare e interagire nella discussione delle delibere da approvare in consiglio.

Senza entrare in disquisizioni troppo tecniche e giuridiche, voglio solo accennare qui di seguito qualche argomentazione. L’emendamento proposto intende migliorare la partecipazione e il contributo di tutte le voci nelle commissioni in rappresentanza degli elettori. Il criterio della proporzionalità è stabilito all’art. 38, c. 6, del decreto legislativo 267/2000, ed è stato affrontato dalla giurisprudenza amministrativa: la sua applicazione è finalizzata ad assicurare l’apporto delle idee e della volontà delle minoranze consiliari, in ottemperanza al principio del governo democratico degli enti locali (TAR Lazio, sentenza 24 luglio 2004, n. 649) e a promuovere la maggiore rappresentatività possibile delle commissioni (TAR Lombardia, sentenza 3 maggio 1996, n. 567).  Il Ministero dell’Interno ha spiegato che il sopra citato art. 38 del D.lgs. 267/2000 intende stabilire che la composizione delle commissioni deve rispecchiare il più possibile la ripartizione interna al consiglio comunale, rendendo necessaria – in commissione – la presenza di tutti i gruppi consiliari, anche di quelli composti da un unico soggetto: “il criterio proporzionale può dirsi rispettato solo ove sia assicurata la presenza in ogni commissione di ciascun gruppo presente in consiglio, in modo che se una lista è rappresentata da un solo consigliere, questi deve essere presente in tutte le commissioni costituite, assicurando una composizione delle commissioni proporzionata all’entità di ciascun gruppo consiliare ed assicurando a ciascun componente un peso corrispondente a quello della forza politica che rappresenta (attraverso meccanismi tecnici quali il voto ponderato, il voto plurimo, ecc.) – pareri del 5 agosto 2010, prot. n. 12908 e 21 ottobre 2009, prot. n. 16620.

La stessa giurisprudenza ha precisato che il criterio proporzionale “è posto dal legislatore come direttiva suscettibile di svariate opzioni applicative, egualmente legittime purché coerenti con la ratio che quel principio sottende, e che consiste nell’assicurare in seno alle commissioni la maggiore rappresentatività possibile. Al raggiungimento di questo obiettivo concorrono, non solo la rappresentanza individuale proporzionata alla consistenza delle forze politiche presenti nell’organo elettivo, ma anche – quando la varietà di consistenza e di numero dei gruppi non consenta di conseguire l’obiettivo, con precisione aritmetica, per quozienti interi – meccanismi tecnici (quali il voto ponderato, il voto plurimo e simili) idonei ad assicurare a ciascun commissario un peso corrispondente a quello della forza politica che rappresenta” (TAR Lombardia, n.567/96).

A conferma della validità della proposta di modifica del regolamento qui sopra illustrata allo scopo di dare voce a tutte le forze politiche con efficienza ed efficacia di gestione delle commissioni consiliari, ricordo che molti Comuni hanno adottato il criterio proporzionale proposto, come per esempio Monza.

In aggiunta a quanto sopra detto, il ruolo delle opposizioni è e rimane essenziale nella presidenza e conduzione delle commissioni consiliari aventi funzioni di indagine sull’attività amministrativa, controllo o di garanzia, ove costituite. Questo è chiaramente definito nell’articolo 44 del D. Lgs. 267/2000, ripreso nello statuto comunale all’articolo 18.

Nei prossimi interventi, mi soffermerò sull’importanza di attuare i criteri di partecipazione e trasparenza in altre parti del regolamento, come per esempio la gestione delle interrogazioni e mozioni e della trasmissione via web delle sedute consiliari.

Vermondo Busnelli

Consigliere Comunale e Capogruppo di Meda per Tutti

Presidente della Commissione Consiliare Regolamenti e Statuto

25 Marzo 2013

One thought on “Dare voce a tutti: modificare il regolamento comunale per assicurare più partecipazione e trasparenza

  1. luigino ripamonti scrive:

    Giustissimo Vermondo. bravo, bel lavoro. te lo copio per lesmo. Io sono difatti escluso da tutte le commissioni. Grazie

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